mercoledì 25 febbraio 2026

Palermo: la prima circoscrizione, la più piccola e la più grande

 Il Mediterraneo 24

23 Febbraio 2026

Viaggio nella Prima Circoscrizione: nel cuore di Palermo, il segno delle periferie sociali

Francesco Palazzo

https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/viaggio-nella-prima-circoscrizione-nel-cuore-di-palermo-il-segno-delle-periferie-sociali/




PALERMO. È la più piccola, poco più di 23 mila abitanti, ma nello stesso tempo è la più frequentata da palermitani, gente della provincia o del resto della Sicilia e da turisti provenienti da tutto il mondo. Ha pure altre due caratteristiche peculiari la prima circoscrizione di Palermo. È la più vicina al Palazzo del Potere cittadino, ossia Palazzo delle Aquile. E ricade nella giurisdizione dell’Ufficio Città Storica. Ne parliamo, presso la sede di Piazza Giulio Cesare, con il presidente Giovanni Bronte e il Vicepresidente Antonio Nicolao. Sul decentramento nulla di nuovo. Per il presidente Bronte è una nota dolente, basterebbero, riflette, le sole deleghe di base con squadre dedicate delle partecipate. “Siamo, continua, l’anello di unione tra l’amministrazione e la cittadinanza, dovremmo risolvere noi molti problemi, sulla carta c’è un regolamento, pare in fase di rivisitazione“. Per il vicepresidente Nicolao le circoscrizioni nascono “perché si possa lavorare in maniera decentrata per tutti quelli che sono i problemi del territorio”. “Il cittadino, constata, solitamente va dal consigliere di circoscrizione per segnalare i problemi“. Bronte afferma che sono affamati di decentramento.

Da qualche giorno sotto la sede della circoscrizione sono state eliminate le storiche baracche diventate luogo di degrado. Il presidente ci dice che tutto è partito dalla circoscrizione. Si parla del rapporto con la dirimpettaia stazione centrale e di sicurezza in generale, in una circoscrizione dove c’è il problema della mala movida. Nicolao ci racconta di alcune manifestazioni per chiedere sicurezza, una è arrivata in prefettura, ad un’altra ha pure partecipato l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, e c’è stata anche una raccolta di firme davanti la Chiesa di S. Antonino.

Nicolao ha seguito la genesi del muro della legalità sorto nei pressi della caserma Carini. Si parla degli assi viari più importanti di Palermo che ricadono in toto, come via Maqueda, o in larga parte, come via Roma, nella circoscrizione. Che comprende i vecchi mandamenti di Palermo, arriva a Piazza Indipendenza e tocca il mare del Foro Italico.

Nicolao ci racconta che da anni chiedono il divisorio in via Roma per evitare incidenti. Bronte osserva che nella parte di via Maqueda dai Quattro Canti alla stazione, non c’è la stessa attenzione rispetto al tratto che da Piazza Verdi arriva al Teatro del Sole. Si dovrebbe, precisa, continuare la passeggiata perché abbiamo Piazza Pretoria, la chiesa della Martorana, l’università, Palazzo Comitini, le chiese, il Palazzo Sant’Elia, l’Arco di Cutò. Sulla parte di via Maqueda più battuta la circoscrizione ha votato la mozione per liberare i marciapiedi al fine di garantire al meglio le vie di fuga. Nicolao ci racconta che, avendo rilevato in alcune vie prospicienti via Maqueda spaccio di droga, si sono mobilitati, adesso c’è un controllo di polizia che ha migliorato la situazione. Proprio per questo, chiosa, forse sarebbe meglio sentire le circoscrizioni nei Comitati per l’ordine e la sicurezza.

Questa circoscrizione è pure particolare perché in essa ricade tutta la zona a traffico limitato. Il presidente osserva che per gli abitanti, a fronte di un pagamento ZTL non certo basso, i posti auto sono davvero pochi.

Nicolao condivide la filosofia della ZTL tendente a proteggere il centro storico, pensa però che non sia giusto che un residente debba pagare 80 o 90 euro per andare a casa. Nella prima circoscrizione ricadono anche i tre mercati storici del Capo, di Ballarò e della Vucciria.

A Bronte quello del Capo appare il più ordinato La Vucciria non è più un mercato, aggiuge. E in effetti è qualcosa di molto più complesso. Su Ballarò i due esponenti politici si soffermano sull’infrastruttura che dovrebbe ospitare 33 stalli al coperto. Anche su proposta della circoscrizione, affermano, si è scongiurato che lì si potesse vendere all’ingrosso perché avrebbe snaturato la natura del mercato. Bronte pensa che con un opportuno percorso si potrebbe essere inserito nell’itinerario UNESCO. Facciamo il punto sui rapporti tra la circoscrizione le scuole e le associazioni del territorio.

Il presidente racconta l’esperienza con l’associazione Idea e Azione, che si occupa di reintegrare detenuti messi in prova. I volontari sono stati impegnati nella pulizia di alcune zone del centro storico, hanno acquisito conoscenze per raccontare la storia di Palermo e hanno curato la manutenzione del Giardino del Mezzo Arancio in via Lincoln. Nicolao, per quanto riguarda le scuole, riferisce di un suo intervento sulla raccolta differenziata presso la scuola Madre Teresa di Calcutta. Il vicepresidente cita inoltre due patti di collaborazione tra privati e pubblico per interventi in aree urbane a spese dei privati: in via Ruggero Mastrangelo è stata riqualificata un’isola pedonale con la piantumazione di 22 alberi, mentre un altro patto, ancora in itinere, riguarda il rifacimento dei marciapiedi nell’area della Fonderia Oretea.

