venerdì 21 febbraio 2025

I non cittadini che bloccano le città

 Palermo Today - 19 febbraio 2025

L'inciviltà sistematica del parcheggio selvaggio

Francesco Palazzo



Tutti abbiamo potuto leggere il post del sindaco di Catania e la notizia di cronaca conseguente. Si parla del vigile colpito da un grave problema cardiaco nel corso di controlli sul parcheggio selvaggio. L'utilizzo creativo del parcheggio a misura di panifici, bar e negozi vari, è un'abitudine che pure a Palermo trova intepreti sopraffini e seriali. Se lo fai notare, l'aggressione fisica è dietro l'angolo, sicuramente le brutte parole, oppure la guardata (in palermitano taliata) con faccia sorpresa, come a dire "ma che sta succedendo, forse c'è un terremoto?".

Ma si pure ascoltare una delle tante frasi dipinte sul nulla. Non c'è parcheggio, un minuto e mi levo, che fa sono solo io, oppure, e lei solo con me se la sta prendendo. Ma la cosa più interessante è che appena ti arresti un attimo, un nanosecondo, per tentare di dialogare con l'artista del libero parcheggio e dirgli di spostarsi, lo dici ovviamente all'unico che trovi dentro l'auto, senti, imponenti e stordenti, i clacson di quelli dietro di te. Non disturbati della seconda o terza fila, quelli evidentemente sono visti come compagni che non sbagliano, colleghi che stanno lavorando. Il problema sei tu che vuoi interrompere quella perfetta catena di montaggio.

Il teorema delle vie palermitane impegnate in questa negativa litania laica è lungo quanto infinite catene di rosari. Potremmo iniziare con via Ausonia, poi il lungo asse dove si snodano le vie Empedocle Restivo, Sciuti e Terrasanta. Poi c'è la via del mare, in via Crispi i cartelli di divieto di parcheggio sembrano invece permessi a sostare. Non parliamo dell'uscita dal sottopasso verso la Cala.

Che fa, per un pollo, un pezzo di rosticceria o un pane con la milza, non si deve fermare il mondo? Pure dalle parti di Sant'Erasmo si creano tappi. Ma come, devo gustare l'ottima arancina di quel bar che le fa buone e non posso fermarmi in mezzo alla strada bloccando il mondo? Poi non si capisce come mai venga permesso il parcheggio e la vendita di cibo da strada, con tavolini al seguito, proprio nel tratto di strada, saranno ottanta metri, adiacente lo spazio di mare più vicino alla città del porticciolo di Sant'Erasmo.

Non parliamo di quello che si crea davanti le scuole. Pare che fare con la prole più di dieci metri per portarla a scuola o prenderla all'uscita, possa costituire trauma indelebile nel futuro delle nuove generazioni. Poi c'è quel fruttivendolo dalle parti della Statua, dove non ci si potrebbe fermare neppure in prima fila, ma a volte sono tre. E non è che non prendano multe. Vado pure io e il parcheggio l'ho sempre trovato. Magari a cinquanta metri. E giuro che sinora non mi sono ammalato per la fatica. Sono solo alcuni esempi. Se si dovessero citare tutti i casi di malcostume incivile, perché il parcheggio selvaggio è malcostume incivile, non finiremmo più. Possiamo dire che ci sono persone, evidentemente in maggioranza, che si alzano con la sindrome della seconda fila. Ogni mattina nel tragitto dallo stadio verso Piazzale Giotto, passo davanti a tre bar prima delle 7 e 30, e già con la mattinata ci sono muri di auto. Per questi soggetti vale al contrario la storica frase kennediana. Non chiederti quante cose ci sono nelle tua città che potrebbero andare meglio se ti comportassi bene, ma fai quello che puoi affinché possano andare ancora peggio. Difficilmente Palermo, Catania, la Sicilia raggiungeranno gradi sufficiente di vivibilità senza l'apporto, non episodico ma continuo, di chi ci vive. Non possono esserci dubbi su questo. Ogni anno leggiamo le varie classifiche sulla qualità della vita delle province italiane.

