domenica 19 luglio 2026

Palermo, ulima puntata, racconto la quarta circoscrizione con uno speciale su tutte le 8

 Il Mediterraneo 24

Palermo, viaggio nella Quarta Circoscrizione, una città nella città: “Più poteri ai territori e spazi per giovani e anziani”

 Nell’ultima tappa del nostro viaggio nel decentramento cittadino, il presidente Giuseppe Di Vincenti e il consigliere di opposizione Vito Romano raccontano priorità e proposte. In coda a questo articolo e nel link di sotto lo speciale con i link a tutti gli 8 articoli sulle circoscrizioni.

Francesco Palazzo

17 Luglio 2026

https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/palermo-viaggio-nella-quarta-circoscrizione-una-citta-nella-citta-piu-poteri-ai-territori-e-spazi-per-giovani-e-anziani/



PALERMO. Con più di 112 mila abitanti, quanto i residenti di Trapani e Caltanissetta messi insieme, la quarta circoscrizione delle otto palermitane, Cuba-Calatafimi, Montegrappa-Santa Rosalia, Altarello, Mezzomonreale-Villatasca, Boccadifalco e Baida, si estende dalle alture di Baida sino a Piazza Indipendenza. Ne parliamo, dentro la sede di Viale Regione Siciliana, col presidente Giuseppe Di Vincenti e Vito Romano, esponente dell’opposizione.

Fuori c’è una installazione in pietra con una targa che ricorda don Puglisi: “Se ognuno fa qualcosa si può fare molto“. L’aula consiliare è dedicata al Giudice Livatino con foto e targa e contiene anche un’immagine di Falcone e Borsellino. Nella stanza del Presidente vediamo Libero Grassi in barca. Ricorda il crollo dello stabile di Via Pagano, nel 1999, ogni anno fanno la commemorazione, precisa.

Si parla del Parco Cassarà, chiuso da 12 anni, dove nel 2012 e nel 2013 la Circoscrizione organizzò due notti bianche con più di centomila persone. Un accenno al Ponte Corleone in fase di completamento, con otto corsie a fine lavori, entro dicembre. Di Vincenti e Romano sottolineano che in circoscrizione vanno d’accordo. Sul tema del decentramento possibile non sentiamo cose dissimili da quelle già registrate nei sette reportage, questo è l’ultimo, relativi alle altre circoscrizioni. Romano ritiene che ogni circoscrizione dovrebbe avere un budget autonomo, cosa, sottolinea, che già sarebbe peraltro prevista, poteri deliberativi sulla manutenzione ordinaria e il verde e dei tavoli periodici e permanenti, possibilmente mensili, con le partecipate, per le problematiche  del territorio specifico.

Il Presidente evidenzia che l’attuale regolamento prevederebbe le deleghe su cultura, sport e assistenza sociale. Lui intanto si accontenterebbe di queste, anche se ritiene che la strada maestra è quella di avere contatti costanti con le partecipate e gli assessori per le manutenzioni e magari squadre assegnate dalle singole aziende. Per quanto attiene al budget suggerirebbe che quelli previsti per le singole circoscrizioni potrebbero essere assegnati agli assessorati competenti e spesi dopo delibere dei consigli circoscrizionali. Il consigliere Romano, che di professione fa l’infermiere, è alla sua prima esperienza. Il Presidente, Funzionario ASP, è stato già stato quattro volte consigliere. Ma cosa farebbero subito se fossero “sindaci” della circoscrizione?

Vito Romano sceglierebbe con le persone e non per le persone, con dei tavoli di riqualificazione urbana condivisi. Poi spazi verdi per una vera socializzazione e per scollare i giovani dai cellulari. Incentiverebbe anche l’attività sportiva, investirebbe sull’educazione civica e sulla differenziata. Di Vincenti lavorerebbe per dare spazi a ragazzi e anziani, anche se l’unico centro anziani è in questa circoscrizione e si trova a Boccadifalco. Ma metterebbe al centro di tutto il controllo del territorio con l’esercito. Molti commercianti, riflette, hanno paura a denunciare il pizzo perché non si sentono sicuri. Afferma di intrattenere ottimi rapporti con le stazioni dei carabinieri presenti nel territorio. Romano ritiene, inoltre, che non servono piani straordinari, ma interventi ordinari. Sulle piste ciclabili mi dicono che hanno proposto un piano concertato col territorio. Che tra qualche anno vedrà arrivare, apprendiamo, la Linea C del tram sino alla vicina università.