Si parla anche del mercato del riuso dell’Albergheria. Bronte ricorda quando all’ex Cinema Edison si tenne una giornata di confronto al fine di fare una cosa più ordinata attraverso l’individuazione di stalli. C’è un piano di riqualificazione urbana della zona che va dalla chiesa San Francesco Saverio sino all’inizio del mercato di Ballarò. Con una pedonalizzazione di una parte e la destinazione di un’altra ai venditori con un patto di autoregolamentazione. “Ma se foste sindaci della vostra circoscrizione cosa fareste subito?”, chiede. Nicolao procederebbe con il censimento delle persone che vendono mercanzia all’Albergheria, per capire se c’è un problema di povertà da affrontare con un’assistenza adeguata. Poi migliorerebbe la viabilità in via Roma e libererebbe i residenti dal pagamento della ZTL. Bronte creerebbe spazi per i ragazzi per toglierli dalla strada. Visto che siamo entrati nel periodo quaresimale, ricordiamo che in questa circoscrizione ricadono pure quasi tutte le antiche processioni del venerdì santo. L’aula consiliare è dedicata a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Un quadro, posizionato in risposta a una mozione di Nicolao, raffigurante Falcone e Borsellino, con addosso le stigmate del sacrificio, domina le sedute del consiglio. Bronte chiude così: “Bisogna camminare strada per strada per conoscere il territorio. Da noi, comunque, la porta è sempre aperta“.

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domenica 22 febbraio 2026

Don Napoleone, da don Puglisi al Progetto Cattedrale

 Porta di Servizio

Notizie Chiesa locale e universale

In ricordo di padre Napoleone, sulle orme del Beato Puglisi

Francesco Palazzo

 21 febbraio 2026  

In ricordo di padre Napoleone, sulle orme del Beato Puglisi

https://www.portadiservizio.it/2026/02/21/in-ricordo-di-padre-napoleone-sulle-orme-del-beato-puglisi/



Il prete cui piacevano i cannoli, leggiamo dal libro “Con passione – In ricordo del presbitero Salvatore Napoleone”, scritto a più mani e pubblicato da Edizioni We can hope. Verrà presentato il 23 febbraio in Cattedrale, a Palermo, alle ore 19 alla presenza dall’arcivescovo monsignor Corrado Lorefice, che ha scritto l’introduzione, e di alcuni autori, compreso il giornalista Luigi Perollo, Direttore dell’ufficio diocesano comunicazioni sociali e dell’ufficio stampa, che farà da moderatore.

Sulle orme di don Pino

Sino al giorno della  morte non conoscevo don Salvatore, come – ci rivela il testo – gli piaceva essere chiamato. Quel 19 ottobre del 2001 dovevamo vederci con don Rosario Giuè, rettore della chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, parroco a San Gaetano pochi anni prima di don Puglisi, sulla stessa linea pastorale che poi sarebbe stata di don Pino. Rosario ci disse che era sconvolto per la morte di questo confratello che era stato ordinato, come lui, nel mese di dicembre del 1978 dal Cardinale Salvatore Pappalardo, che vediamo insieme a don Salvatore nella copertina del libro. Nelle cui pagine scorgiamo due importanti riferimenti a don Puglisi. Dopo quel colpo alla nuca del 15 settembre 1993, don Napoleone venne nominato assistente spirituale del seminario al posto di “3P”.

Il Progetto Cattedrale

Nel libro troverete diversi ricordi di chi allora era in formazione in seminario ed ebbe come guida don Salvatore. Seguiva questi giovani con attenzioni umane e pastorali, interessandosi alle loro famiglie e pagando pure qualche affitto. Ripeteva loro spesso, come  rivela il testo, una frase di don Puglisi: “La gente vuole vedere il prete, perché non se ne fa nulla di avere un prete”.

Il secondo riferimento a Puglisi, che don Salvatore ha aiutato, scopriamo in queste pagine, concretamente per l’apertura del Centro Padre Nostro, riguarda il giorno in cui il corpo di don Pino era dentro la bara in Cattedrale.

Lui era parroco della chiesa madre della città dal novembre del 1990, proprio nel periodo in cui don Pino esordiva come parroco di Brancaccio. Ebbene, in quel momento, davanti allo sconforto di tanti, scrive un suo amico, don Salvatore pensa a quello che poi sarà il Progetto Cattedrale. Che sostanzialmente ricalcherà ciò che don Puglisi aveva fatto a Brancaccio. Conoscenza del territorio, iniziative per rivitalizzarlo e legami con le persone. Che non si incontrano in canonica ma per i vicoli del Capo. Tanto, apprendiamo dal testo, che la strada dal Duomo al Capo, che percorreva per recarsi nella chiesa di San Stanislao, dove era parroco, venne chiamata la quarta navata della cattedrale. Adesso quel Progetto si chiama “Albergheria e Capo insieme per la promozione umana”.

L’esperienza in parrocchia

Tanti sono gli spunti del libro. Traspare con forza l’attenzione di don Salvatore verso la dimensione liturgica e la pratica omeletica. Le sue prediche erano profonde e seguitissime. Ci sono pure i ricordi dei familiari, per i nipoti era “zio Totò”.

Tra le pagine emergono le testimonianze delle parrocchie dove è stato prima della Cattedrale. Lo troviamo vicario parrocchiale a Villa Tasca, presso la parrocchia di Maria Santissima Mediatrice dove lasciò il segno in molti giovani promuovendo l’Anno dei giovani.

Poi fu parroco a Santa Rosalia nel quartiere San Lorenzo. Le pagine del libro dedicate a questa esperienza lo vedono impegnato nella formazione dei laici promossi a ruoli decisionali. Con i nuclei familiari di chi seguiva il catechismo in Cattedrale diede vita al Gruppo Famiglia. E fu dal suo periodo che i turisti iniziarono ad essere considerati un valore aggiunto con l’apertura del Duomo per l’intera giornata.

Un prete per il popolo

Durante il funerale, leggiamo, la Cattedrale era stracolma. Nella chiesa di San Stanislao al Capo l’Oratorio è a lui dedicato e con questo quartiere – mercato ha avuto, così è riportato nel libro, un rapporto molto profondo. Con la confraternita MariaSantissima dei Sette Dolori, impiantata in Cattedrale, ha un rapporto franco, com’era nel suo carattere, dicendo loro che in mezzo a tutto questo “scruscio e batteria” dovevano fare sentire la voce di Cristo nel quartiere.

