sabato 7 febbraio 2026

Palermo, la quinta circoscrizione, il salotto e le altre stanze

 Il Mediterraneo 24

P.alermo, viaggio nell’ottava Circoscrizione: “Così teniamo assieme centro e periferie”

Dall’Acquasanta al Borgo Vecchio, passando per Libertà e Politeama, l’Ottava circoscrizione racconta una Palermo complessa e centrale. Il presidente Marcello Longo e il vicepresidente Nicola Glorioso fanno il punto su decentramento, servizi, reti di comunità e attenzione ai quartieri più fragili, tra limiti di potere e pratiche concrete di partecipazione

 Francesco Palazzo

 5 Febbraio 2026

 https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/palermo-viaggio-nellottava-circoscrizione-cosi-teniamo-assieme-centro-e-periferie/



Dal mare dell’Acquasanta al Borgo Vecchio, passando dal salotto di Palermo, ma anche da Villa Igea, sotto Monte Pellegrino sino a lambire viale Regione Siciliana. L’ottava circoscrizione conta quasi 130 mila abitanti e gli assi viari più importanti della città, Notarbartolo/Da Vinci, Libertà, Empedocle Restivo/Sciuti/Terrasanta, parte di Via Crispi. In essa ricadono la Fiera del Mediterraneo, il Giardino Inglese, il Porto, Villa Sperlinga, Villa Trabia, il Cantiere navale, il Teatro Garibaldi. Dei quartieri che la compongono, Politeama, Libertà, Monte Pellegrino e Malaspina-Palagonia, ne parliamo con il Presidente, Marcello Longo, e il Vice Presidente, Nicola Glorioso, nell’aula consiliare di Via Fileti, piena di platani, dove sorge una lunga stecca di edilizia popolare che ha avuto, ci ricorda il presidente, una storia virtuosa. Nel 2000 la si è dovuta guardare a vista perché c’era chi voleva occuparla, l’assegnazione è poi avvenuta secondo graduatoria. L’agglomerato sarà intitolato al progettista Iano Monaco, che ha seguito, rivela Longo, la stessa linea architettonica del nuovo Palazzo di Giustizia. L’insediamento popolare ha unito Acquasanta e Centro, riflette Longo. Prima chi stava in via Ammiraglio Rizzo guardava soltanto Via Libertà, da 25 anni pure il mare.

I due esponenti politici evidenziano il lavoro proficuo sulla postazione anagrafica della circoscrizione che è stata potenziata. Sono due avvocati e hanno, sulla circoscrizione, visioni simili. Per Glorioso le circoscrizioni hanno messo insieme cose molto diverse, di difficile gestione perché ogni zona ha le sue peculiarità. Si entra subito sul tema del decentramento, la vexata questio della politica palermitana. Le circoscrizioni hanno pochi poteri, chiosa Glorioso. Il presidente fa notare che anche nel meridione, dunque non soltanto nelle grandi città del nord, il decentramento è più compiuto. Per esempio a Salerno, Cagliari e Bari. Ma pure a Catania il decentramento è più avanti.

Glorioso sottolinea che è difficile risolvere le criticità più importanti senza una regia delle circoscrizioni. Possiamo fare mozioni, aggiunge, ma non c’è obbligo di risposta. Le differenze tra le parti di una così grande circoscrizione, prosegue Glorioso, si percepiscono dal fatto che i quartieri meno centrali hanno bisogno di più presenza. Del resto, integra il ragionamento il presidente, i quartieri popolari cercano di più la circoscrizione, quelli più borghesi meno. Probabilmente, ragiona, si rapportano più direttamente con la politica cittadina.

Sempre tenuta alta l’attenzione verso i quartieri più fragili e identitari, dicono all’unisono, durante le vacanze natalizie le attività e le luminarie sono state collocate al Borgo Vecchio, all’Acquasanta e nel quartiere Monte Pellegrino. Non per questo si trascura il resto. Longo ci dice che a Natale sono stati contattati da un comitato di Piazza Strauss, zona centrale. I bambini avevano individuato un albero ma non riuscivano ad arrivare alle parti alte. La circoscrizione, coinvolgendo una partecipata del comune, ha addobbato l’albero e l’ha pure illuminato.