In questa circoscrizione, dice il Presidente, c’è un Comitato Educativo formato da 36 associazioni, quando ci sono delle iniziative le coinvolgono. Durante lo scorso Natale con le parrocchie hanno promosso la gara sul più bel presepe. Non è mancata, raccontano ancora i due esponenti politici, l’attività di spazzamento con giovani del territorio, comprando loro consiglieri l’occorrente. Ogni anno gli studenti delle elementari si trasformano in eletti ed elette simulando una seduta. Con il Movimento per la salute dei giovani hanno organizzato in circoscrizione e a Boccadifalco uno screening cardiologico gratuito per i bambini. Il Presidente ci tiene a sottolineare che gli uffici dispongono di un’ottima dirigente, la dottoressa Maria Luisa Fricano, collaborata da impiegati diligenti, e un buon Servizio Sociale Territoriale, guidato dalla dottoressa Concetta Amoroso.

Questa circoscrizione, ci dice più volte il presidente, è molto legata al tema della legalità. In occasione del 23 maggio realizzano la Piazza della Legalità con le scuole. Questo è il territorio dove ogni anno viene commemorato Pio La Torre. All’uscita Romano mi dice che solo di recente, per interessamento della circoscrizione e degli uffici, il cancello, con l’apertura meccanizzata, consente l’accesso ai diversamente abili. Recentemente, mi comunica Di Vincenti, ha consegnato una targa al più anziano della circoscrizione, 103 anni. Con le scuole c’è un concorso sul Presidente della Repubblica e Papa Leone XIV. Hanno chiesto ai discenti di medie ed elementari di scrivere delle lettere aperte alle due figure istituzionali. Il concorso è finito, a settembre daranno come premi libri e targhe. Acquistati, sottolinea il Presidente, con fondi personali.


🏙️ Speciale | Viaggio nelle Circoscrizioni di Palermo

Otto territori, otto racconti, un’unica città. La serie “Viaggio nelle Circoscrizioni di Palermo” racconta la realtà dei quartieri attraverso le voci dei presidenti di circoscrizione, dei consiglieri, delle associazioni e delle comunità locali. Un percorso giornalistico curato da Francesco Palazzo che mette al centro problemi, opportunità e proposte sui temi del decentramento amministrativo, della sicurezza, della mobilità, del verde pubblico, delle scuole, del welfare e della partecipazione civica.

Leggi tutti gli articoli dello speciale:

I Circoscrizione – Nel cuore di Palermo, il segno delle periferie sociali

https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/viaggio-nella-prima-circoscrizione-nel-cuore-di-palermo-il-segno-delle-periferie-sociali/

II Circoscrizione – Brancaccio non è solo mafia e lo Sperone non è solo spaccio

https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/palermo-viaggio-nella-ii-circoscrizione-brancaccio-non-e-solo-mafia-e-lo-sperone-non-e-solo-spaccio/

III Circoscrizione – Sicurezza, decentramento e rinascita dell’Oreto

https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/terza-circoscrizione-tra-sicurezza-decentramento-e-rinascita-delloreto-viaggio-nel-cuore-sud-di-palermo/

IV Circoscrizione – Cuba-Calatafimi, Montegrappa, Boccadifalco e Baida

https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/palermo-viaggio-nella-quarta-circoscrizione-una-citta-nella-citta-piu-poteri-ai-territori-e-spazi-per-giovani-e-anziani/

V Circoscrizione – Dalla memoria di Biagio Conte alle sfide di Borgo Nuovo

https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/dalla-memoria-di-biagio-conte-alle-sfide-di-borgo-nuovo-la-quinta-circoscrizione-chiede-piu-poteri-e-servizi/

VI Circoscrizione – Verde, sport e comunità energetiche

https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/viaggio-nella-vi-circoscrizione-interventi-su-verde-sport-e-comunita-energetiche/

VII Circoscrizione – Tra mare e periferie: più autonomia e gestione diretta delle spiagge

https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/viaggio-nella-vii-circoscrizione-di-palermo-tra-mare-e-periferie-piu-autonomia-e-gestione-diretta-delle-spiagge/

VIII Circoscrizione – Così teniamo assieme centro e periferie

https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/palermo-viaggio-nellottava-circoscrizione-cosi-teniamo-assieme-centro-e-periferie/