Prete per il popolo con uno slancio evangelizzatore, ci dice il testo, frutto di meditazioni sulle Scritture, tale da lasciare un segno indelebile in chi incontrava. Aveva un carattere passionale, da cui il titolo del libro, e tenero. Con una grande capacità di individuare le potenzialità in ciascuno. “Don Napoleone – scrive un’amica – mi ha insegnato che la testimonianza è l’unico modo per essere credibili”. E qua riecheggia la frase del beato Rosario Livatino: “Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti ma credibili”.

Generativo e anti-fragile è il doppio tratto che traccia di don Salvatore un suo amico nelle ultime pagine. Luigi Perollo ci fa sapere che “gli occhi di don Salvatore hanno indicato la presenza di un porto sicuro”. Don Giuseppe Calderone, che ha curato la pubblicazione, riflette sul fatto che il “parrino” Salvatore c’era e c’era sempre. Monsignor Lorefice nella sua prefazione mette in evidenza le sue caratteristiche di evangelizzatore sulle orme di Puglisi e intravede la carità come costante della vita di don Napoleone. Andato via troppo presto ma di cui, a quasi 25 anni dalla morte, è viva la memoria e ancora di fatto operativo il suo Progetto Cattedrale.

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martedì 17 febbraio 2026

La quinta circoscrizione, più autonomia per una maggiore presenza.

 Il Mediterraneo 24

13 Febbraio 2026

Dalla memoria di Biagio Conte alle sfide di Borgo Nuovo: la Quinta circoscrizione chiede più poteri e servizi.

Francesco Palazzo

https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/dalla-memoria-di-biagio-conte-alle-sfide-di-borgo-nuovo-la-quinta-circoscrizione-chiede-piu-poteri-e-servizi/




Da Biagio Conte a Totò Schillaci. Della quinta circoscrizione, spalmata su zone di edilizia popolare classica, antichi rioni popolari, borgate decentrate e zone residenziali, parliamo con il presidente, Andrea Aiello, e con le consigliere Simona Di Gesù ed Adele Di Prima. Aiello ci accoglie nel giorno dell’intitolazione della circoscrizione a Biagio Conte. Potrebbe essere un esempio da seguire dalle altre circoscrizioni intitolarle a qualcuno. L’idea è nata per dare una svolta simbolica dopo che erano stati vandalizzati scuole, palestre e uffici della circoscrizione. Uditore – Passo di Rigano, Noce, Zisa e Borgo Nuovo, più di 120 mila abitanti. Su un aspetto l’opinione dei tre esponenti politici è uguale. Senza un decentramento vero di qualche tipo per le circoscrizioni è molto difficile lavorare e dare risposte.

Ciascun quartiere per il presidente ha criticità diverse. A Borgo Nuovo, sottolinea, avevano il problema dei rifiuti, adesso sono in fase sperimentale con i vecchi cassonetti e il porta a porta entrambi presenti e l’emergenza è rientrata. In altre zone della circoscrizione vi è la differenziata, alla Noce solo cassonetti. Per Simona Di Gesù la Circoscrizione presenta una varietà eccezionale, tra la storia del Palazzo della Zisa e le opportunità dei Cantieri Culturali. La Noce, prosegue, presenta un cuore più popolare e tanti negozi, l’Uditore è zona di palazzi e uffici col valore aggiunto del Parco Uditore. Poi Borgo Nuovo, conclude, che è la periferia vera e propria, un quartiere con strade larghe e spazi grandi, che ha un enorme potenziale inespresso. Anche se grazie al tram, riflette, è più collegato al resto della città, ma sarebbe bello che divenisse un polo attrattivo e non solo periferia.

Per Adele Di Prima i diversi quartieri della circoscrizione presentano tipologie diverse. Borgo Nuovo è quello che ha meno strutture perché più distante dal centro città. Per lei la scuola nella parte più debole di territorio riveste una grande importanza, ma spesso le famiglie vengono lasciate da sole ad affrontare problemi più grandi di loro. Il Presidente sottolinea che Borgo Nuovo ha potenzialità enormi, con parchi e aree verdi da valorizzare. Questo pezzo di circoscrizione, precisa Aiello, è inserito nel Progetto Caivano. L’obiettivo è quello di restituire le scuole al territorio, ripristinare e recintare del tutto il Parco Tindari, 15 mila ettari e Largo Gibilmanna dove c’è un’area sportiva nella quale è già stata avviata una bonifica. Poi il ripristino della Parrocchia di San Paolo alla quale hanno già consegnato il crocefisso. Con altri fondi, aggiunge, sempre a Borgo Nuovo stanno ripristinando marciapiedi e strade. Un altro obiettivo, sostiene, è quello di riaprire in tempi brevi il centro sociale a Borgo Nuovo. Per Simona Di Gesù nelle parti più deboli della circoscrizione, soprattutto guardando il cuore critico di Borgo Nuovo, le difficoltà economiche e quelle dei ragazzi si intrecciano. Mancando le risorse, precisa, la scuola viene spesso vista come un lusso e il guadagno immediato come un obbligo, con il rischio di finire nelle maglie del lavoro nero o della microcriminalità. Nello stesso tempo sottolinea l’impegno di insegnanti, volontari e parrocchie.