Longo tiene a mettere in evidenza due aspetti. Il ruolo rappresentativo di cerniera con i cittadini funziona sempre meglio perché con le partecipate e l’amministrazione attiva c’è un buon rapporto, fatto di soluzioni ai problemi. L’altro aspetto che il presidente sottolinea è la collaborazione di tutto il consiglio di circoscrizione, che definisce di livello alto. Tengono a precisare che il rapporto con le scuole è importante. In effetti, l’aula consiliare è piena di lavori scolastici. Glorioso accenna a un consiglio circoscrizionale svolto presso una scuola.

Con delibera del consiglio circoscrizionale si è creata una rete di comunità al fine di generare maggiore ascolto del territorio e partecipazione. Ciò ha creato una rete di 50 associazioni e scuole , poi delle sottoreti che hanno avuto pure finanziamenti per la riqualificazione urbana e le attività rivolte ai ragazzi sulla cittadinanza. Hanno preso pure in gestione un locale adiacente gli uffici della circoscrizione, messo a disposizione delle associazioni, dei giardini, così come il campetto, dove c’è stato un anno di scuola calcio gratuita assicurato dalle associazioni. Ma anche spettacoli e laboratori, pure per adulti. A breve inizierà, nel locale destinato alle associazioni, un laboratorio di educazione all’effettività curato dall’associazione Millecolori Ets.

Insomma, i due esponenti concordano: i soldi e le deleghe sono importanti, ma le circoscrizioni anche così possono comunque mettere in campo buona politica. Longo fa notare che essendo via Libertà il baricentro di una così ampia circoscrizione, naturalmente la sede della stessa doveva essere più centrale. Il fatto però di avere una sede decentrata è una risorsa e un’attenzione in più per questa zona, rimarca, dove ci sono fasce più ampie di povertà economica sociale ed educativa. Ciò vale anche per l’Acquasanta e il Borgo Vecchio. Davanti ai Cantieri Navali è stata posata nel 2020 una pietra d’inciampo per ricordare Liborio Baldanza, operaio palermitano dei Cantieri, deportato a Mauthausen dove è stato ucciso. In Via Turrisi Colonna c’è un’altra pietra d’inciampo collocata dove abitava la maestra Maria Di Gesù.

Ma cosa fareste subito nella circoscrizione avendo ampi poteri? Il vicepresidente Glorioso interverrebbe dal punto di vista infrastrutturale sui marciapiedi, sugli scivoli per disabili, poi sulla potatura degli alberi e sull’illuminazione. Marcello Longo distinguerebbe tra bisogni e sogni. Più attenzione alla pulizia e all’ambiente, controllo sulla raccolta porta a porta, illuminazione pubblica. Poi occhi vigili su alcune zone più fragili, come piazza della Pace da riqualificare. Per quanto riguarda i sogni darebbe servizi in modo che tutti possano sentirsi e formarsi come buoni cittadini. Tra poco saranno attive le stazioni dell’anello ferroviario Porto e Politeama. Questo ci fa capire che sempre della circoscrizione più centrale di Palermo stiamo parlando.

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mercoledì 4 febbraio 2026

Pallavicino Rosanero e Solidale

 Il Mediterraneo 24

2 febbraio 2026

Pallavicino Rosanero, il volontariato che "ricuce" il quartiere: sport, libri e partecipazione dal basso

Un presidio civico e culturale nato dall’esperienza dell’oratorio e cresciuto dopo il Covid. Tra tifo condiviso, polo letterario, laboratori creativi, orti didattici e iniziative di cura degli spazi urbani, l’associazione ascolta il territorio e ne intercetta i bisogni