Le nove province siciliane sono sempre nella fascia più bassa, diciamo in zona retrocessione. In una delle ultime classifiche relative al 2024, fonte Sole 24Ore, le province sicule sono dall'ottantunesimo posto in poi, Palermo è centesima su centosette posizioni. Il capoluogo siciliano ha peraltro numeri da primato in relazione alle città più trafficate. In genere queste graduatorie misurano vari parametri di vivibilità che sono in gran parte riferibili alle politiche che vengono messe in atto dalle amministrazioni locali. Ma sarebbe invece interessante misurare anche il grado di apporto che i cittadini e le cittadine forniscono per fare aumentare la qualità della vita delle proprie comunità. Invece sul territorio si fa quel che si vuole (vedi parcheggi in seconda o in terza fila, lancio di qualsiasi cosa per strada invece di utilizzare i contenitori appositi, non raccolta delle deiezioni dei cani, per fare solo tre esempi), e poi si pretende che la politica risolva tutto. Senza minimamente pensare che un pezzo importante della politica siamo noi con i nostri comportamenti pubblici quotidiani

https://www.palermotoday.it/social/segnalazioni/l-incivilta-sistematica-del-parcheggio-selvaggio.html 

martedì 18 febbraio 2025

Palermo-Mantova, rosanero ancora senza identità

 Rosalio Il blog di Palermo 

PALERMO - MANTOVA. DAL BARBERA (E DINTORNI) È QUASI TUTTO 

Francesco Palazzo 

https://www.rosalio.it/2025/02/16/palermo-mantova-dal-barbera-e-dintorni-e-quasi-tutto/



PRIMA DELLA PARTITA 

I due numeri più importanti sono presto detti. 1,24 punti a partita e 10 incontri perduti su 25 partite. Pure il Mantova che è quindicesimo prima di scendere oggi al Barbera, noi siamo noni fuori dai play off, ha perso una partita meno di noi. Del resto i mantovani hanno realizzato due gol in più dei rosa che da questo punto di vista sono davvero indietro. Non possiamo però che partire dal pareggio/sconfitta della partita precedente in casa del pur forte Spezia dell'ex Soleri, che è andato a salutare i palermitani in trasferta. Già la vittoria era in freezer a pochi minuti dalla fine, poi dei cambi magari non necessari, o il destino cinico e baro, a sentire le interviste post partita, hanno trasformato il più in meno. Lo Spezia poteva pure perdere 3 a 0 ma ha disputato un'ottima partita, sia come gioco che come impegno sino all'ultimo secondo. Il Palermo poteva pure vincere 3 a 0 ma avrebbe comunque giocato la solita partita incerta, sia per quanto riguarda il gioco che per ciò che concerne l'impegno. Da questo punto di vista basta citare la trasformazione di due ex del Palermo, in campo con I colori dello Spezia, Matjeu e Aurelio, quest'ultimo pure autore del gol del 2 a 2. Va detto che gol decisivi in zona Cesarini ne ha subiti diversi il Palermo, non è un caso dunque isolato. Contro Brescia, Modena, e Cittadella due volte, in casa e fuori, è accaduta la stessa cosa. Lo scorso anno è successo pure diverse volte. Una squadra che vuole fare un campionato di vertice piuttosto che farsi recuperare le partite, semmai fa al contrario. E lo Spezia al Picco ci ha fatto vedere cosa significa. Si può definire questo uno scontro che guarda oltre i play off anche i play out? La classifica da un certo punto in poi è abbastanza corta. Il Mantova a 3 punti dal Palermo è, prima di incrociare i rosa al Barbera, impelagato in zona play out con altre quattro squadre. Dunque la risposta alla domanda è sì. C'è in giro per il web una petizione per esonerare il tecnico. Ma chi fai venire a questo punto del campionato? Ci sono grandi nomi in grado di assicurare un'accellerata nelle ultime partite? Semmai va detto che la società, dal prossimo anno, poiché ha soldi da spendere, lo abbiamo visto in questa coda invernale di campionato, dovrebbe puntare molte fiches per prendere un tecnico di prima grandezza.  Riempire la squadra di nomi può essere soltanto un mezzo rimedio. Perché se li inserisci in un organico in cui c'è più confusione che gioco, e questo vale anche per le partite in cui si è vinto, non si raggiungono risultati all'altezza delle aspettative. Con lo Spezia stavamo vincendo eppure loro hanno fatto 31 tiri, noi 7. Inutile ricordare, come fanno molti, che l'anno scorso il Palermo aveva 14 punti in più rispetto ad ora. Acqua passata. Della storia sportiva della squadra mantovana ricordiamo che dal 1963 al 1967 militò tra le sue fila Dino Zoff, portiere del mondiale spagnolo del 1982 e icona del calcio italiano. L'immagine che vedete a corredo di questo articolo che leggete è la riproduzione di una foto di Enzo Sellerio che potete vedere dentro lo stadio prima dell'ingresso nella zona delle tribune. È del 1961, ritrae tifosi in festa all'uscita dello stadio. Quell'anno il Palermo arrivò terzo e approdò in serie A. Lo spazio in genere riservato ai tifosi avversari è vuoto. Non c'è stata l'autorizzazione, anche se molti mantovani avevano già acquistato i biglietti aerei e sono in città. Valle a capire certe cose. Gialli i mantovani, ii Palermo con la classica divisa rosanero attacca verso la curva nord o Mondello.

