sabato 25 settembre 2010

Quater in Sicilia: un programma fantasma e altre storie

LA REPUBBLICA PALERMO - SABATO 24 SETTEMBRE 2010
PAG. I
IL PROGRAMMA FANTASMA DEL NUOVO GOVERNO
Francesco Palazzo

Un buon programma non si nega a nessuno. Il Pd lo sa e, infatti, pur non conoscendone neanche una parola, come dichiarato da un suo autorevole esponente, nel frattempo ha contribuito in maniera determinante a formare la nuova giunta regionale. Composta, si dice, di tecnici di altro profilo. Non dubitiamo, ma la politica non si può ridurre nell´immissione di controfigure nel circuito istituzionale, scelte dai partiti e dalle correnti, in una spirale spartitoria che toglie il respiro. Non sono i bei nomi che fanno la buona politica. In tale contesto ci si dovrebbe soffermare sulle nomine assessoriali dei direttori regionali. Visto che il parterre dei mega dirigenti viene individuato come vivaio pronto all´uso per fare sbocciare l´ennesimo governo, potremmo dire tanto sulla (non) autonomia dell´amministrazione dalla politica. Le assegnazioni delle poltrone più ambite degli uffici regionali, è evidente, sono oggetto di una doppia divisione partitica. La prima per individuare chi deve guidare i dipartimenti, la seconda per stabilire chi di questi deve passare alla cabina politica di comando degli assessorati. Non è un bel vedere. È il nuovo che avanza o il vecchio che non muore? Che dire poi, di quelli che sono stati trombati a pochi metri dall´investitura e per i quali adesso si parla di una diversa valorizzazione? Con qualche pezzo di torta di secondo taglio da elargire a questa o a quella famiglia politica. Nuova politica anche questa? Dal Pd fanno sapere che ci troveremmo di fronte ad una fase irripetibile della storia siciliana. Hanno ragione. Difficilmente in futuro si potrà eguagliare ciò che è avvenuto in appena due anni. Sintetizzabile con una battuta carpita durante il dibattito, di alto rango, non si discute, svoltosi all´Ars. Chi vince perde e chi perde vince. Sono stati fatti fuori, quasi per intero, due partiti, Pdl e Udc, che nel 2008 presero più di un milione e duecentomila voti su un totale di un milione e ottocentomila abbondanti raggiunti dalla coalizione di centrodestra. Mentre coloro che avevano perso pesantemente, cioè i Democratici (che insieme ad altre tre liste erano arrivati ben lontani dall´eguagliare i voti del primo partito della coalizione avversa), stanno dando le carte. A tal proposito, vorremmo capire come mai i protagonisti, Mpa e Pd, di questa fase politica critichino tanto la legge elettorale che fa dei parlamentari nazionali dei nominati, definendola una mortificazione dell´elettorato, e non facciano neanche una piega a capovolgere il risultato delle ultime regionali. Conseguito con un sistema elettorale, questo è il punto, che dona ai votanti, eleggendo presidente e maggioranza, votando le preferenze e potendo utilizzare a piene mani il voto disgiunto, la massima libertà di scelta. Non vi pare il massimo dell´incoerenza? I democratici gongolano perché sono riusciti a disarticolare il centrodestra. E non passa loro neanche per l´anticamera del cervello che un´opposizione deve sì lavorare per creare problemi alla maggioranza e allargare l´area delle alleanze, ma ciò non dà il diritto, una volta riusciti nell´intento, di mettersi addosso la maglia del vincitore, in testa lo scettro dell´incoronazione e passare dritti al governo saltando le urne. Non si capisce, peraltro, come mai le stesse persone che ritengono scorretto a livello nazionale racimolare deputati per mantenere i numeri in parlamento, poi applichino la stessa prassi nel parlamento siciliano. Forse il fatto di sentirsi in pieno laboratorio, che anticipa quanto avviene nel resto del paese, rilascia la licenza di fare questo e altro. Ed anche qui una domanda. Come mai, in tutto questo geniale anticipare, rimaniamo sempre indietro nei molteplici indicatori sociali ed economici? Chissà se i riformatori che agiscono per il bene della Sicilia, compresi quelli che hanno perso con un cappotto memorabile nel 2008 e che ora, cambiato l´abito, ci spiegano come va il mondo, troveranno il tempo per spiegarci anche questa strana vicenda.

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