domenica 30 agosto 2026

Don Ugo Di Marzo, la pastorale fuori dal campanile tra Roccella e Sperone

    Porta di Servizio

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28 agosto 2026

I giovani, la vocazione, il territorio, l’auto: in dialogo con don Ugo Di Marzo

Francesco Palazzo

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Con don Ugo Di Marzo, parroco dal 2016 della Chiesa di Maria Santissima delle Grazie, ma prima del Preziosissimo Sangue, a Roccella, eretta nel 1939, ma anche pastore della vicina Chiesa di S. Marco, dentro lo Sperone, cominciamo a dialogare parlando del comodato d’uso che fanno ai ragazzi per i libri scolastici. Sono in fase di reperimento testi, tra libri donati, acquistati con apposite offerte e quelli regalati dai docenti con il bonus docente. Sia per i ragazzi che hanno delle borse di studio con loro e non solo, sia anticipando le cedole librarie per la scuola primaria. Le famiglie non hanno spesso i soldi per anticipare la cedola, la parrocchia prende i libri per l’Istituto Comprensivo “Di Vittorio”, i genitori portano le cedole, dei benefattori si fanno avanti per chiudere il cerchio con i fornitori.

In entrambe le parrocchie il viceparroco è il cappellano del Malaspina, don Carlo Cianciabella. In questa zona, chiosa don Ugo, vari ragazzi li abbiamo in comune con il carcere minorile e con l’ufficio di servizio sociale per i minorenni.

È di ritorno da Lourdes don Ugo, ci va spesso, in media tre o quattro volte l’anno. Definisce quest’ultimo, con i docenti della scuola Di Vittorio e alcuni parrocchiani, il viaggio più bello dagli ultimi dieci anni e Lourdes un’oasi di pace.

Le scuole del territorio

Ci sono tre scuole comprensive nel territorio parrocchiale, oltre la Di Vittorio, la Pertini e la Guttuso. Il problema della dispersione scolastica, sostiene il parroco, non esiste da anni, essendo affrontata per legge quella diretta. Il problema, evidenzia, è la dispersione indiretta. Cioè quella di coloro i quali non sono seguiti nello studio e rimangono alla terza media o si limitano alla formazione professionale. Loro, continua, da dieci anni puntano sulle borse di studio per quelli che vogliono andare al superiore, finanziate da benefattori, club service o aziende. Un ristoratore può finanziare un diploma nel settore alberghiero, un avvocato un diploma al classico e così via. Danno cinquecento euro l’anno a persona, amministrati dalla parrocchia.

Attualmente, precisa don Ugo, sono una cinquantina le borse di studio attive. Tre sono al liceo musicale, molti all’industriale “Volta” di viale dei Picciotti e all’alberghiero “Piazza”. Nei prossimi giorni c’è l’appuntamento con un benefattore per un ragazzo che vuole fare il liceo scientifico sportivo. Fanno anche il tempo d’estate e hanno aperto pure una scuola professionale.

La vita parrocchiale

In parrocchia vi sono sei comunità neocatecumenali mentre non ha attecchito, sottolinea don Ugo, l’Azione Cattolica. Ha promosso i carismatici, ha riaperto il Gruppo Mariano e ha attivato i giovani. C’è un’associazione di giovani nata 25 anni fa sulle orme di don Puglisi. Hanno creato il Laboratorio Collettivo Universale, che lui ha spinto perché diventasse dapprima Onlus e oggi Ente del Terzo Settore.

Fanno il doposcuola per i piccoli, il servizio libri scolastici, il tutoraggio dei ragazzi che fanno le borse di studio, l’assistenza agli anziani e sport con l’apertura dell’oratorio. C’è un gruppo di preghiera, Divina Volontà.

Arriva una telefonata di una donna che vuole conseguire la licenza media. Il gatto Micio marrone è entrato per ricevere carezze, dare fusa e mangiare. Il presbitero, rispondendo ad una precisa domanda, mi dice che gli studi del seminario lo hanno reso teologo, e queste sono le fondamenta, la vita in parrocchia ha aggiunto la dimensione pastorale.

Che ti fa aprire le porte, ti consente di ascoltare, di conoscere e ti mette nella dimensione operativa. Una Chiesa in uscita. Non si può dire – per don Di Marzo, nato e cresciuto nel salotto di Palermo – Dio ti ama se chi hai davanti ha il piatto vuoto. Con l’aggravante, chiosa don Ugo, che lo Sperone è la piazza di spaccio più grande del Meridione, dopo Napoli. Dove c’è anche un’elevata incidenza di disabilità, apprendiamo dal parroco, che lavora molto con le neuropsichiatrie pubbliche e private per assistere le famiglie.