Lo speciale è realizzato da Il Mediterraneo24 per offrire uno sguardo approfondito sulla Palermo dei quartieri, raccontando criticità, buone pratiche e prospettive di sviluppo attraverso un confronto diretto con gli amministratori e i protagonisti del territorio.


martedì 14 luglio 2026

Rosso Assoluto, 3P guarda Brancaccio

 Il Mediterraneo 24

13 Luglio 2026

Lo sguardo di don Pino Puglisi su Brancaccio: ecco il murale di Buglisi

Francesco Palazzo

https://www.ilmediterraneo24.it/cronaca/periferie/lo-sguardo-di-don-pino-puglisi-su-brancaccio-ecco-il-murale-di-buglisi/



PALERMO. Lo studio di Andrea Buglisi dalle parti del Palazzo di Giustizia è molto accogliente e ordinato. In un suo quadro un uomo si libra sullo ZEN passando da un triangolo e cercando un suo centro. In un altro una donna in costume che quasi danza su Mondello. Ha realizzato anche i volti di Falcone e Borsellino che si fronteggiano dalle parti dell’aula bunker. Ma anche lo stemma del Comune dì Gangi con la sua compagna come musa e una bella parete con le pere a Castronovo di Sicilia. E un lungo murales su Paolo Borsellino di fronte Via D’Amelio. Poi “Gotico siciliano” a Gangi, davanti ad una scuola, in memoria di Emanuela Sansone, la prima donna uccisa dalla mafia a Palermo a 17 anni nel 1896. Il taglio che Andrea conferisce alle sue opere è molto particolare. Devi guardare più volte per decifrare i vari messaggi che si incrociano. A Brancaccio ha appena realizzato “Rosso Assoluto”. Ritrae don Pino Puglisi ventisettenne che guarda sorridente la sua Parrocchia di San Gaetano dove è stato presbitero sino a quando i mafiosi provarono a spegnere un sorriso che invece sopravvive alla stupidità mafiosa e adesso viene impresso da Buglisi dalle parti di un vicolo che si chiama Francesca Paola Pennino ma che per tutti gli abitanti di Brancaccio è conosciuto come A cura a vurpi (La coda della volpe) per via della sinuosità della via.

Le persone del luogo, puntualizza Buglisi, sono state accoglienti e hanno apprezzato. Nel muralismo, ci dice Andrea, che è nato nel Villaggio Santa Rosalia, pur dovendo trasmettere messaggi diretti, cerca di imprimere un po’ di mistero per non essere troppo didascalico o di facile e banale lettura. Si parte da un bozzetto, poi un disegno e quindi la pittura. Nel caso specifico si è dovuto trattare prima il muro. Andrea Buglisi evidenzia che l’opera è stata finanziata dalla Fondazione Federico II, presieduta da Gaetano Galvagno, nell’ambito del Progetto “Le strade da seguire”, promossa dalla seconda circoscrizione, presieduta da Giuseppe Federico, in sinergia con la Parrocchia di San Gaetano e con il Centro Padre Nostro.

Buglisi ha comunque già fatto un’altra opera all’aperto su don Pino a Villafrati davanti a una scuola. Un Puglisi ancora più giovane, con un sorriso più disarmante, il cappellino al contrario, alle prese con un pallone. Buglisi sostiene che nel ritrarre le vittime di mafia occorra fare una ricerca delle immagini da riprodurre, magari andando, come fatto con Puglisi, ad anni più lontani e giovanili. Cercando di coniugare la memoria con la necessità di comunicare attraverso uno stile non formale con i giovani in maniera da rendere vivo il ricordo.

L’opzione del rosso è piaciuta molto, rivela Buglisi, al parroco di San Gaetano, don Sergio Ciresi. Che nell’occasione ha vergato una riflessione sul colore rosso. “Nella scrittura – scrive don Sergio -, il rosso è il colore dell’amore estremo (Gv 15,13: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici»), quello della Pasqua come passaggio dalla morte alla vita, dello Spirito Santo a Pentecoste, raffigurato con lingue di fuoco, che infiamma e rende coraggiosi fino al martirio. Nella liturgia, il rosso è indossato per ricordare che il dono più grande è amare «fino alla fine» (Gv 13,1). Non è un colore neutro o decorativo – continua don Sergio -, perchè parla di un amore che costa, che si dona fino alla fine, che infiamma e purifica. Il rosso nella liturgia non celebra la morte, ma la vita donata per amore. È il colore della speranza pasquale che passa attraverso la croce: un amore che brucia, che genera vita nuova. Il murale, tingendosi di rosso, ci dice che don Pino non è stato semplicemente ucciso: è stato consacrato nel martirio. Il suo sangue è diventato un grido profetico che ancora oggi interpella Palermo e l’Italia intera”. Sempre per don Sergio “non è solo memoria del passato: è profezia. Ci ricorda che l’amore vince anche quando sembra sconfitto”.

