venerdì 22 ottobre 2010

Governo regionale: programma con tanti padri e antiberlusconismo di facciata

CENTONOVE
Settimanale di Politica, Cultura, Economia
N. 40 del 22 ottobre 2010
Pag. 2
Il PD e la politica dei colpi di tosse
Francesco Palazzo

Il programma di governo e l'antiberlusconsimo. Per la nascita del quarto governo regionale il primo doveva essere innovativo e pieno di riforme, il secondo una condizione pregiudiziale posta dal PD. I riformisti siciliani, quelli che sono sempre un passo più avanti di tutti, ci hanno predicato per anni che con l'antiberlusconismo non si va da nessuna parte. Ora hanno cambiato idea. Capita. Per quanto riguarda il programma, il PDL e gli ex UDC, ora PID, per giustificare l'uscita dalla maggioranza, hanno detto che non si è rispettato quello presentato agli elettori. Dalle parti di Palazzo D'Orleans, affermano, invece, che in quelle stanze è proprio il programma con il quale il centrodestra ha vinto le elezioni che si sta applicando. Senza saltare una virgola. Sono gli altri, PDL e PID, e ora anche FDS, Forza del Sud, che hanno abbandonando il tetto coniugale quando si è cominciato a dare vita al vasto e quinquennale piano riformatore che salverà la Sicilia. Dal PD non ne vogliono neanche sentirne parlare. Il programma è il loro, le riforme sono tutte impastate con la farina prodotta nei panifici democratici. Ecco perché con l'MPA si è passati da fidanzati di fuori a ziti in casa. Ovviamente, essendo uomini e donne di mondo, sappiamo che dei programmi, da tempo immemorabile, non importa un fico secco a nessuno. Vorremmo solo che i contendenti si accordassero sulle parole. Così, per capici qualcosa. In fondo ci accontentiamo di poco. Veniamo all'antiberlusconismo. Noi, con questa litania, ci siamo riempiti i mesi estivi. La locuzione, ormai proverbiale, “Lombardo sta rompendo con Berlusconi”, proveniente dai democratici, ci rassicurava accompagnandoci a letto. Quando il PD ha visto che Silvio tirerà a campare anche con i voti del drappello autonomista, si è adirato alquanto. Definendo quanto accaduto “un atto grave, che potrà avere delle ripercussioni sull'alleanza che sostiene il governo tecnico”. Le parole furono pesanti. Eravamo, dunque, del tutto legittimamente curiosi di sapere il peso di queste ripercussioni. Avevamo fatto delle ipotesi. Stravaganti. Forse la deputazione del PD al parlamento regionale si sarebbe seduta girando le spalle alla tribuna del governo? Si sarebbero presentati in aula in camicia e con le maniche arrotolate, stile Bersani? Nei giorni successivi, tuttavia, solo silenzio. Eravamo un po' preoccupati. Ma leggendo dell'ultima querelle Roma- Palermo, quella sul piano rifiuti, abbiamo tirato un sospiro di sollievo. “Lombardo prenda atto che il governo nazionale continua ad essere ostile alla Sicilia e ne tragga le conseguenze”. Ecco la frase del Partito Democratico che cercavamo. Quando ci vuole, ci vuole. Mica si può stare sempre a subire. Ci sono voluti una decina di giorni per tradurre quel “gravi ripercussioni” in una nuova dichiarazione. Che ai più inesperti è sembrato un passo indietro. In realtà serve soltanto per prendere la rincorsa e sferrare un nuovo e più sanguinoso attacco. Certo, dalle ripercussioni, gravi s'intende, si è passati alla consueta richiesta di amore eterno. Che somiglia a quella che l'innamorato, ormai rassegnato, fa alla propria partner, una volta con le minacce e dieci volte pregandola, di non frequentare più l'altro. Ma è solo apparenza. Da fonti sicure abbiamo saputo che tutto fa parte di un piano definito nei minimi dettagli. A un certo punto la comunicazione non verbale sostituirà lettere, vocali e punteggiatura. Insomma, tra qualche mese, per capire che proprio i democratici non ne possono più di questa storia, basterà carpire uno dei seguenti segnali nella facce degli esponenti del PD: fugace inarcamento del sopracciglio destro, velocissimo fischio sibillino, rapido e timido colpo di tosse. Speriamo che, nel frattempo, nessuno dica loro che pure la delegazione romana di un altro alleato del governo tecnico, Futuro e Libertà, ha votato la fiducia al presidente del consiglio. Si sfiorerebbe la tragedia.



1 commento:

  1. Posso dirti una cosa? Che, a parte il contenuto, mi piace assai il tuo stile di scrittura..."Dal PD non ne vogliono neanche sentirne parlare. Il programma è il loro, le riforme sono tutte impastate con la farina prodotta nei panifici democratici. Ecco perché con l'MPA si è passati da fidanzati di fuori a ziti in casa. Ovviamente, essendo uomini e donne di mondo, sappiamo che dei programmi, da tempo immemorabile, non importa un fico secco a nessuno."
    Un esempio di scrittura giornalistica, a mio avviso, eccellente.
    Ciao!

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