Quando è arrivato nel 2016 era il periodo pasquale, la prima cosa che ha fatto sono state le Vie Crucis in mezzo ai casermoni di edilizia popolare. Hanno anche un gruppo Scout con sede di fronte la chiesa e la Caritas parrocchiale Roccella-Sperone. Durante il Covid, ci dice don Ugo, hanno amministrato, per conto del Comune, 200 mila euro di assistenza, non solo per le 600 famiglie di parrocchiani ma anche per i circensi rimasti allora bloccati in zona. Tutto partito da una telefonata ricevuta alle 12 del 24 dicembre con una risposta da dare entro le 18.

La frequenza media della parrocchia vede presenti tutti gli strati sociali. Compreso il figlio dello spacciatore che lo manda in chiesa, rivela il presbitero, per dargli un futuro migliore. Due borse di studio stanno finanziando percorsi universitari presso la Lumsa, uno in giurisprudenza e l’altro in servizio sociale. Col primo diplomato all’alberghiero hanno suonato le campane.

I murales

Dei tanti murales presenti in zona, che attirano turisti, la parrocchia ne  ha commissionati tre all’artista Igor Scalisi Palminteri. Il gabbiano (Abbi Cura) e Biagio Conte, finanziati dal Rotary Club Palermo Libertà, e Rusulia, finanziato dalla Parrocchia San Marco Evangelista nell’ambito di un progetto con l’artista di fama internazionale Aida Satta Flores.

Anche la stessa Parrocchia San Marco all’esterno è stata abbellita da un Murales, l’arca dello Sperone, arca della Speranza, nella quale i bambini hanno scelto quali animali portare.

L’auto imbrattata

Parliamo anche dell’auto familiare imbrattata recentemente con olio motore nel quartiere della Noce, dove abita la sua famiglia. Le indagini sono in corso, ha avuto molta solidarietà dalle parrocchie, dal territorio e dall’Ucsi Palermo. Non è la prima volta. Mi racconta che a pochi mesi dal suo arrivo in parrocchia gli rubarono un mezzo che gli era stato regalato da una ditta di trasporti. Era stato localizzato allo Sperone e dopo un suo giro notturno, già aveva chiamato la polizia e l’assicurazione per il satellitare, tra le case popolari il furgone magicamente ricomparì nelle prime ore del mattino.

Mi dice che ha avuto undici minacce di morte, l’ultima a maggio, quasi tutte risolte con serenità e con il dialogo. Un paio di situazioni all’inizio sono state un po’ più serie, nei primi anni, ricorda, ha avuto il supporto di una telecamera della control room.

Destinazione Seul

Sta raccogliendo i fondi per fare andare i giovani a Seul, in Corea del Sud, per la prossima giornata mondiale della gioventù che si svolgerà ad inizio agosto del 2027.

Una vocazione nel segno del beato Puglisi

Tutto è iniziato con don Puglisi nel 1998 a 18 anni. Era al “Crispi” in ragioneria, l’insegnante di religione propose un campo scuola vocazionale a Mezzojuso con il Centro Diocesano Vocazioni. Dopo tanti anni, lavorando alla causa di beatificazione di don Pino, ha letto la testimonianza del parroco della chiesa che frequentava da ragazzo, Sant’Espedito.

Nel 1993 don Pitarresi va a pregare sulla tomba di Puglisi e come dono chiede una vocazione sacerdotale. Nella testimonianza lui afferma che, pregando, pensava a un giovane che era appena arrivato in parrocchia. Era lui, il futuro don Ugo Di Marzo.

Il secondo riferimento del parroco è il santo messinese Annibale Maria Di Francia, il Fondatore delle Figlie del Divino Zelo e dei Padri Rogazionisti, che lo ha inserito nella pastorale concreta della povertà. Appena arrivato in parrocchia nel 2016, sulla scia di quanto aveva fatto don Puglisi, chiede l’arrivo di suore della Congregazione delle Figlie del Divino Zelo.

Dal 2018 in tre vivono in una casa affittata nei pressi ed a carico della parrocchia, nell’attesa di potere dare una sede stabile con una donazione ad hoc. Don Ugo non ha potuto finire la tesi di licenza di catechetica su don Pino e spera sempre di farlo, prima o poi. Ma sulla sua scia dal 2016, a Roccella e allo Sperone, sta scrivendo molto di più di una tesi. Nel 2022 ha fatto la professione perpetua nell’Istituto Gesù Sacerdote della Famiglia Paolina, fondata dal Beato Giacomo Alberione, Apostolo delle Comunicazioni.

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