Francesco Palazzo

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A un certo punto Martina, una ragazza che fa nuoto e atletica, si affaccia all’uscio e chiede cosa facciamo là dentro. Siamo a Pallavicino, in Via Mater Dolorosa, dentro l’Associazione Pallavicino Rosanero. Accanto a quello che fu il famoso Teatro Crystal e molto vicini alla chiesa parrocchiale Maria SS. Addolorata. Parlo con la referente, Paola Pecora, e con il referente giovani, Mauro Machì. Sono 30 in tutto, tra fondatori, iscritti e volontari. Nei locali associativi ogni volta che il Palermo gioca, in casa o fuori, molti tifosi vengono per guardare l’incontro su un maxischermo. La stanza dei tifosi è piena di magliette rosanero firmate, di altri cimeli e tante foto. Al momento una decina di persone, quasi tutti rosanero, sono impegnate attorno a un tavolo in un appassionato gioco di carte.

Paola evidenzia che l’attività di volontariato nasce da un gruppo storicamente impegnato nell’oratorio della parrocchia. Dopo il periodo Covid le attività oratoriali non sono continuate e, anche per altri motivi, hanno intrapreso dal 2022 un percorso associativo autonomo. La referente ci parla della collaborazione con la biblioteca di quartiere che li ha fatti diventare il polo letterario del territorio. Si tratta del progetto comunale Open Library, attività di riciclo volumi e invito alla lettura con casette contenenti libri messe vicino ai negozi dove prendere e lasciare volumi. L’associazione ha partecipato attivamente a Palermo Capitale del Volontariato 2025 attraverso i contatti con l’Istituto Comprensivo Alessandra Siragusa, Savio e Ferrino. Il 21 marzo 2025, con la regia del Cesvop, ha di fatto aperto la manifestazione con Attia Taliu. In un luogo sostanzialmente abbandonato, dove giocavano fuori a carte quelli che adesso sono ospitati in associazione, a due passi dalla sede della stessa, si è svolta l’inziativa di rigenerazione urbana, a ciò si sono affiancati laboratori creativi e di riciclo.

La collaborazione con la scuola è proseguita con l’iniziativa Mani che cambiano il mondo, che ha visto la realizzazione di un piccolo orto didattico dentro la scuola dove sono stati piantati dei broccoli. Mauro, 21 anni, precisa che in questo periodo stanno lavorando alla struttura dell’associazione cercando di ascoltare il quartiere per vedere quali sono le sue esigenze. A tal fine hanno messo in campo un sondaggio anonimo per ascoltare gli abitanti. Mauro si è laureato a settembre in scienze politiche, dopo questo anno di volontariato probabilmente andrà per la magistrale fuori dall’italia. Vorrebbe fare relazioni internazionali, ricerca accademica, legata però al territorio. Dalle prime risposte al sondaggio “Dicci la tua sul quartiere” emerge un attaccamento al rione che però viene percepito come luogo di  transito, soprattutto verso e da Mondello, e dunque a rischio di marginalizzazione. Mauro sottolinea la mancanza di spazi pubblici, di verde, la carenza di senso di comunità e di luoghi per gli studenti. L’idea, a conclusione della rilevazione, è quella di fare un aperitivo informale cui dovrebbe seguire un’assemblea di quartiere per costruire un tessuto partecipativo.

Paola, nel ricordare che in passato di fronte la chiesa c’erano una panchina e il Bar dell’Amicizia, dove i giovani socializzavano, torna all’oggi e ci parla dell’attività di cucito che inizierà riutilizzando stoffe che stanno ricevendo. Il riutilizzo è una pratica continua dell’Associazione, attraverso il riuso di materiale da buttare carta, pietre, tappi di plastica. Con Palermo Capitale del Volontariato 2025, tramite il Cesvop, hanno avuto modo di collaborare con altre associazioni della circoscrizione e di partecipare a un tavolo, nei locali della stessa circoscrizione, con tutte le realtà associative della stessa. Paola testimonia che Palermo Capitale le ha fatto incontrare tante anime belle, l’ha caricata, anche con l’emozionante evento finale di dicembre 2025 svoltosi al Teatro Massimo alla presenza del Presidente della Repubblica. Mauro pensa che ci vorrebbe un confronto continuo con le istituzioni e ipotizza una scuola di formazione politica rivolta ai giovani. Paola ricorda lo sportello multifunzionale per le vittime di reato ospitato in associazione con la presenza di professionisti. Ma anche il pane cunzato per tutti, le passeggiate per il quartiere e lo scorso Natale dove, nell’ambito di un progetto comunale, hanno assicurato  emozioni ed attività ludiche e  creative a 15 bambini e bambine.