LA PARTITA 

All'inizio fischi per Dionisi. Spettatori al minimo sindacale. In tribuna autorità l'arcivescovo, oramai palermitano a tutti gli effetti. La formazione è quella dell'ultima partita tranne qualche variazione a centrocampo. Al quinto minuto rigore per gli avversari per l'arbitro, il Var lo chiama al video, non c'è rigore. Al nono indecisione del portiere rosa e pericolo non finalizzato dal Mantova. All'undicesimo tiro da fuori dei rosa sopra la traversa. Altra occasione qualche minuto dopo sugli sviluppi di un angolo. Al 18mo i mantovani calciano sopra la traversa dopo un'indecisione dei rosa. Venti minuti di sostanziale non gioco. Soprattutto da parte del Palermo che deve fare la partita. Al 22mo i gialli tornano a farsi pericolosi. L'attaccante preso adesso dal Venezia, Pohjanpalo, non riceve palloni giocabili. Brunori in palla cerca di costruire trame interessanti. Al 26mo ottima azione corale dei rosa, la prima, ed eurogol da fuori di Verre su prezioso assist di Pohjanpalo. Al 30mo rosa vicini al raddoppio. Nella seconda parte del primo tempo Palermo decisamente più in palla. Nulla di eccezionale ma almeno un'intensità di movimento più consistente. Anche il nuovo attaccante è entrato nel vivo del gioco. Il Mantova comunque c'è e può rendersi pericoloso in ogni azione. Si va negli spogliatoi, il Palermo merita il vantaggio anche se non si è assistito a nulla di sconvolgente. Le azioni del Palermo anche quelle più performanti sembrano essere più il frutto del caso che di un gioco ben registrato. 

Al primo minuto del secondo tempo, dormita generale dei rosa e Mantova in gol. Al quinto ottimo tiro di Pohjanpalo, il portiere mantovano manda in angolo. C'è il portiere nuovo, il difensore appena acquistato, l'attaccante stellare ma la situazione dei rosa non è molto cambiata. Al nono Mantova ancora pericoloso. I gialli adesso chiaramente cercano di addormentare il gioco. Per loro un pareggio al Barbera sarebbe oro colato. Figuriamoci una vittoria. E infatti all'undicesimo bucano di nuovo la difesa rosa. Le luci sul Barbera sono al massimo, ma il buio in campo è palpabile. Al 14mo palo di Pohjanpalo che è decisamente entrato in partita. Entra un altro attaccante, Le Douaron. Ma è il Mantova che spinge. Pohjanpalo si distingue adesso pure in difesa. Al 19mo il Palermo si riporta in avanti ma imperano la confusione e la paura. Al 21mo rigore per il Palermo. Pohjanpalo mette il timbro del 2 a 2. Ripartiamo dal deludente risultato della partita con lo Spezia. Vediamo cosa accade nell'ultima mezz'ora scarsa. Intanto i rosa rimangono in dieci, Ceccaroni espulso. Il Mantova si riporta sotto. Mancano 15 minuti, la panchina del Palermo sembra più confusa che persuasa. A dodici dalla fine Palermo minaccioso in avanti. Ma il Mantova replica andando vicino alla terza rete. Esce Pohjanpalo e il Barbera quasi viene giù per i fischi contro il tecnico. In dieci si difende il pareggio. E pure la panchina. A 4 dalla fine il Palermo ci riprova. Da dietro la parete divisoria tifosi esagitati gridano come se non ci fosse un domani contro il tecnico. La critica va bene. Le aggressioni ad personam, no. Quasi al novantesimo un coro di tutto lo stadio. "Dionisi vattene via". Cinque minuti di recupero. Il Mantova ora prova a fare tombola. Finisce con un cielo nitido e un campo di gioco denso di nubi minacciose. 