La consigliera Di Prima ricorda che Borgo Nuovo è stato creato nel 1960 come quartiere dormitorio. Aiello afferma che la povertà, a parte la zona centrale della città, abbraccia tante zone di Palermo. Lui cerca di fare leva sull’associazionismo e in tal senso ha creato una rete di comunità con associazioni e scuole. La convoca quando ci sono iniziative da svolgere e insieme decidono il da farsi. Evidenzia il recupero dei Giardini della Zisa e il murales che a Passo di Rigano, in Via Cartagine, dove hanno riqualificato una zona, ritrae il campione delle notti magiche Totò Schillaci. Gli arrivano foto di turisti, anche giapponesi, visto che Schillaci giocò in Giappone, che si fanno foto davanti il murales. Nelle prossime settimane, chiosa Aiello, inaugureranno in circoscrizione lo sportello AMAT per gli abbonamenti. La cosa fa parte di una strategia di decentramento di alcuni servizi, con una postazione della polizia municipale e una maggiore velocità di lavorare i cambi di residenza. Aggiunge che si può fare pure il pass disabili e qualche pratica assistenziale.

Anche la biblioteca, assicura, adesso funziona meglio e inoltre in circoscrizione c’è stato il trasferimento di alcuni assistenti sociali. Ma cosa fareste, chiedo, avendo poteri diretti d’intervento in circoscrizione? Adele Di Prima chiederebbe l’istituzione di un polo universitario a Borgo Nuovo per aumentare la vivibilità del quartiere, farebbe riparare bene le strade, si impegnerebbe per il diserbo dei marciapiedi pieni di erbacce che non permettono di camminare in modo sicuro, attuerebbe la raccolta differenziata e il decentramento amministrativo. Simona Di Gesù, che sottolinea i problemi della dispersione scolastica e della sicurezza, renderebbe operative delle attività gratuite per i giovani, rifarebbe strade e marciapiedi, lavorerebbe per un maggiore controllo dei territori, recupererebbe le aree verdi con un’attenzione particolare alle potature. Il presidente Aiello passerebbe i primi cento giorni su strada con i dipendenti, operaio per operaio, settore per settore, condividendo con loro linee guida da rispettare. In tal senso, già da subito, a prescindere dall’attuazione del decentramento, chiederebbe di assegnare alla circoscrizione tre squadre di operatori Rap, Amg e Reset.  

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sabato 7 febbraio 2026

Palermo, l'ottava circoscrizione, il salotto e le altre stanze

 Il Mediterraneo 24

P.alermo, viaggio nell’ottava Circoscrizione: “Così teniamo assieme centro e periferie”

Dall’Acquasanta al Borgo Vecchio, passando per Libertà e Politeama, l’Ottava circoscrizione racconta una Palermo complessa e centrale. Il presidente Marcello Longo e il vicepresidente Nicola Glorioso fanno il punto su decentramento, servizi, reti di comunità e attenzione ai quartieri più fragili, tra limiti di potere e pratiche concrete di partecipazione

 Francesco Palazzo

 5 Febbraio 2026

 https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/palermo-viaggio-nellottava-circoscrizione-cosi-teniamo-assieme-centro-e-periferie/



Dal mare dell’Acquasanta al Borgo Vecchio, passando dal salotto di Palermo, ma anche da Villa Igea, sotto Monte Pellegrino sino a lambire viale Regione Siciliana. L’ottava circoscrizione conta quasi 130 mila abitanti e gli assi viari più importanti della città, Notarbartolo/Da Vinci, Libertà, Empedocle Restivo/Sciuti/Terrasanta, parte di Via Crispi. In essa ricadono la Fiera del Mediterraneo, il Giardino Inglese, il Porto, Villa Sperlinga, Villa Trabia, il Cantiere navale, il Teatro Garibaldi. Dei quartieri che la compongono, Politeama, Libertà, Monte Pellegrino e Malaspina-Palagonia, ne parliamo con il Presidente, Marcello Longo, e il Vice Presidente, Nicola Glorioso, nell’aula consiliare di Via Fileti, piena di platani, dove sorge una lunga stecca di edilizia popolare che ha avuto, ci ricorda il presidente, una storia virtuosa. Nel 2000 la si è dovuta guardare a vista perché c’era chi voleva occuparla, l’assegnazione è poi avvenuta secondo graduatoria. L’agglomerato sarà intitolato al progettista Iano Monaco, che ha seguito, rivela Longo, la stessa linea architettonica del nuovo Palazzo di Giustizia. L’insediamento popolare ha unito Acquasanta e Centro, riflette Longo. Prima chi stava in via Ammiraglio Rizzo guardava soltanto Via Libertà, da 25 anni pure il mare.

I due esponenti politici evidenziano il lavoro proficuo sulla postazione anagrafica della circoscrizione che è stata potenziata. Sono due avvocati e hanno, sulla circoscrizione, visioni simili. Per Glorioso le circoscrizioni hanno messo insieme cose molto diverse, di difficile gestione perché ogni zona ha le sue peculiarità. Si entra subito sul tema del decentramento, la vexata questio della politica palermitana. Le circoscrizioni hanno pochi poteri, chiosa Glorioso. Il presidente fa notare che anche nel meridione, dunque non soltanto nelle grandi città del nord, il decentramento è più compiuto. Per esempio a Salerno, Cagliari e Bari. Ma pure a Catania il decentramento è più avanti.

Glorioso sottolinea che è difficile risolvere le criticità più importanti senza una regia delle circoscrizioni. Possiamo fare mozioni, aggiunge, ma non c’è obbligo di risposta. Le differenze tra le parti di una così grande circoscrizione, prosegue Glorioso, si percepiscono dal fatto che i quartieri meno centrali hanno bisogno di più presenza. Del resto, integra il ragionamento il presidente, i quartieri popolari cercano di più la circoscrizione, quelli più borghesi meno. Probabilmente, ragiona, si rapportano più direttamente con la politica cittadina.

Sempre tenuta alta l’attenzione verso i quartieri più fragili e identitari, dicono all’unisono, durante le vacanze natalizie le attività e le luminarie sono state collocate al Borgo Vecchio, all’Acquasanta e nel quartiere Monte Pellegrino. Non per questo si trascura il resto. Longo ci dice che a Natale sono stati contattati da un comitato di Piazza Strauss, zona centrale. I bambini avevano individuato un albero ma non riuscivano ad arrivare alle parti alte. La circoscrizione, coinvolgendo una partecipata del comune, ha addobbato l’albero e l’ha pure illuminato.