C’è stata anche l’idea innovativa della colazione civica. Caffè, cornetti, scope e palette per pulire le vie del quartiere.

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venerdì 23 gennaio 2026

Palermo, la II Circoscrizione tra il Beato Pino, Santa Rosalia e Biagio

  Il Mediterraneo 24

22 Gennaio 2026

 Viaggio nella II circoscrizione: "Brancaccio non è solo mafia e lo Sperone non è solo spaccio"

Oltre 72 mila abitanti, un patrimonio storico-monumentale di grande valore e molte potenzialità ancora inespresse. È il ritratto della seconda circoscrizione di Palermo che emerge dal confronto con il presidente Giuseppe Federico e il consigliere Pasquale Tusa

Francesco Palazzo

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Possiamo definirla, la seconda, la circoscrizione di Santa Rosalia, del Beato Pino e di Biagio, profeta dei poveri e già beato nel cuore dei palermitani. Allo Sperone a settembre c’è il festino con Santa Rosalia che arriva dal mare. Nel 2025 si è svolta la seconda edizione. Con gli abitanti che salvaguardano il carro, risalente ad una passata edizione del Festino cittadino, lì rimasto stabilmente sotto il murales delle Rosalie ribelli. A Brancaccio è ancora viva e immortale la memoria di don Pino, ucciso dalla mafia. In via Archirafi Biagio Conte impiantò la prima e storica sede della sua missione. Una volta c’erano 25 quartieri, ora 8 circoscrizioni. Del territorio della seconda, delle potenzialità espresse e inespresse e del decentramento ne parliamo con il Presidente, Giuseppe Federico, e con un esponente dell’opposizione, Pasquale Tusa. Quest’ultimo tende ad evidenziare che a questo livello di confronto politico si cerca di lavorare per il territorio e non ha molto senso forzare le differenze di colore politico al fine di migliorare il bene comune. Con Federico e Tusa si fa riferimento al recente presepe vivente a Brancaccio. È andato bene, dicono, anche perché ha dato un’immagine diversa di Brancaccio. Sottolineano che la rete tra parrocchie, circoscrizione, associazioni e cittadini non va persa e che Brancaccio non è solo mafia.

Acqua dei Corsari, Bandita, Sperone, Oreto Stazione, Brancaccio, Ciaculli, Settecannoli, parliamo di più di 72 mila persone. Un territorio con più abitanti, e ovviamente non è l’unica circoscrizione ad avere numeri simili, rispetto a capoluoghi di provincia come Trapani, Enna, Caltanissetta e Agrigento. Federico è stato consigliere di quartiere, consigliere comunale e provinciale. Tusa è alla seconda consiliatura nella circoscrizione. Questa legislatura è iniziata nel 2022. L’anno prossimo si rivota. Sul decentramento, Federico precisa che se uno non difende quello che rappresenta e che svolge con serietà non ha senso nulla. Non si è data concretezza, prosegue, alla città policentrica. Più si decentra, riflette, più si da la possibilità di stare vicino ai cittadini risolvendo i loro problemi. Attualmente, chiosa Tusa, diamo solo pareri non vincolanti sulle delibere che approvano in consiglio comunale. Non chiediamo la luna, proseguono, tipo i municipi che ci sono in diverse città, ma un’interlocuzione diretta con le municipalizzate e un coinvolgimento nella programmazione e prima degli interventi operativi sul territorio.