DOPO LA PARTITA 

Il Palermo si conferma fuori dalla zona play off. Questo pareggio è ancora più pesante di quello maturato nel campo dello Spezia. Almeno lì era una squadra di testa. Si può dire che il mercato di fine anno non ha poi modificato più di tanto la situazione. A questo punto la società dovrebbe interrogarsi su un quadro tecnico palesemente in difficoltà. I giocatori in campo appaiono spaesati, senza un canovaccio da seguire, con una scarsa motivazione collettiva. Domenica 23 i rosa vanno a Cosenza ad affrontare l'ultima. Il 2 marzo sotto Monte Pellegrino sarà di scena il Brescia. Il campionato va verso la fase finale. Con i rosanero senza una precisa identità. Un piccolo cane attende in auto insieme a una signora un tifoso o una tifosa in uscita dallo stadio. Chi esce dallo stadio non sa più cosa attendersi da questa stagione. 


mercoledì 12 febbraio 2025

Mafia. La presenza di magistratura e forze dell'ordine, la scomparsa dell'antimafia del dopo stragi.

     CittàNuove Corleone -  10 febbraio 2025

La mafia non è morta, l'antimafia ha bisogno di cure serie.

Francesco Palazzo 

https://www.cittanuove-corleone.net/2025/02/la-mafia-non-e-morta-lantimafia.html



L'antimafia lancia un allarme sulla mafia che non spara più ma è sempre presente avendo evidentemente trovato accordi, più o meno unitari, più o meno duraturi, pensando agli affari. La mafia continua a fare il suo mestiere. Lo vediamo in ogni operazione antimafia. Da ciò che esce fuori anche nelle intercettazioni pare si sia tornati all'ancien regime di Cosa nostra. Con parole d'ordine che sembravano sepolte. Invece si torna a prima che la mafia stragista, eliminata da indagini, condanne, ergastoli e dalla morte di quasi tutti i capi, prendesse il sopravvento. L'impressione è di trovarci non di fronte ad un cadavere, tutt'altro, ma al cospetto di una organizzazione che, pur fiaccata e indebolita, presenta ancora un certo dinamismo. La partita è ancora aperta. Anche in considerazione che ci sono scarcerazioni di boss non di secondo piano, richieste di passaggi a un regime carcerario più morbido rispetto al 41 bis e nessuna traccia di collaboratori di giustizia di grosso calibro. Sembra, quella dei collaboratori in grado di pregiudicare le fondamenta di Cosa nostra, una stagione chiusa. Aggiungiamoci pure che tra gli imprenditori taglieggiati pochissimi denunciano. Sullo sfondo gli affari criminali classici e i rapporti storici sembrano ancora tutti molto presenti. Tra droga, appunto estorsioni, presenza costante nel mondo economico, dalla piccola impresa alla grande finanza, gestione dei territori dove le singole cosche sanno rinnovarsi dopo gli arresti e le condanne, rapporti  con il potere economico e politico e consenso tra il popolo, la carta d'identità di Cosa nostra è  sempre abbastanza riconoscibile. Ma siccome al rosso del sangue si è sostituito, nel segno della continuità, il bianco degli affari, Cosa nostra fa meno paura. Anche se si potrebbe tornare a un passato molto buio. Ci sono dei segnali precisi in tal senso. Come quello del