Longo tiene a mettere in evidenza due aspetti. Il ruolo rappresentativo di cerniera con i cittadini funziona sempre meglio perché con le partecipate e l’amministrazione attiva c’è un buon rapporto, fatto di soluzioni ai problemi. L’altro aspetto che il presidente sottolinea è la collaborazione di tutto il consiglio di circoscrizione, che definisce di livello alto. Tengono a precisare che il rapporto con le scuole è importante. In effetti, l’aula consiliare è piena di lavori scolastici. Glorioso accenna a un consiglio circoscrizionale svolto presso una scuola.

Con delibera del consiglio circoscrizionale si è creata una rete di comunità al fine di generare maggiore ascolto del territorio e partecipazione. Ciò ha creato una rete di 50 associazioni e scuole , poi delle sottoreti che hanno avuto pure finanziamenti per la riqualificazione urbana e le attività rivolte ai ragazzi sulla cittadinanza. Hanno preso pure in gestione un locale adiacente gli uffici della circoscrizione, messo a disposizione delle associazioni, dei giardini, così come il campetto, dove c’è stato un anno di scuola calcio gratuita assicurato dalle associazioni. Ma anche spettacoli e laboratori, pure per adulti. A breve inizierà, nel locale destinato alle associazioni, un laboratorio di educazione all’effettività curato dall’associazione Millecolori Ets.

Insomma, i due esponenti concordano: i soldi e le deleghe sono importanti, ma le circoscrizioni anche così possono comunque mettere in campo buona politica. Longo fa notare che essendo via Libertà il baricentro di una così ampia circoscrizione, naturalmente la sede della stessa doveva essere più centrale. Il fatto però di avere una sede decentrata è una risorsa e un’attenzione in più per questa zona, rimarca, dove ci sono fasce più ampie di povertà economica sociale ed educativa. Ciò vale anche per l’Acquasanta e il Borgo Vecchio. Davanti ai Cantieri Navali è stata posata nel 2020 una pietra d’inciampo per ricordare Liborio Baldanza, operaio palermitano dei Cantieri, deportato a Mauthausen dove è stato ucciso. In Via Turrisi Colonna c’è un’altra pietra d’inciampo collocata dove abitava la maestra Maria Di Gesù.

Ma cosa fareste subito nella circoscrizione avendo ampi poteri? Il vicepresidente Glorioso interverrebbe dal punto di vista infrastrutturale sui marciapiedi, sugli scivoli per disabili, poi sulla potatura degli alberi e sull’illuminazione. Marcello Longo distinguerebbe tra bisogni e sogni. Più attenzione alla pulizia e all’ambiente, controllo sulla raccolta porta a porta, illuminazione pubblica. Poi occhi vigili su alcune zone più fragili, come piazza della Pace da riqualificare. Per quanto riguarda i sogni darebbe servizi in modo che tutti possano sentirsi e formarsi come buoni cittadini. Tra poco saranno attive le stazioni dell’anello ferroviario Porto e Politeama. Questo ci fa capire che sempre della circoscrizione più centrale di Palermo stiamo parlando.

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mercoledì 4 febbraio 2026

Pallavicino Rosanero e Solidale

 Il Mediterraneo 24

2 febbraio 2026

Pallavicino Rosanero, il volontariato che "ricuce" il quartiere: sport, libri e partecipazione dal basso

Un presidio civico e culturale nato dall’esperienza dell’oratorio e cresciuto dopo il Covid. Tra tifo condiviso, polo letterario, laboratori creativi, orti didattici e iniziative di cura degli spazi urbani, l’associazione ascolta il territorio e ne intercetta i bisogni

Francesco Palazzo

 https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/pallavicino-rosanero-il-volontariato-che-ricuce-il-quartiere-sport-libri-e-partecipazione-dal-basso/



A un certo punto Martina, una ragazza che fa nuoto e atletica, si affaccia all’uscio e chiede cosa facciamo là dentro. Siamo a Pallavicino, in Via Mater Dolorosa, dentro l’Associazione Pallavicino Rosanero. Accanto a quello che fu il famoso Teatro Crystal e molto vicini alla chiesa parrocchiale Maria SS. Addolorata. Parlo con la referente, Paola Pecora, e con il referente giovani, Mauro Machì. Sono 30 in tutto, tra fondatori, iscritti e volontari. Nei locali associativi ogni volta che il Palermo gioca, in casa o fuori, molti tifosi vengono per guardare l’incontro su un maxischermo. La stanza dei tifosi è piena di magliette rosanero firmate, di altri cimeli e tante foto. Al momento una decina di persone, quasi tutti rosanero, sono impegnate attorno a un tavolo in un appassionato gioco di carte.

Paola evidenzia che l’attività di volontariato nasce da un gruppo storicamente impegnato nell’oratorio della parrocchia. Dopo il periodo Covid le attività oratoriali non sono continuate e, anche per altri motivi, hanno intrapreso dal 2022 un percorso associativo autonomo. La referente ci parla della collaborazione con la biblioteca di quartiere che li ha fatti diventare il polo letterario del territorio. Si tratta del progetto comunale Open Library, attività di riciclo volumi e invito alla lettura con casette contenenti libri messe vicino ai negozi dove prendere e lasciare volumi. L’associazione ha partecipato attivamente a Palermo Capitale del Volontariato 2025 attraverso i contatti con l’Istituto Comprensivo Alessandra Siragusa, Savio e Ferrino. Il 21 marzo 2025, con la regia del Cesvop, ha di fatto aperto la manifestazione con Attia Taliu. In un luogo sostanzialmente abbandonato, dove giocavano fuori a carte quelli che adesso sono ospitati in associazione, a due passi dalla sede della stessa, si è svolta l’inziativa di rigenerazione urbana, a ciò si sono affiancati laboratori creativi e di riciclo.

