venerdì 5 agosto 2011

L'aereo la cura della politica siciliana.

LA REPUBBLICA PALERMO – VENERDÌ 05 AGOSTO 2011
Pagina XIII
L´ETERNA ATTESA DEI SOLDI DA ROMA
Francesco Palazzo

Ci voleva poco. A momenti, alla regione, pure per annodarsi la cravatta la mattina, avrebbero richiesto i fondi FAS, ora finalmente sbloccati: quelli previsti dal governo nazionale per le aree sottoutilizzate. Si tratterebbe di risorse aggiuntive a quelle ordinarie. Da noi, al contrario, e lo stesso discorso si può fare per i miliardi che giungono dall´Europa, sono sostitutive del normale flusso finanziario che dovrebbe consentire alla macchina amministrativa di andare avanti da sola. Non si può muovere foglia, dalla sanità alla formazione, dalla riduzione dei ticket al rinnovo dei contratti ai dipendenti regionali, dalle infrastrutture agli sportelli multifunzionali, senza prima premettere che senza questi magici fondi non si può fare niente. Come premessa di un autonomismo, che addirittura ha minacciato un distacco della Sicilia dall'Italia, non c´è male. Non prendiamoci in giro. Nel giro di poche ore, ma solo in caso di eroica resistenza, potremmo portare i libri in tribunale. In realtà, questo continuo trattare con la capitale sulla propria sopravvivenza è il contrassegno, non nuovo ma che adesso raggiunge toni parossistici e surreali, della politica locale. Se è vero che la cura primaria per i siciliani è rappresentata dall´aeroplano, che li porta verso situazioni sanitarie più efficienti ed efficaci, come affermato dalla magistratura contabile, la stessa cosa si può dire di tutta la classe politica siciliana. Sulla tratta Palermo-Roma ha viaggiato il passato di questa terra e continua a transitare il presente e il futuro. Con un continuo vittimismo piagnone che francamente stanca sempre di più. L´ultima figurina dell´album dei ricordi sono i 45 milioni, FAS appunto, per salvare, sino alle elezioni a Palermo, il carrozzone Gesip. Come dire che il nostro precariato, superfluo, viste le piante organiche rigonfie di personale, è un affare nazionale. Come un tragico terremoto o uno spaventoso tsunami. Sui fondi europei, poi, riusciamo a superarci. Ci danno denaro a palate in quanto sottosviluppati e non riusciamo a spenderlo per come dovremmo, cioè per trasformarci da zona che soffre a regione che guarisce dai suoi mali. Siamo tra gli ultimi in classifica e dobbiamo stare attenti a non muoverci neanche un minimo verso l´alto, al massimo ci possiamo vistosamente annacare, ma restando sempre sul posto. Perché se si staccasse il tubo dell'ossigeno, che viene pompato da fuori, moriremmo asfissiati istantaneamente. E´ il massimo di tutto questo sapete cos´è? Che ci raccontano pure la storiella che siamo diventati, o staremmo per divenire, da qualsiasi parte ci giriamo, i più bravi di tutti. Sino al punto, ma è solo un esempio, che il nostro sistema sanitario è stato fatto oggetto di così tanti complimenti, che ora viene pure preso a modello di riferimento dalle altre regioni. Sarebbe opportuna, a questo punto, una bella campagna pubblicitaria per farlo sapere al resto d´Italia. Da finanziare, ovviamente, con i fondi FAS.






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