lunedì 10 settembre 2007

Il governatore pellegrino

LA REPUBBLICA PALERMO - SABATO, 01 SETTEMBRE 2007

Pagina I
LA POLEMICA
FRANCESCO PALAZZO

LA RELIGIONE RUMOROSA DEL CUFFARO PELLEGRINO




Non c´è dubbio che Salvatore Cuffaro stia diventando un grande comunicatore. Quella foto vista ieri sui giornali, che lo immortala insieme ai suoi tre amici e compagni di partito durante un pellegrinaggio, è un bel colpo. Pensiamo sia difficile che l´abbiano inviata ai giornali i paparazzi in agguato sulle vie dello spirito, più probabile e banale che l´abbia recapitata qualche ufficio stampa. Un modo come un altro per fare entrare la religione nella cronaca politica. La quale puntualmente c´informa che oggi, dopo avere percorso trecentocinquanta chilometri, i nostri arriveranno alla meta, il frequentatissimo santuario di Santiago di Compostela, in Spagna, punto di riferimento di larga parte della cristianità. Poteva essere un rispettabilissimo e intenso viaggio privato, un lungo percorso di fede e di ricerca svolto con riservatezza, per meditare sulle cose della vita e del mondo. Invece, per volontà dei protagonisti, è diventato un fatto pubblico, con tanto di cronaca puntuale circa lo svolgersi delle giornate di cammino. Perfino la dieta alimentare di questi credenti abbiamo avuto modo di conoscere. Così come la disavventura fisica del governatore siciliano, vittima di un problema al ginocchio sinistro, che infatti nella foto appare fasciato. Per carità, ognuno è padrone d´intendere e di vivere il rapporto con Dio come meglio crede. La chiesa è bella per questo, perché è grande, c´è spazio per tutti e per tutto e ognuno ci sta dentro a modo suo. Ci chiediamo, tuttavia, cosa porta alla scelta d´informare l´universo mondo della decisione di affaticarsi in un pellegrinaggio. Sia chiaro, non siamo ingenui e comprendiamo l´utilità pubblica, le credenziali, che un uomo politico può ricavarne. Ma al di là di ciò, a noi pare che possa scorgersi in Cuffaro una maniera genuina, sentita, profonda, di porsi nei confronti della dimensione religiosa. E, proprio per questo, vogliamo domandarci che tipo di religione e di politica ci stanno dietro. Non dovrebbe essere proprio la silenziosa umiltà la dote principale di un pellegrino, di un viandante, di colui che cerca? Almeno tale dimensione abbiamo colto negli occhi e nella parole di una ragazza palermitana, figlia di un nostro amico, che ci raccontava emozionata il suo interminabile viaggio a piedi dello scorso anno sino a Santiago di Compostela. O, quello, ancora più recente, sulle orme di San Francesco, da Rieti ad Assisi. Si trattava, in entrambi i casi, di scout che viaggiavano con i classici zaini e le tende al seguito. I ragazzi dormivano, mangiavano e si lavavano quanto potevano. E soprattutto amavano il silenzio. Immersi, dalla testa ai piedi, in una spiritualità fatta di ascolto e di meditazione. Il cammino del governatore e della sua compagnia, non ce ne vogliano i protagonisti dell´impresa, c´è parso invece troppo rumoroso ed eccessivamente esternante. Non ne parleremmo se si fosse svolto nella tranquillità e nella pace di un avvenimento intimo. Del resto, se tale fosse stata la scelta non ne avremmo saputo niente. Così come nulla ci giunge dei tantissimi uomini e donne, politici cattolici, che preferiscono vivere senza comunicati stampa la loro dimensione di credenti. Poiché, però, tutto si è consumato sotto la luce dei riflettori, non possiamo che rilevare come sempre più la religione diventa un mezzo come un altro per vivere la politica, sin quasi a diventare la stessa cosa. Altro che staccare la spina per qualche giorno. In fondo, però, il nostro governatore non ha inaugurato niente di nuovo. Credendoci davvero ha solo rinfoltito, dopo aver messo la Sicilia sotto il manto protettivo della Madonna, lo scaffale siciliano del grande contenitore italiano in cui politica e religione vanno a braccetto o si incontrano naturalmente, guadagnandoci entrambi. Talvolta, come in questo caso, senza neanche esageratamente calcolare le mosse.

Nessun commento:

Posta un commento