giornalista Salvo Palazzolo che deve essere scortato. Da tempo non avveniva che un giornalista avesse bisogno della scorta per ciò che scrive. Si farebbe bene a non sottovalutare il fatto. Insomma la mafia, che molti collocavano in transito tra la rianimazione e l'obitorio, pare sia stata dimessa. È ammaccata, claudicante, ma ancora abbastanza dentro le dinamiche sociali. E l'antimafia? Qua abbiamo tre fronti. Repressione, politica e antimafia che possiamo denominare sociale e associativa. Dal punto di vista dell'azione congiunta di magistratura e forze dell'ordine, il contrasto a Cosa nostra prosegue senza sosta. Al netto ovviamente di qualche pagina problematica, vedi processi per la strage di Via D'Amelio e gestione dei beni sequestrati. Se consideriamo la politica che si svolge nelle assemblee elettive e negli esecutivi a diverso livello, pare che la questione contrasto alla mafia, alle mafie, sia scomparsa dai radar. Impegnata esclusivamente com'è, la politica che governa e che compone le assemblee legislative, dal livello nazionale al più piccolo comune, ad affrontare impellenti emergenze con i conti pubblici sempre in rosso. Per quanto riguarda i partiti oramai, mandate nella soffitta della storia le dinamiche dei vecchi partiti di massa, ci troviamo al cospetto di pure macchine elettorali. Impegnate per lo più in guerre interne per abbattere le varie leadership del momento. Partiti siffatti, composti più che da ideali condivisi, da singoli potentati personali che passano da un partito a un altro con una disarmante facilità e frequenza, non possono certo avere nelle loro agende la lotta alle mafie, che infestano ancora metà del paese e hanno importanti agenzie nell'altra metà, quale priorità. Se ne occupano quando c'è qualche emergenza o un singolo fatto eclatante. Poi c'è l'antimafia sociale ed associativa. Quella che nel dopo stragi aveva assunto un rilievo molto importante. A un certo punto è iniziato il riflusso, la stagnazione. Anno dopo anno si è verificato uno sfilacciamento che è poi sfociato in percorsi diversi e divisioni. Che plasticamente, le divisioni, si sostanziano in occasione dei due appuntamenti più importanti e significativi. Il 23 maggio e il 19 luglio. Insomma, ci aspettavamo di celebrare le esequie dei padrini e invece dobbiamo scrivere quasi un necrologio dell'antimafia non legata alla repressione giudiziaria e investigativa. La sola rimasta in campo. A tale quadro dobbiamo pure sommare l'incerta, per usare un eufemismo, azione della chiesa a quasi trentadue anni dall'omicidio per mano mafiosa di don Puglisi. La cui pastorale non è diventata acqua corrente in tutte le parrocchie della diocesi e della regione, ma liquido stagnante nella stessa Brancaccio. Dove da tempo, ad esempio, è scomparso il parroco di San Gaetano e non se ne nomina ancora un altro. Come se si trattasse dell'ultima piccola parrocchia dell'ultimo paese della diocesi. Un prete in grado, finalmente, di riprendere quanto fatto da don Pino in parrocchia e di rivitalizzare il Centro Padre Nostro, quello fondato da don