Andrea Buglisi testimonia che nel realizzare questa opera a Brancaccio ha sentito una grande responsabilità perché doveva riprodurre nel luogo dove è stato ucciso una persona di impegno, di fatti concreti, ma si è trattato di una responsabilità gentile perché 3P gli ha sempre comunicato una grande gentilezza ed è come se lo avesse messo a proprio agio nel realizzare l’opera. Il rosso assoluto l’autore lo ha inteso come se Brancaccio avesse bisogno di un’indicazione forte, come un segnale stradale, qualcosa che ti fa fermare e guardare, un punto fermo che può essere notato da tutti, anche dai mafiosi. Ha scelto questa foto, in cui nell’originale 3P è attorniato da giovani, perché gli ha comunicato dolcezza, ironia, eleganza. Poi Andrea ha ritenuto che quegli occhi con le spalle un po’ girate si rivolgano verso tutti, con lo sguardo tagliato, come se si muovesse a destra e a sinistra. “Sembra, continua Andrea, che stia facendo una ronda nel quartiere, scrutando S. Gaetano, come per verificare se è tutto a posto“. Anche la firma di 3P è rossa e per Andrea è come dire: “lo firmo col sangue“. Buglisi  sottolinea spesso l’importanza di spingersi un po’ oltre dalla semplice riproduzione. La finalità è quella di introdurre degli elementi che portino chi guarda ad andare oltre il già saputo e canonizzato dalla memorialistica corrente. Con Puglisi e il Rosso Assoluto Buglisi c’è riuscito ancora una volta. È un’opera da guardare e riguardare per le tante vibrazioni visive e spirituali che ti trasmette. Non tutte insieme e non tutte in una volta.

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lunedì 13 luglio 2026

Rosalia, tra la ballata per Palermo e il viaggio nei quartieri

 Porta di Servizio

Notizie Chiesa locale e universale

Rosalia, dalla ballata al coinvolgimento dei quartieri: il suo messaggio per Palermo

Francesco Palazzo

12 Luglio 2026

https://www.portadiservizio.it/2026/07/12/rosalia-dalla-ballata-al-coinvolgimento-dei-quartieri-il-suo-messaggio-per-palermo/



Il Festino rappresenta ogni anno, e nel 2026 in particolare, alla sua 402esima edizione della sua ormai lunghissima storia, un articolato e ricco appuntamento fatto di tanti aspetti che accendono diversi interruttori della vita spirituale e sociale dei palermitani.

Due angolature, secondo me, dalle quali si può guardare l’edizione di quest’anno, che ci possono portare a fare un unico ragionamento sulla Palermo di oggi, quella a cui dobbiamo principalmente guardare per guarirla e guarirci, riguardano due novità.

Una vita per Palermo

La prima è la ballata “Una vita per Palermo. Radio Festino”, un progetto senza scopo di lucro sostenuto dall’Arcidiocesi di Palermo realizzata dall’Ufficio Stampa Arcidiocesi di Palermo.

Una ballata che ci parla di Rosalia, anzi ‘Rusulia’ (“Ogni passu e ogni via viva Santa Rusulia”), di una Palermo nien’affatto tranquilla in questo momento e della possibilità di rimanere e di cambiarla per non darla vinta alla “malarazza” di cui parla il testo.

Rosalia nei quartieri

La seconda novità è la ripresa, dopo tanto tempo, della tradizione di portare l’urna argentea contenente il corpo di Santa Rosalia, che il 15 luglio fa il percorso Cattedrale-piazza Marina e ritorno, nei quartieri di Palermo. In questo caso il 10 luglio è toccato alla zona pastorale di Roccella, Sperone e Brancaccio. A seguire in questi giorni le celebrazioni eucaristiche in Cattedrale che coinvolgeranno le parrocchie delle zone pastorali del I, III e IV Vicariato.