Sono 10 consiglieri compreso il presidente. La sede della circoscrizione è in Via San Ciro. C’è una biblioteca aperta solo di mattina, c’erano una palestra e un auditorium, dedicato al piccolo Di Matteo e dove Puglisi celebrò le ultime messe, chiusi pare per infiltrazioni. Nella circoscrizione ricadono diversi luoghi di interesse storico monumentale. Il Ponte dell’Ammiraglio, il Palazzo Regio di Maredolce, la Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi, Villa Giulia, l’Orto Botanico, gli Archi Romanici. E poi la Costa Sud, o di Levante.

Federico ricorda che diversi decenni fa era il mare dei palermitani. Si dichiara molto ottimista dei progetti in corso, dovrebbero restituire questi sette chilometri di costa ai palermitani. Entro pochi mesi, ad esempio, inizieranno i lavori che faranno somigliare il porticciolo della Bandita a quello di Sant’Erasmo.

Si discute anche della Piazza, detta dei Signori, davanti il Castello di Maredolce. Che, se liberata, osserva Tusa, renderebbe questo grande bene storico molto più visibile. Si parla anche del Ponte delle teste mozze, del cippo delle anime decollate, al momento non fruibili. E poi dell’Oreto. Ogni città che ha i fiumi, fa osservare Tusa, li valorizza. Il presidente parla anche di Ciaculli, polmone verde della città, con un prodotto, il mandarino tardivo, conosciuto in tutto il mondo. 

Poi c’è la forte criticità dello Sperone. Federico sottolinea che l’edilizia popolare ha stravolto la sua vocazione marinara. Ha gli stessi problemi di altri quartieri simili, sostiene. Ma è un luogo che secondo lui sta cambiando, può farlo anche grazie ad alcuni fondi che verranno spesi per la viabilità e nella costruzione di un parco sportivo. Riflette sull’importanza dei murales, che possono portare turisti. Riconosce che il quartiere ha i suoi forti problemi e lo dicono gli inquirenti con le operazioni che riguardano questo pezzo di seconda circoscrizione.

Ma dire Sperone non è soltanto spaccio. È un territorio, conclude, che va attenzionato di continuo, per non dare ai giovani l’impressione che sia terra di nessuno. Nel territorio insiste anche il Centro Commerciale Forum. Tusa ritiene che ai giovani della circoscrizione spesso hanno solo questo luogo come centro di aggregazione. 

Ma cosa fareste, chiedo loro, avendo poteri di intervento diretto sul territorio? Pasquale Tusa interverrebbe per rendere balneabile il mare, valorizzare i monumenti, combattere l’inciviltà, potenziare la raccolta differenziata aumentando i centri di raccolta, visto che quello attivo di Viale dei Picciotti funziona bene, poi illuminazione e sicurezza. Giuseppe Federico si impegnerebbe per dare normalità alla circoscrizione, lavorerebbe sulla costa sud per farne occasione di sviluppo, valorizzerebbe i beni culturali, curerebbe gli impianti di illuminazione, le strade, le scuole e quello che resta a Ciaculli della Conca d’Oro, dove ci sono terreni abbandonati per gli alti costi di gestione. 

Chiedo come si  rapportano, espletando il loro mandato, con una figura come quella di don Puglisi?

Pasquale Tusa, nel sottolineare che l’Aula consiliare della circoscrizione è dedicata a lui, si augura che sia sempre un’aspirazione per tutti, perché è stato un grande che applicava il Vangelo.

 Federico, nel sottolineare che il 15 settembre spesso si fa retorica sul suo nome e che invece si dovrebbe celebrare ogni giorno, ha la sensazione che ancora oggi si portano avanti le stesse problematiche che lui affrontava.

