martedì 7 aprile 2009

Sanità in Sicilia: la riforma la giudicano i cittadini

LA REPUBBLICA PALERMO – MARTEDÌ 07 APRILE 2009

Pagina IX
IL PERCORSO ACCIDENTATO VERSO UNA SANITÀ EFFICIENTE
Francesco Palazzo

Chi sono i destinatari finali di una riforma, soprattutto se questa avviene in campo sanitario? Chi, in definitiva, deve giudicarne la qualità e confermarne o negarne la bontà? Certamente sono gli utenti, i pazienti. Tutti noi, che gira e rigira abbiamo bisogno di cure e assistenza. Ogni tentativo di cambiamento non potrà, pertanto, che essere valutato quando avrà dispiegato tutti i suoi effetti nei confronti dei destinatari finali. Non c´è bisogno di disturbare i massimi sistemi. È una questione minima, se volete banale, di logica politica e amministrativa. Da questo punto di vista appare perciò prematura l´affermazione che la nuova sanità siciliana, sinora ancora sulla carta, sarà uno dei punti di forza del sistema assistenziale italiano e che già altre Regioni vogliono copiarci. Perché, da che mondo è mondo, si copiano le buone pratiche, le best practice, come dicono quelli che parlano bene. Mai nessuno ha copiato le buone intenzioni, seppure bollate con il prestigioso timbro legislativo di un Parlamento autonomista. Figuriamoci le cattive, e a quanto pare non isolate, abitudini. Quali quelle, non certo limpide, che imperversano in settori non secondari della sanità siciliana. Basta leggere la cronaca giudiziaria giornaliera, sempre più densa di particolari. Dunque, aspettiamo laicamente i risultati. Con un minimo di disincanto, non ce ne vogliano gli innovatori. Non per qualunquismo: saremmo tutti contenti di una Sicilia che, dall´oggi al domani, si trasformasse, per efficiente ed efficace trasparenza nel sistema sanità, in un´isola scandinava. Tuttavia ne abbiamo sentite tante di rivoluzioni annunciate in questa terra, messe nero su bianco e giubilate in ogni dove. Per poi prendere atto che, nei fatti, non ci eravamo spostati di un solo millimetro. Non siamo certo esperti di sanità, ma cittadini con una certa, pur modesta, esperienza. Se tra qualche mese tutti i vertici della sanità pubblica siciliana saranno nominati a prescindere dalle appartenenze politiche, ma solo tenendo in considerazione bravura e professionalità, ce ne renderemo subito conto. Se ciò valesse pure per i primari e per le figure apicali che dirigono i luoghi strategici da dove si utilizzano le risorse finanziarie, saremmo pure disposti a brindare. Gioiremmo sino alle lacrime, inoltre, se a quell´anziano cui nel dicembre 2008 era stato vivamente consigliato un percorso diagnostico che finirà, forse, entro giugno, potesse andare in un solo posto, invece di sbattere la testa per mesi in prenotazioni, telefonate ad amici e pagamento di qualche esame diagnostico, e avere risposte immediate alla sua impellente domanda di salute. Non parliamo poi della nostra contentezza e del vivo compiacimento se riuscissimo a sapere che le barelle nei pronto soccorso sono finalmente arrivate in quantità. In fin dei conti, un sistema sanitario, al di là delle alchimie che lasciamo agli addetti al settore, deve solo sapere rispondere in fretta, sborsando le giuste risorse e non sperperando, a una domanda di salute, quando questa viene purtroppo meno. E deve altresì attivarsi affinché la prevenzione non sia solo una bella parola che affoga, come il babà nel rhum, nelle liste d´attesa infinite per esami semplicissimi e routinari. Insomma, ben vengano gli innovatori, accogliamoli a braccia aperte e senza pregiudizi. A essi, però, diciamo subito che i veri termometri della situazione, a scanso di equivoci e inutili polemiche, sono i cittadini che fruiscono del servizio sanitario. Se per questi ultimi la sanità pubblica diventerà amica, e smetterà di essere un intricato e costoso labirinto che aumenta la sofferenza, allora si potrà dire che si è davvero modernizzato il sistema. Non resta che vigilare e attendere l´esito della partita.

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