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Rosalia, dalla ballata al coinvolgimento dei quartieri: il suo messaggio per Palermo
Francesco Palazzo
12 Luglio 2026
Il Festino rappresenta ogni anno, e nel 2026 in particolare, alla sua 402esima edizione della sua ormai lunghissima storia, un articolato e ricco appuntamento fatto di tanti aspetti che accendono diversi interruttori della vita spirituale e sociale dei palermitani.
Due angolature, secondo me, dalle quali si può guardare l’edizione di quest’anno, che ci possono portare a fare un unico ragionamento sulla Palermo di oggi, quella a cui dobbiamo principalmente guardare per guarirla e guarirci, riguardano due novità.
Una vita per Palermo
La prima è la ballata “Una vita per Palermo. Radio Festino”, un progetto senza scopo di lucro sostenuto dall’Arcidiocesi di Palermo realizzata dall’Ufficio Stampa Arcidiocesi di Palermo.
Una ballata che ci parla di Rosalia, anzi ‘Rusulia’ (“Ogni passu e ogni via viva Santa Rusulia”), di una Palermo nien’affatto tranquilla in questo momento e della possibilità di rimanere e di cambiarla per non darla vinta alla “malarazza” di cui parla il testo.
Rosalia nei quartieri
La seconda novità è la ripresa, dopo tanto tempo, della tradizione di portare l’urna argentea contenente il corpo di Santa Rosalia, che il 15 luglio fa il percorso Cattedrale-piazza Marina e ritorno, nei quartieri di Palermo. In questo caso il 10 luglio è toccato alla zona pastorale di Roccella, Sperone e Brancaccio. A seguire in questi giorni le celebrazioni eucaristiche in Cattedrale che coinvolgeranno le parrocchie delle zone pastorali del I, III e IV Vicariato.
Una Palermo di speranza
Entrambe le modalità, la ballata cantata piena di contenuti che ti trasporta emotivamente e ti fa riflettere, il viaggio dell’urna argentea e le messe con tante parrocchie nel Duomo della città, parlano a tutti i palermitani e a tutte le palermitane attraversando gli strati sociali. E dicono che l’affidamento alla Santa non può disgiungersi dall’impegno di ciascuno e ciascuna e dalla cura delle tante Palermo, soprattutto le periferie sociali ed esistenziali, dove al momento la situazione è davvero molto pesante.
La ballata-canzone (ascoltatela più di una volta) lo dice chiaramente. Ci sono in questa Palermo, sotto il sacro Monte Pellegrino della Santuzza, movimenti criminali da guerriglia urbana che rischiano di riportarci indietro. In un passato di cui pensavamo di dover fare soltanto vigile e sacra memoria, per vivere meglio presente e futuro.
E invece, sotto Munti Piddirinu, sta accadendo qualcosa che fa paura, lo afferma chiaramente la stessa canzone. Il Festino non poteva non mettere a verbale questo momento nei giorni di Rosalia. La canzone-ballata Radio Festino – Una vita per Palermo, lo fa con una modalità molto accattivante. Con parole, immagini e musica, che stanno entrando, da quello che capisco e vedo, in tutte le case.
Il viaggio dell’urna argentea della santa nelle zone pastorali di Roccella, Sperone, Brancaccio, le messe coinvolgenti tante parrocchie, portano riflessioni e parole che lasciano, ne siamo convinti, segni di contrasto contro la “malarazza”, citando la canzone, che sta cercando a mano armata di riprendersi Palermo. Proprio nella tappa di Roccella, Sperone, Brancaccio, nell’omelia, l’arcivescovo don Corrado Lorefice, alla presenza dell’urna argentea, ha parlato, riferendosi anche a Palermo, degli onnipotenti che fondano il loro delirio sul denaro e sulla forza con intimidazioni, attentati, morte.
I nostri figli, ha continuato l’arcivescovo, se continua questa cultura della violenza, si possono ritrovare ad andare a passeggiare la sera e possono ritornare a casa con una pallottola in corpo. Rosalia, ha concluso don Corrado, ci aiuta affinché passi l’inverno e perché tutti possiamo contribuire ad una nuova stagione a Palermo.
L’arcivescovo certamente rivisiterà questi ragionamenti la sera del 14 quando davanti la Cattedrale salirà sul bio carro, con Santa Rosalia che si erge su un giardino botanico, e nel consueto messaggio alla città del 15 sera da Piazza Marina. Ricordandoci che Rosalia è lì, ci dà una mano contro le pesti di oggi. Ma che gran parte della storia della comunità palermitana è nelle nostre mani, passa dalle nostre vite. Perché, come chiosa il brano-ballata, Una vita per Palermo, “ogni voce che si alza è una luce che si accende”.