martedì 4 febbraio 2025

L'ABBAGLIO O GLI SBAGLI DEI SICILIANI DALL'UNITÀ AD OGGI?

Palermo Today - 1 febbraio 2025

"L'abbaglio, l'unità d'Italia e la disillusione della Sicilia"

Francesco Palazzo 

https://www.palermotoday.it/social/segnalazioni/l-abbaglio-o-i-nostri-sbagli-dall-unita-a-oggi.html 



L'abbaglio è un film godibile, ben scritto, girato e interpretato. L'ho visto a Palermo in una delle sale attigue al Centro Commerciale Forum. Quello su cui si può discutere è il legittimo e chiaro, dal mio punto di vista ovviamente, impianto del film. Sullo sfondo c'è sin dal titolo, L'abbaglio appunto, ma poi è un'idea sviluppata nel film, la disillusione della Sicilia sul progetto unitario e quella storica, antica, dei siciliani, per quanto promesso e non ottenuto da invasori vari. Come se il nostro destino di siciliani, direi di meridionali, fosse quello, oramai scritto per sempre nella pietra della storia passata, presente e futura, di attendere di essere  plasmati da eventi esterni a noi. Tutto ciò si porta dietro una stringente diretta conseguenza. La colpa di quello che siamo è sempre di altri. Non una nostra precisa responsabilità di cittadini e cittadine che, dall'unità d'italia a oggi, non hanno saputo costruire una storia diversa. Soprattutto guardando a oggi, al contemporaneo, al quotidiano. Non possiamo più, nel 2025, e purtroppo ciò avviene ad esempio nel dibattito riguardante l'autonomia differenziata, pensare di essere i "mischini" che subiscono da altri. Da Roma, dal nord o dal destino cinico e baro. Anche perché, ad esempio, l'autonomia bella spinta l'abbiamo avuta per primi nella storia repubblicana, ancor prima della costituzione. Cosa ne abbiamo fatto? Ben poco. Se altri un domani, ammesso e non concesso che l'autonomia differenziata si farà davvero, riuscissero a utilizzare l'autonomia meglio di noi, per quale motivo dovremmo lamentarci se altri riusciranno a fare, bene, quello che noi abbiamo fatto male? Sopra ho scritto il posto dove ho visto il film per un motivo. Andando via mare verso il Forum abbiamo attraversato la costa sud o di levante. Dove il mare non c'è più da tempo anche se da decenni si parla, ma sinora solo parole, del recupero di tale tratto lunghissimo e bellissimo di costa. Sino agli anni 60 del 900 il mare c'era e portava pure tanta ricchezza economica. Negli ultimi anni invece non si è riusciti neppure a risolvere la questione legata ad un semplice pontile sul mare. Salendo verso il Centro Commerciale intravediamo le case popolari (messe lì negli anni in cui il mare veniva abbandonato) dello Sperone. Che è diventato una delle piazze di spaccio più importanti del meridione. Al posto del mare la droga. Con chi prendercela? Con l'unità d'italia, con gli altri, il nord, Roma, i poteri forti? Oppure l'abbaglio è in cio che (non) siamo stati e siamo come cittadini, come popolo, che vota e che dovrebbe curare il bello ed economicamente valido? La mafia è figlia dell'abbaglio targato unità d'italia o dopo quasi 170 anni una nostra ed esclusiva colpa? I nostri figli e nipoti che vanno via, desertificando le nostre case e le nostre città, sono i prodotti dell'abbaglio storico o un fallimento di una società che non ha saputo e non sa creare sviluppo, economia sana? Non nel lontano1861 ma nel 2025. Se un film ti serve a pensare criticamente alla tua storia, è  un ottimo prodotto culturale anche se dissenti. L'unità d'Italia non è stata un abbaglio. Ma l'apertura alla modernità, alla democrazia e alla legalità. Così come, aggiungo, non lo è un abbaglio l'unione europea. Bisogna vedere cosa fai dentro la storia. Ci sono regioni italiane che dal punto di vista produttivo sono al pari della più fiorente economia europea. La Sicilia e tutto il meridione no, tranne isolate eccezioni. Piuttosto che ritenere un abbaglio il passato dobbiamo renderci conto che, se lo è stato, è colpa nostra. Non dei processi storici, non degli invasori, non della sfortuna. Ed è sempre dipeso da noi nel passato, e così è nel presente e sarà nel futuro, quello che siamo e quello che potremo essere. Le auto che vediamo a Palermo in seconda e terza fila, e non a Bologna o a Milano o a Parma, per parlare di cose che viviamo sempre appena usciti da casa, non provengono da cose passate, ma sono frutto dell'inciviltà che non vogliamo affrontare. Uno dei tanti autoabbagli, nel calcio si chiamano autogol, dai più piccoli ai più grandi, per i quali troviamo sempre giustificazioni appese al nulla. Come quella che porta alcuni, perché tantissimi siciliani, calabri e abitanti di altre regioni lo vogliono, a rifiutare la modernità del ponte sullo stretto. Ma secondo voi, se tra le due sponde ci fossero l'Emilia Romagna e la Toscana il ponte non l'avrebbero chiesto a gran voce già da tempo? Ecco, forse un giorno dovremo pensare a un film avente come titolo Lo sbaglio. Anzi al plurale, Gli sbagli. Per capire e interrogarci sino in fondo sulle nostre responsabilità storiche e attuali. Non per crogiolarci in esse, ma per finalmente provare a superarle.


Palermo Pisa, calcio e altre storie.