Nella circoscrizione ricade anche un luogo, purtroppo ancora non agibile, legato a un’altra  vittima di mafia, il Parco Libero Grassi. Con Federico e Tusa ci vediamo davanti il porticciolo di Sant’Erasmo, ricadente nel territorio della circoscrizione. E a proposito del quale i nostri interlocutori si impegnano ad avanzare al comune, come circoscrizione, una richiesta di istituzione di un breve divieto di sosta di fronte allo storico bar, per rendere visibile il mare nel punto del porticciolo più antico e più vicino alla città.

martedì 6 gennaio 2026

Brancaccio, il presepe vivente nella piazza per don Puglisi

Porta di Servizio

Notizie Chiesa locale e universale
4 gennaio 2026
Brancaccio e il presepe vivente nel segno del Beato Puglisi
Francesco Palazzo
 



Valentina ci porta a Casa Betania, luogo di aggregazione giovanile confiscato alla mafia attaccato alla parrocchia, e ci offre un caffè. Elia e Diego sono due boy scout che vengono ogni sabato da Falsomiele a fare volontariato. In fondo a Casa Betania è nata, con l’aiuto dei giovani del Rotary di Lercara Friddi, una ludoteca intitolata a Nino Agostino e Ida Castellucio.

Siamo a Brancaccio, presso la parrocchia di San Gaetano e Maria Santissima del Divino Amore, nel quartiere di Palermo dove il Beato don Pino Puglisi fu presbitero dal 1990 al 15 settembre del 1993, quando gli uomini del disonore decisero che poteva bastare.

Un presepe per la pace
Qua non ci sono colpi di armi da fuoco contro la chiesa, come accade allo Zen, ma tre parrocchie, tante associazioni e il Consiglio di Circoscrizione che presentano il presepe vivente che andrà in scena a Brancaccio il 5 e 6 gennaio dalle 16 alle 20, in un terreno a 200 metri dalla parrocchia. Forse per questo alla conferenza stampa di presentazione ci sono solo io come giornalista. Le buone notizie a Brancaccio non fanno notizia. Per quanto anche qua può capitare che dei ragazzini con pistole finte facciano il gesto di spararti.

Il 6 pomeriggio verrà pure l’arcivescovo, monsignor Corrado Lorefice. Pippo Sicari, che è il regista, annuncia un flashmob con la partecipazione di tutti i 70 personaggi, la Madonna che parlerà con Gesù Bambino, una preghiera di pace di tutto il popolo al pargolo e la deposizione delle armi dei militari.

Fare luce contro le ombre
Don Sergio Ciresi, parroco a Brancaccio da due mesi, tiene a valorizzare la rete che si è costruita, spera che la cosa prosegua per prendersi sempre più cura del territorio. “È già un miracolo, – sottolinea – lavorare insieme, fa rallentare magari ma porta lontano. Abbiamo osato – prosegue – perché un cristiano è sempre vigile, all’erta, attento, al fine di prendersi cura dei luoghi e relazionarsi con tutto e tutti al meglio”. “Padre Puglisi – riflette – ci chiama a essere testimoni di speranza, soprattutto come adulti”.

Pippo Sicari aggiunge che questo evento a don Puglisi piacerebbe tanto, perché il suo “se ognuno fa qualcosa” vuole significare fare insieme ciò che da soli non si riesce a realizzare. “Bisognerebbe togliersi le scarpe ed essere puri – prosegue – prima di varcare la soglia della parrocchia, qua sono entrati Papa Francesco, don Pino Puglisi e Biagio Conte”.

Sottolinea che vi sono ancora, oltre le luci, molte ombre. E allora ritiene che “per neutralizzare queste ultime occorre che iniziative come questa del presepe vivente si ripetano”. Anche se, facendo il medico per decenni, è entrato in tante case e ha visto che ci sono tante belle famiglie. A quasi 70 anni, conclude, è la prima volta che registra questa imponente partecipazione attorno a un’iniziativa.

I ragazzi, tessere preziose
“La richiesta del presepe vivente nasce dal Comitato dei genitori di Brancaccio”, dice il presidente della circoscrizione Giuseppe Federico. Per il consigliere comunale Gianluca Inzerillo “questa iniziativa deve essere vissuta come una rinascita del quartiere” e propone di costituire un gruppo che faccia da pungolo per la costruzione della nuova chiesa. Di cui si ricorda una lontanissima prima pietra e sulla quale però il nuovo parroco informa di avere riavviato le procedure.