La collaborazione con la scuola è proseguita con l’iniziativa Mani che cambiano il mondo, che ha visto la realizzazione di un piccolo orto didattico dentro la scuola dove sono stati piantati dei broccoli. Mauro, 21 anni, precisa che in questo periodo stanno lavorando alla struttura dell’associazione cercando di ascoltare il quartiere per vedere quali sono le sue esigenze. A tal fine hanno messo in campo un sondaggio anonimo per ascoltare gli abitanti. Mauro si è laureato a settembre in scienze politiche, dopo questo anno di volontariato probabilmente andrà per la magistrale fuori dall’italia. Vorrebbe fare relazioni internazionali, ricerca accademica, legata però al territorio. Dalle prime risposte al sondaggio “Dicci la tua sul quartiere” emerge un attaccamento al rione che però viene percepito come luogo di  transito, soprattutto verso e da Mondello, e dunque a rischio di marginalizzazione. Mauro sottolinea la mancanza di spazi pubblici, di verde, la carenza di senso di comunità e di luoghi per gli studenti. L’idea, a conclusione della rilevazione, è quella di fare un aperitivo informale cui dovrebbe seguire un’assemblea di quartiere per costruire un tessuto partecipativo.

Paola, nel ricordare che in passato di fronte la chiesa c’erano una panchina e il Bar dell’Amicizia, dove i giovani socializzavano, torna all’oggi e ci parla dell’attività di cucito che inizierà riutilizzando stoffe che stanno ricevendo. Il riutilizzo è una pratica continua dell’Associazione, attraverso il riuso di materiale da buttare carta, pietre, tappi di plastica. Con Palermo Capitale del Volontariato 2025, tramite il Cesvop, hanno avuto modo di collaborare con altre associazioni della circoscrizione e di partecipare a un tavolo, nei locali della stessa circoscrizione, con tutte le realtà associative della stessa. Paola testimonia che Palermo Capitale le ha fatto incontrare tante anime belle, l’ha caricata, anche con l’emozionante evento finale di dicembre 2025 svoltosi al Teatro Massimo alla presenza del Presidente della Repubblica. Mauro pensa che ci vorrebbe un confronto continuo con le istituzioni e ipotizza una scuola di formazione politica rivolta ai giovani. Paola ricorda lo sportello multifunzionale per le vittime di reato ospitato in associazione con la presenza di professionisti. Ma anche il pane cunzato per tutti, le passeggiate per il quartiere e lo scorso Natale dove, nell’ambito di un progetto comunale, hanno assicurato  emozioni ed attività ludiche e  creative a 15 bambini e bambine.

C’è stata anche l’idea innovativa della colazione civica. Caffè, cornetti, scope e palette per pulire le vie del quartiere.

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venerdì 23 gennaio 2026

Palermo, la II Circoscrizione tra il Beato Pino, Santa Rosalia e Biagio

  Il Mediterraneo 24

22 Gennaio 2026

 Viaggio nella II circoscrizione: "Brancaccio non è solo mafia e lo Sperone non è solo spaccio"

Oltre 72 mila abitanti, un patrimonio storico-monumentale di grande valore e molte potenzialità ancora inespresse. È il ritratto della seconda circoscrizione di Palermo che emerge dal confronto con il presidente Giuseppe Federico e il consigliere Pasquale Tusa

Francesco Palazzo

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Possiamo definirla, la seconda, la circoscrizione di Santa Rosalia, del Beato Pino e di Biagio, profeta dei poveri e già beato nel cuore dei palermitani. Allo Sperone a settembre c’è il festino con Santa Rosalia che arriva dal mare. Nel 2025 si è svolta la seconda edizione. Con gli abitanti che salvaguardano il carro, risalente ad una passata edizione del Festino cittadino, lì rimasto stabilmente sotto il murales delle Rosalie ribelli. A Brancaccio è ancora viva e immortale la memoria di don Pino, ucciso dalla mafia. In via Archirafi Biagio Conte impiantò la prima e storica sede della sua missione. Una volta c’erano 25 quartieri, ora 8 circoscrizioni. Del territorio della seconda, delle potenzialità espresse e inespresse e del decentramento ne parliamo con il Presidente, Giuseppe Federico, e con un esponente dell’opposizione, Pasquale Tusa. Quest’ultimo tende ad evidenziare che a questo livello di confronto politico si cerca di lavorare per il territorio e non ha molto senso forzare le differenze di colore politico al fine di migliorare il bene comune. Con Federico e Tusa si fa riferimento al recente presepe vivente a Brancaccio. È andato bene, dicono, anche perché ha dato un’immagine diversa di Brancaccio. Sottolineano che la rete tra parrocchie, circoscrizione, associazioni e cittadini non va persa e che Brancaccio non è solo mafia.

Acqua dei Corsari, Bandita, Sperone, Oreto Stazione, Brancaccio, Ciaculli, Settecannoli, parliamo di più di 72 mila persone. Un territorio con più abitanti, e ovviamente non è l’unica circoscrizione ad avere numeri simili, rispetto a capoluoghi di provincia come Trapani, Enna, Caltanissetta e Agrigento. Federico è stato consigliere di quartiere, consigliere comunale e provinciale. Tusa è alla seconda consiliatura nella circoscrizione. Questa legislatura è iniziata nel 2022. L’anno prossimo si rivota. Sul decentramento, Federico precisa che se uno non difende quello che rappresenta e che svolge con serietà non ha senso nulla. Non si è data concretezza, prosegue, alla città policentrica. Più si decentra, riflette, più si da la possibilità di stare vicino ai cittadini risolvendo i loro problemi. Attualmente, chiosa Tusa, diamo solo pareri non vincolanti sulle delibere che approvano in consiglio comunale. Non chiediamo la luna, proseguono, tipo i municipi che ci sono in diverse città, ma un’interlocuzione diretta con le municipalizzate e un coinvolgimento nella programmazione e prima degli interventi operativi sul territorio.