 Rosalio Il blog di Palermo 1 febbraio 2025

PALERMO PISA. DAL BARBERA (E DINTORNI) È QUASI TUTTO

Francesco Palazzo 



Prima della partita 

Venerdi sera con l'anticipo di serie B. Si arriva allo scontro interno con la seconda in classifica con il morale sotto i tacchetti per la brutta sconfitta contro la Reggiana. Brutta non perché non si possa perdere un incontro fuori casa affrontando una buona squadra. Ma per il fatto che sia le sconfitte che le vittorie dei rosanero sembrano essere sempre il frutto del caso. Non c'è continuità di gioco, di impegno e di scelte. Quattro sconfitte consecutive fuori casa, per gli esperti di statistiche pare che negli  ultimi trenta anni 30 non si registrava una striscia così negativa. Prima il problema era in casa, ora fuori. Siamo agli sgoccioli del mercato di riparazione. Partenze e arrivi. Vedremo come finirà. Un difensore già preso, il grande attaccante pare in arrivo, forse un portiere. Di fatto sinora abbiamo avuto tanti solisti che non fanno una squadra, a parte gli abbracci dopo i gol e i cerchi a fine partita. I rosanero hanno perso nove partite come l'ultima in classifica. Con i pisani prima di scendere in campo i numeri sono scoraggianti. Il Pisa ha fatto 39 gol 39, noi 24. Venti punti di differenza in classifica, loro 50, noi  30. Del resto i pisani hanno pure vinto 15 partite prima di scendere nell'agone sotto Monte Pellegrino, il Palermo soltanto 8. E ne hanno perse tre, i rosa il triplo. Insomma, sembra una partita da 2 fisso. Ma il calcio riserva sorprese. E rotonda o no la palla? Partita di andata il 24 agosto, 2 a 0 per i pisani, un autorete a inizio partita e un gol a inizio secondo tempo. Il Pisa è centenario come il Palermo, avendo visto la luce nel 1909. E come il Palermo ha una proprietà straniera alle spalle. La FIGC considera il Pisa al 33mo posto nella graduatoria della tradizione sportiva dei club ad essa affiliati. Il Palermo è al 18mo posto. Ma questa è storia passata. La cronaca di questo campionato è che con una vittoria il Pisa potrebbe trovarsi primo se il Sassuolo perdesse o pareggiasse in casa, e il Palermo massimo al quinto posto con una vittoria contro i pisani, sempre a distanze siderali dalla vetta. Del resto ciò rispecchia la classifica sulla Qualità della vita 2024, fonte Sole 24 Ore. Pisa 34ma, Palermo 100ma su 107. Qua, anzi, per essere precisi, siamo addirittura in piena zona retrocessione. Come ogni anno tutte le province siciliane e in genere il meridione. E chissà quando come vita quotidiana in quanto palermitani arriveremo non dico in testa, ma almeno in zona play off come nel calcio. Vedendo il modo di comportarsi in pubblico, dalle seconde e terze file a tutto il resto, di molti panormosauri, passerà molto ma molto tempo. Anche il patrono di Pisa, Ranieri, era un eremita che si allontanò da una ricca famiglia come la nostra Rosalia. Furono peraltro coetanei e vissero quasi negli stessi anni, visto che scomparvero il primo nel 1161, a 43 anni, la seconda nel 1170 a 40 anni. Vedremo chi tra Ranieri e Rosalia vincerà. Anche se i santi, lo sappiamo, hanno già vinto tutti. O chi vincerà, per scendere tra gli umani, tra la Torre di Pisa e il Teatro Massimo.

La partita

La fo La partita rmazione del Palermo vede il ritorno di Desplanches in porta, Gomes in panca sostituto da Verre e in campo il nuovo difensore Magnani. Lo schema è quello delle ultime partite. Ma gli schemi alla fine lasciano il tempo che trovano, visto che nelle ultime tre partite si è vinto più o meno bene e si è perso malamente con la stessa disposizione di pedine sulla scacchiera verde. All'ingresso ti regalano l'album Panini che vedete in foto. A questo punto l'orologio torna a 50 anni fa. Quando si giocavano accanite gare sui marciapiedi e sugli scalini per contendersi le magiche figurine. Oggi si comprano direttamente. I tempi cambiano. Let's go in rosanero circonda luminoso il campo. Andiamo. Tifosi pisani molto numerosi. Quelli palermitani un po' di più del minimo sindacale delle ultime partite in casa. Per i pienoni storici occorre attendere tempi migliori. Si inizia con l'inciviltà di fischiare l'annuncio della formazione avversaria. Gioco di luci davvero bello all'inizio, io che amo solo te di Endrigo e squadre in campo. In rosanero il Palermo, bel giallo, pantaloncini e maglietta, il Pisa. I rosa attaccano verso la curva nord, o Mondello come si è pure chiamata. Basta lame, basta infami, Spagna vive, espongono i tifosi pisani. In ricordo di un tifoso morto in tragiche circostanze dentro uno stadio. Un messaggio contro la violenza negli stadi. Al 12mo rigore per il Pisa per un tocco ingenuo di mano in area rosa. Penalty trasformato. Si parte in salita. Dal primo quarto d'ora si capisce la differenza di venti punti tra le due squadre. Al 26mo papera di Desplanches in fase di rinvio e sotto di due gol. L'acquisto di un portiere è  importante quanto l'arrivo del grande bomber. Non puoi regalare due gol a una squadra già forte di suo. Adesso scalare la Torre di Pisa è davvero un'impresa. Ultimo quarto d'ora della prima frazione. Palermo sostanzialmente non pervenuto. In campo undici giocatori non un gruppo squadra. La riflessione sulla guida tecnica della non è più rimandabile. Primo tiro in porta dei rosa quasi al 40mo con Brunori. La squadra appare frastornata e confusa. Il pallone tra i piedi pare più un problema che una possibilità. Si va negli spogliatoi con un pesante due a zero che nel secondo tempo solo un miracolo di Santa Rosalia potrebbe ribaltare o almeno pareggiare. Ma questa città ha problemi più importanti da essere portati al cospetto della Santuzza. I fischi accompagnano i rosa negli spogliatoi. Il Pisa con il minimo sforzo sta dominando.