Don Gabriele Virga, che è qui da quattro anni, sottolinea che questo “deve diventare un metodo e che il presepe vivente sta dando alla Provvidenza la possibilità di esprimersi attraverso una grande pluralità di voci, senza blindarsi ciascuno nel proprio orto. Al termine dei campi estivi, don Puglisi – ricorda – portava i ragazzi davanti al Pantocratore del Duomo di Monreale e diceva che ciascuno di loro era una di quelle preziose tessere”. Don Sergio aggiunge che ci sarà un lavoro programmato nelle scuole e che si celebreranno messe per le strade.

L’impegno del quartiere
Oltre alla Parrocchia di San Gaetano, partecipano al presepe vivente Quelli della Rosa Gialla, Al reves Sartoria sociale, L’arte di Crescere, Calapanama, Asd Only Dance, Terre Buone, Associazione Nautilius Sant’Erasmo, Centro di accoglienza Padre Nostro, Castello e Parco di Maredolce, Associazione cuore che vede, Associazione Sorriso Equiturismo, la parrocchia Maria Santissima delle Grazie a Conte Federico e quella del Santissimo Salvatore a Settecannoli.

Giusy Scafidi, dell’Associazione Castello e Parco di Maredolce, sottolinea l’importanza di quanto messo in campo col presepe vivente registrando tuttavia la carenza di giovani; il consigliere di circoscrizione, Pasquale Tusa, propone una festa dell’intera circoscrizione mentre Pino Russo, esponente storico della sinistra a Brancaccio, testimonia la ricchezza di lavorare insieme sotterrando le diffidenze.

Don Sergio: “Facciamo rete”
Alla fine rimangono due sedie messe una di fronte all’altra in diagonale e il discorso continua a quattr’occhi con il parroco, don Sergio, che vuole procedere con una programmazione pastorale, detesta l’improvvisazione e intende percorrere insieme le strade dello spirito e della socialità.

Dopo due mesi, chiedo che tipo ‘presepe’ parrocchiale e sociale ha trovato a Brancaccio. Mi risponde che ha verificato una situazione in cui i personaggi sono molto scollegati e dove manca la Casa di Nazareth che può fare da collante. E don Puglisi? “Ha fatto antimafia – sostiene don Sergio – ma non era un prete antimafia. Don Pino agiva e denunciava giustamente – continua il parroco – adesso Brancaccio non è quella di trenta e più anni fa. Devono ancora esserci le denunce per quanto non è stato ancora risolto, ma occorre dare continuità, lavorando sempre più sull’esistente frutto del suo martirio. Quindi rete, programmazione, collaborazioni”.

Camminare insieme
Cosa significa un presepe per tutti? “La soluzione oggi – dice don Ciresi – è camminare insieme, ricostruire comunità valorizzando tutti i carismi”. Concorda con chi scrive che quello dello Zen è un messaggio di violenza che va oltre quel quartiere. La soluzione per lui è quella che le periferie debbano stare al centro.

Vita e speranza
Ma che tipo di “parrino” è don Sergio? Sostiene che “un prete deve essere un uomo di relazioni, deve parlare con tutti e deve sapere stare con tutti senza arroccarsi. Prima che aiutare, deve intanto ascoltare”. Sottolinea che quando è venuto a Brancaccio ha ricevuto tanti messaggi di altri preti disposti a sostenerlo. Quando è stato convocato in curia da monsignor Corrado Lorefice di tutto si aspettava, tranne che ricevere questa proposta. Ripete più volte una frase che è anche un programma di lavoro. “Forse è tornato il tempo di tornare per strada”. Con il Presepe per Tutti, Vita e Speranza a Brancaccio, così è stato chiamato nella locandina, ha iniziato questo impegnativo e al momento fecondo percorso.