Sono 10 consiglieri compreso il presidente. La sede della circoscrizione è in Via San Ciro. C’è una biblioteca aperta solo di mattina, c’erano una palestra e un auditorium, dedicato al piccolo Di Matteo e dove Puglisi celebrò le ultime messe, chiusi pare per infiltrazioni. Nella circoscrizione ricadono diversi luoghi di interesse storico monumentale. Il Ponte dell’Ammiraglio, il Palazzo Regio di Maredolce, la Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi, Villa Giulia, l’Orto Botanico, gli Archi Romanici. E poi la Costa Sud, o di Levante.

Federico ricorda che diversi decenni fa era il mare dei palermitani. Si dichiara molto ottimista dei progetti in corso, dovrebbero restituire questi sette chilometri di costa ai palermitani. Entro pochi mesi, ad esempio, inizieranno i lavori che faranno somigliare il porticciolo della Bandita a quello di Sant’Erasmo.

Si discute anche della Piazza, detta dei Signori, davanti il Castello di Maredolce. Che, se liberata, osserva Tusa, renderebbe questo grande bene storico molto più visibile. Si parla anche del Ponte delle teste mozze, del cippo delle anime decollate, al momento non fruibili. E poi dell’Oreto. Ogni città che ha i fiumi, fa osservare Tusa, li valorizza. Il presidente parla anche di Ciaculli, polmone verde della città, con un prodotto, il mandarino tardivo, conosciuto in tutto il mondo. 

Poi c’è la forte criticità dello Sperone. Federico sottolinea che l’edilizia popolare ha stravolto la sua vocazione marinara. Ha gli stessi problemi di altri quartieri simili, sostiene. Ma è un luogo che secondo lui sta cambiando, può farlo anche grazie ad alcuni fondi che verranno spesi per la viabilità e nella costruzione di un parco sportivo. Riflette sull’importanza dei murales, che possono portare turisti. Riconosce che il quartiere ha i suoi forti problemi e lo dicono gli inquirenti con le operazioni che riguardano questo pezzo di seconda circoscrizione.

Ma dire Sperone non è soltanto spaccio. È un territorio, conclude, che va attenzionato di continuo, per non dare ai giovani l’impressione che sia terra di nessuno. Nel territorio insiste anche il Centro Commerciale Forum. Tusa ritiene che ai giovani della circoscrizione spesso hanno solo questo luogo come centro di aggregazione. 

Ma cosa fareste, chiedo loro, avendo poteri di intervento diretto sul territorio? Pasquale Tusa interverrebbe per rendere balneabile il mare, valorizzare i monumenti, combattere l’inciviltà, potenziare la raccolta differenziata aumentando i centri di raccolta, visto che quello attivo di Viale dei Picciotti funziona bene, poi illuminazione e sicurezza. Giuseppe Federico si impegnerebbe per dare normalità alla circoscrizione, lavorerebbe sulla costa sud per farne occasione di sviluppo, valorizzerebbe i beni culturali, curerebbe gli impianti di illuminazione, le strade, le scuole e quello che resta a Ciaculli della Conca d’Oro, dove ci sono terreni abbandonati per gli alti costi di gestione. 

Chiedo come si  rapportano, espletando il loro mandato, con una figura come quella di don Puglisi?

Pasquale Tusa, nel sottolineare che l’Aula consiliare della circoscrizione è dedicata a lui, si augura che sia sempre un’aspirazione per tutti, perché è stato un grande che applicava il Vangelo.

 Federico, nel sottolineare che il 15 settembre spesso si fa retorica sul suo nome e che invece si dovrebbe celebrare ogni giorno, ha la sensazione che ancora oggi si portano avanti le stesse problematiche che lui affrontava.

Nella circoscrizione ricade anche un luogo, purtroppo ancora non agibile, legato a un’altra  vittima di mafia, il Parco Libero Grassi. Con Federico e Tusa ci vediamo davanti il porticciolo di Sant’Erasmo, ricadente nel territorio della circoscrizione. E a proposito del quale i nostri interlocutori si impegnano ad avanzare al comune, come circoscrizione, una richiesta di istituzione di un breve divieto di sosta di fronte allo storico bar, per rendere visibile il mare nel punto del porticciolo più antico e più vicino alla città.

martedì 6 gennaio 2026

Brancaccio, il presepe vivente nella piazza per don Puglisi

Porta di Servizio

Notizie Chiesa locale e universale
4 gennaio 2026
Brancaccio e il presepe vivente nel segno del Beato Puglisi
Francesco Palazzo
 



Valentina ci porta a Casa Betania, luogo di aggregazione giovanile confiscato alla mafia attaccato alla parrocchia, e ci offre un caffè. Elia e Diego sono due boy scout che vengono ogni sabato da Falsomiele a fare volontariato. In fondo a Casa Betania è nata, con l’aiuto dei giovani del Rotary di Lercara Friddi, una ludoteca intitolata a Nino Agostino e Ida Castellucio.

Siamo a Brancaccio, presso la parrocchia di San Gaetano e Maria Santissima del Divino Amore, nel quartiere di Palermo dove il Beato don Pino Puglisi fu presbitero dal 1990 al 15 settembre del 1993, quando gli uomini del disonore decisero che poteva bastare.

Un presepe per la pace
Qua non ci sono colpi di armi da fuoco contro la chiesa, come accade allo Zen, ma tre parrocchie, tante associazioni e il Consiglio di Circoscrizione che presentano il presepe vivente che andrà in scena a Brancaccio il 5 e 6 gennaio dalle 16 alle 20, in un terreno a 200 metri dalla parrocchia. Forse per questo alla conferenza stampa di presentazione ci sono solo io come giornalista. Le buone notizie a Brancaccio non fanno notizia. Per quanto anche qua può capitare che dei ragazzini con pistole finte facciano il gesto di spararti.