Una Palermo di speranza

Entrambe le modalità, la ballata cantata piena di contenuti che ti trasporta emotivamente e ti fa riflettere, il viaggio dell’urna argentea e le messe con tante parrocchie nel Duomo della città, parlano a tutti i palermitani e a tutte le palermitane attraversando gli strati sociali. E dicono che l’affidamento alla Santa non può disgiungersi dall’impegno di ciascuno e ciascuna e dalla cura delle tante Palermo, soprattutto le periferie sociali ed esistenziali, dove al momento la situazione è davvero molto pesante.

La ballata-canzone (ascoltatela più di una volta) lo dice chiaramente. Ci sono in questa Palermo, sotto il sacro Monte Pellegrino della Santuzza, movimenti criminali da guerriglia urbana che rischiano di riportarci indietro. In un passato di cui pensavamo di dover fare soltanto vigile e sacra memoria, per vivere meglio presente e futuro.

E invece, sotto Munti Piddirinu, sta accadendo qualcosa che fa paura, lo afferma chiaramente la stessa canzone. Il Festino non poteva non mettere a verbale questo momento nei giorni di Rosalia. La canzone-ballata Radio Festino – Una vita per Palermo, lo fa con una modalità molto accattivante. Con parole, immagini e musica, che stanno entrando, da quello che capisco e vedo, in tutte le case.

Il viaggio dell’urna argentea della santa nelle zone pastorali di Roccella, Sperone, Brancaccio, le messe coinvolgenti tante parrocchie, portano riflessioni e parole che lasciano, ne siamo convinti, segni di contrasto contro la “malarazza”, citando la canzone, che sta cercando a mano armata di riprendersi Palermo. Proprio nella tappa di Roccella, Sperone, Brancaccio, nell’omelia, l’arcivescovo don Corrado Lorefice, alla presenza dell’urna argentea, ha parlato, riferendosi anche a Palermo, degli onnipotenti che fondano il loro delirio sul denaro e sulla forza con intimidazioni, attentati, morte.

I nostri figli, ha continuato l’arcivescovo, se continua questa cultura della violenza, si possono ritrovare ad andare a passeggiare la sera e possono ritornare a casa con una pallottola in corpo. Rosalia, ha concluso don Corrado, ci aiuta affinché passi l’inverno e perché tutti possiamo contribuire ad una nuova stagione a Palermo.

L’arcivescovo certamente rivisiterà questi ragionamenti la sera del 14 quando davanti la Cattedrale salirà sul bio carro, con Santa Rosalia che si erge su un giardino botanico, e nel consueto messaggio alla città del 15 sera da Piazza Marina. Ricordandoci che Rosalia è lì, ci dà una mano contro le pesti di oggi. Ma che gran parte della storia della comunità palermitana è nelle nostre mani, passa dalle nostre vite. Perché, come chiosa il brano-ballata, Una vita per Palermo, “ogni voce che si alza è una luce che si accende”.

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lunedì 6 luglio 2026

Leone XIV a Lampedusa e le visite di Francesco

Porta di Servizio

Notizie Chiesa locale e universale

Il Papa a Lampedusa, la preghiera della Chiesa per il mondo che soffre

Francesco Palazzo
5 luglio 2026 

https://www.portadiservizio.it/2026/07/05/il-papa-a-lampedusa-la-preghiera-della-chiesa-per-il-mondo-che-soffre/



Le immagini, fatte di posture, gesti, sguardi, sfondi, contingenze, casualità, più delle parole, e insieme ad esse che le accompagnano, ci dicono quasi tutto. Iniziamo dall’immagine. Finiremo con le parole.

Quella che più mi è arrivata nella visita di Papa Leone XIV nel comune di Lampedusa e Linosa è rappresentata, dopo che aveva attraversato la porta d’Europa, dal suo arrampicarsi su un tratto scoglioso, pare un tetto di un bunker della seconda guerra mondiale, con la papalina che vola via, il saluto ai naviganti degli equipaggi in mare e il raccoglimento scrutando l’orizzonte.

Un altro Papa in Sicilia
Dopo 8 anni, era il 18 settembre del 2018 quando Francesco visitò a Palermo i luoghi di Puglisi, la missione di Biagio Conte e celebrò sulla spianata del Foro Italico dove don Pino era stato proclamato beato, un altro Papa, Leone, arriva su un’altra isola della Regione Siciliana. Una meta uguale a quella del predecessore che l’8 luglio del 2013, appena eletto al soglio di Pietro, scelse proprio Lampedusa.

