sabato 27 aprile 2019

All'ombra dei cipressi o dentro un deposito?


La Repubblica Palermo
27 aprile 2018
Se Foscolo andasse ai Rotoli
Francesco Palazzo

All’ombra dei cipressi e dentro l’urne è forse il sonno della morte men duro? si chiede Ugo Foscolo nei Sepolcri.
 Facile tornare a questo incipit leggendo il reportage di Repubblica sul cimitero dei Rotoli, con 267 salme in attesa.
No, risponde il poeta, ma aiuta chi resta a intrattenere un dialogo con i propri cari in una situazione di rispetto per chi non c’è più.
Il morire, per chi non ha una sepoltura familiare, non può diventare un dramma che si somma al dolore. 
A quanto pare saremo costretti nel capoluogo, mentre ci occupiamo dei problemi dei vivi, a continuare a pensare a queste vie crucis che vivono tante famiglie nell’incrociare l’ineluttabile fine vita. 
Dovremo dotarci anche noi di un Foscolo del ventunesimo secolo che sappia dirci, con sapienza e pietà, parole aggiornate e adeguate ai nostri tempi? Siamo ben distanti dal 1806, anno in cui venne esteso al Regno d’Italia l’editto napoleonico di Saint Cloud, contro il quale scrive il Foscolo.
Il provvedimento stabiliva che le tombe, tutte uguali, dovevano essere poste al di fuori delle mura cittadine. Ciò per il vate era motivo di scandalo. Ma c’erano almeno le tombe. Le quali, peraltro, si disponeva che dovessero sorgere in luoghi soleggiati e arieggiati. Contesto ben distante da quello presente adesso, nel 2019, per centinaia di deceduti e rispettivi nuclei familiari nel deposito del cimitero palermitano.


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