Il 6 pomeriggio verrà pure l’arcivescovo, monsignor Corrado Lorefice. Pippo Sicari, che è il regista, annuncia un flashmob con la partecipazione di tutti i 70 personaggi, la Madonna che parlerà con Gesù Bambino, una preghiera di pace di tutto il popolo al pargolo e la deposizione delle armi dei militari.

Fare luce contro le ombre
Don Sergio Ciresi, parroco a Brancaccio da due mesi, tiene a valorizzare la rete che si è costruita, spera che la cosa prosegua per prendersi sempre più cura del territorio. “È già un miracolo, – sottolinea – lavorare insieme, fa rallentare magari ma porta lontano. Abbiamo osato – prosegue – perché un cristiano è sempre vigile, all’erta, attento, al fine di prendersi cura dei luoghi e relazionarsi con tutto e tutti al meglio”. “Padre Puglisi – riflette – ci chiama a essere testimoni di speranza, soprattutto come adulti”.

Pippo Sicari aggiunge che questo evento a don Puglisi piacerebbe tanto, perché il suo “se ognuno fa qualcosa” vuole significare fare insieme ciò che da soli non si riesce a realizzare. “Bisognerebbe togliersi le scarpe ed essere puri – prosegue – prima di varcare la soglia della parrocchia, qua sono entrati Papa Francesco, don Pino Puglisi e Biagio Conte”.

Sottolinea che vi sono ancora, oltre le luci, molte ombre. E allora ritiene che “per neutralizzare queste ultime occorre che iniziative come questa del presepe vivente si ripetano”. Anche se, facendo il medico per decenni, è entrato in tante case e ha visto che ci sono tante belle famiglie. A quasi 70 anni, conclude, è la prima volta che registra questa imponente partecipazione attorno a un’iniziativa.

I ragazzi, tessere preziose
“La richiesta del presepe vivente nasce dal Comitato dei genitori di Brancaccio”, dice il presidente della circoscrizione Giuseppe Federico. Per il consigliere comunale Gianluca Inzerillo “questa iniziativa deve essere vissuta come una rinascita del quartiere” e propone di costituire un gruppo che faccia da pungolo per la costruzione della nuova chiesa. Di cui si ricorda una lontanissima prima pietra e sulla quale però il nuovo parroco informa di avere riavviato le procedure.

Don Gabriele Virga, che è qui da quattro anni, sottolinea che questo “deve diventare un metodo e che il presepe vivente sta dando alla Provvidenza la possibilità di esprimersi attraverso una grande pluralità di voci, senza blindarsi ciascuno nel proprio orto. Al termine dei campi estivi, don Puglisi – ricorda – portava i ragazzi davanti al Pantocratore del Duomo di Monreale e diceva che ciascuno di loro era una di quelle preziose tessere”. Don Sergio aggiunge che ci sarà un lavoro programmato nelle scuole e che si celebreranno messe per le strade.

L’impegno del quartiere
Oltre alla Parrocchia di San Gaetano, partecipano al presepe vivente Quelli della Rosa Gialla, Al reves Sartoria sociale, L’arte di Crescere, Calapanama, Asd Only Dance, Terre Buone, Associazione Nautilius Sant’Erasmo, Centro di accoglienza Padre Nostro, Castello e Parco di Maredolce, Associazione cuore che vede, Associazione Sorriso Equiturismo, la parrocchia Maria Santissima delle Grazie a Conte Federico e quella del Santissimo Salvatore a Settecannoli.

Giusy Scafidi, dell’Associazione Castello e Parco di Maredolce, sottolinea l’importanza di quanto messo in campo col presepe vivente registrando tuttavia la carenza di giovani; il consigliere di circoscrizione, Pasquale Tusa, propone una festa dell’intera circoscrizione mentre Pino Russo, esponente storico della sinistra a Brancaccio, testimonia la ricchezza di lavorare insieme sotterrando le diffidenze.

Don Sergio: “Facciamo rete”
Alla fine rimangono due sedie messe una di fronte all’altra in diagonale e il discorso continua a quattr’occhi con il parroco, don Sergio, che vuole procedere con una programmazione pastorale, detesta l’improvvisazione e intende percorrere insieme le strade dello spirito e della socialità.

Dopo due mesi, chiedo che tipo ‘presepe’ parrocchiale e sociale ha trovato a Brancaccio. Mi risponde che ha verificato una situazione in cui i personaggi sono molto scollegati e dove manca la Casa di Nazareth che può fare da collante. E don Puglisi? “Ha fatto antimafia – sostiene don Sergio – ma non era un prete antimafia. Don Pino agiva e denunciava giustamente – continua il parroco – adesso Brancaccio non è quella di trenta e più anni fa. Devono ancora esserci le denunce per quanto non è stato ancora risolto, ma occorre dare continuità, lavorando sempre più sull’esistente frutto del suo martirio. Quindi rete, programmazione, collaborazioni”.

Camminare insieme
Cosa significa un presepe per tutti? “La soluzione oggi – dice don Ciresi – è camminare insieme, ricostruire comunità valorizzando tutti i carismi”. Concorda con chi scrive che quello dello Zen è un messaggio di violenza che va oltre quel quartiere. La soluzione per lui è quella che le periferie debbano stare al centro.

Vita e speranza
Ma che tipo di “parrino” è don Sergio? Sostiene che “un prete deve essere un uomo di relazioni, deve parlare con tutti e deve sapere stare con tutti senza arroccarsi. Prima che aiutare, deve intanto ascoltare”. Sottolinea che quando è venuto a Brancaccio ha ricevuto tanti messaggi di altri preti disposti a sostenerlo. Quando è stato convocato in curia da monsignor Corrado Lorefice di tutto si aspettava, tranne che ricevere questa proposta. Ripete più volte una frase che è anche un programma di lavoro. “Forse è tornato il tempo di tornare per strada”. Con il Presepe per Tutti, Vita e Speranza a Brancaccio, così è stato chiamato nella locandina, ha iniziato questo impegnativo e al momento fecondo percorso.