Il saluto di Lorefice
Nel denso video messaggio di saluto al Pontefice in arrivo, che ha anticipato questa visita lampedusana del 4 luglio, dal titolo “Ero straniero e mi avete accolto”, l’arcivescovo di Palermo monsignor Corrado Lorefice nel sottotitolo scrive proprio “Leone XIV, una visita nel solco di Francesco”.

Lorefice ricordava e riportava la riflessione che il Papa ha fatto durante la recente visita nelle Canarie. Siamo pescatori di uomini e lì dove ci sono uomini e donne che vogliono attraversare il mare, o qualsiasi confine o muro, non si può non essere presenti come Chiesa. L’americano di Chicago, Robert Francis Prevost, sceglie proprio il 4 luglio, festa dell’indipendenza degli Stati Uniti, per fare questo viaggio in terra di Sicilia. In un’isola tra isole di cui si compone la nostra Regione. Per dire al mondo intero che l’indipendenza, non solo ovviamente quella degli Usa, e la libertà che sempre l’accompagna, e da cui non può essere disgiunta, pena lo svuotamento di entrambe, non possono essere portatrici di isolamenti, barriere, divisioni, negazioni, limiti, muri. Altrimenti sono soltanto parole.

I passi evangelici pronunciati nel video di monsignor Lorefice (“…ero forestiero e mi avete accolto” e “qualunque cosa avete fatto al più piccolo dei miei fratelli l’avete fatto a me”), stanno lì, difficilmente eludibili, direi impossibili da ridurre a mere dichiarazioni di principio e non fatte diventare carne, da una società che in larga parte ancora si dichiara cristiana e cattolica.

Una Chiesa che accoglie
Francesco e Leone tracciano il solco di una Chiesa che ha il volto e l’impegno sino al sacrificio di don Pino Puglisi, la testimonianza e l’applicazione radicale del Vangelo di Biagio Conte e l’accoglienza come tratto distintivo.

Il “todos, todos, todos”, la celeberrima espressione usata da Papa Francesco durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona nell’agosto 2023, con la quale ha voluto indicare che nella Chiesa, e di riflesso nelle società, c’è posto per chiunque, nessuno escluso, pare, mutatis mutandis, lo stesso orizzonte pastorale di Leone.

La politica ha il faticoso e certo non facile compito di tradurre tutto questo in fatti concreti. Non perché lo dicono i Papi, ma in quanto ce lo impone l’umanità. Cosa sarebbe infatti la politica, l’arte di amministrare le polis, che tutti ci riguarda, se dovesse perdere per strada l’umanità?

Le parole di Papa Leone
Finiamo, come anticipato all’inizio, fissando alcune parole che Leone ha pronunciato durante l’omelia lampedusana. Tra le tante riporto tre tessere.

La prima, all’inizio, quando dice che “Gli Apostoli, come sapete, hanno navigato nel Mediterraneo e sperimentato l’ospitalità degli abitanti delle sue isole e delle sue coste, da millenni crocevia di civiltà. Il Vangelo risuona dove i popoli si incontrano, le persone si accolgono, le loro vicende si intrecciano, le diverse culture si pongono in dialogo. Diventa muto, invece, dove ognuno fa di sé stesso un’isola, dove il contatto è evitato, lo scambio è interrotto”. È un programma di governo pastorale, a Lampedusa e Linosa come in tutti i luoghi del globo e in ogni relazione che voglia sentirsi tale.

La seconda tessera è quando ricorda, oltre che Francesco, i suoi più antichi predecessori, Giovanni XXIII e Paolo VI, i Papi del Concilio Vaticano II, e Giovanni Paolo II, il Pontefice che, nel maggio del 1993, ad Agrigento (nella cui provincia ricade la municipalità di Lampedusa e Linosa) dopo aver incontrato i genitori di Livatino, sotto il Tempio della Concordia, pronunciò la famosa invettiva (Convertitevi!) rivolta alla mafia.

La terza tessera sono le ultime parole dell’omelia, quando saluta la comunità di Lampedusa e Linosa, con “O’scià!”, saluto affettuoso tipico dei lampedusani, che deriva dalla lingua dialettale e che significa letteralmente “fiato mio”, “mio respiro”.

Se l’altro, l’altra, il mondo, le relazioni sono il mio, il nostro, respiro, i giorni della storia che costruiamo con i nostri comportamenti non possono che avere le dimensioni dell’accoglienza richiamate da questo viaggio di Leone. Un americano che si è fatto siciliano per un giorno e che difficilmente dimenticherà questo 4 luglio.

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