Nel secondo tempo i gialli partono forte, come se perdessero. Che bello è quando esco di casa a tifare Palermo, gridano dalla nord. In effetti andare allo stadio è bello, anche a prescindere dal risultato. All'ottavo rigore negato al Palermo. Figlio di p., grida un ragazzino rivolto al campo imitando i grandi. I bambini ci guardano. E ci imitano. Negli ultimi dieci minuti del primo quarto d'ora del secondo tempo il Palermo ci prova. Al 14mo Brunori accorcia le distanze. Il VAR conferma. Parapiglia prima di ricominciare. Il Pisa, dalla panchina al campo, prende e perde tempo. Dalla panca del Palermo indicazioni costanti con palese disappunto per come sta andando. Un giocatore del Palermo sanguina al volto e uno è rimasto a terra. Adesso il Palermo c'è. Almeno più del primo tempo. Al 25mo Desplanches agguanta un pallone pericoloso in un'area affollata. Ultimo quarto d'ora. Il Palermo mette Di Francesco e Pierozzi. Il Pisa perde tempo cercando di contenere i rosa che almeno ci mettono adesso impegno. Nei novanta minuti non si gioca molto. Si dovrebbe trovare un modo per evitare tutti questi buchi. Altro cambio in difesa per il Palermo. Al 40mo tiro su punizione dei rosa, il portiere pisano c'è. Al 42mo Henry al posto di Lund nel Palermo. Si finisce con tre punte. Al 44mo Palermo vicinissimo al pareggio. Il portiere del Pisa para bene. Cinque minuti di recupero e fine. 

Dopo la partita

Il 2 in schedina come pronostico iniziale viene confermato. Il Pisa va a letto primo in classifica senza sudare più di tanto ma giocando da squadra quadrata e ben messa in campo. Ha segnato su rigore e per un regalo. Per il resto non ha di fatto mai tirato in porta. Il Palermo rimane ai margini della zona play off. Partita dai due volti per i rosa. Primo tempo brutto, secondo meglio almeno come tensione ma sempre con molta confusione in tutti i reparti. Anche se la differenza l'hanno fatta pure le prestazioni dei due portieri nei momenti cruciali. Il portiere del Pisa ha fatto alcune buone parate. Complessivamente con la seconda in classifica ci voleva una partita molto diversa. Si torna a perdere in casa. Non sappiamo come si concluderà il mercato di riparazione ma il problema non è solo quello dei nomi. Poi è un brutto sogno quello di aggrapparsi agli arbitraggi a fine partita. Se il Palermo si trova adesso a 23 punti dal Pisa, con 10 sconfitte, un'enormità, la colpa non è degli arbitri. Ma a fine partita le interviste hanno parlato di buona prestazione e di errori arbitrali. La prossima gara sarà Spezia Palermo il 9 febbraio, con la squadra dell'ex Soleri forte e terza. Si tornerà al Barbera contro il Mantova il 16 febbraio, quando ci rileggeremo con questa rubrica. Il 14, San Valentino, la società invita gli innamorati a festeggiare presso lo stadio con una cena a lume di candela. Vediamo se pure quello per il Palermo nel frattempo sarà sempre più un pranzo se non di gala almeno decente o un continuo e avvilente mordi e fuggi con un gioco approssimativo, poche vittorie e molte 

https://www.rosalio.it/2025/02/01/palermo-pisa-dal-barbera-e-dintorni-e-quasi-tutto/

mercoledì 29 gennaio 2025

La mafia vera, quella rappresentata e la dignità offesa.

 PALERMO TODAY – 24 GENNAIO 2025

"La mafia che offende la dignità non è un gioco"
Francesco Palazzo



Due domande e alcune considerazioni in forma di risposte sulla mafia rispetto a un dibattito ricorrente. Le due domande. Quella che offende la nostra dignità e non rende onore alle vittime di Cosa Nostra, nonché all'impegno di chi quotidianamente la combatte (pochi ancora purtroppo), è la mafia veicolata dai videogiochi, e qua siamo all'ultima querelle relativa a un gioco da tavolo, dai gadget venduti nei negozi di souvenir, che si vorrebbero abolire come se fosse facile regolare il mercato, ma sono sempre esposti, dai locali a tema mafia, dai film e dalle fiction che calcano troppo sui luoghi comuni talvolta in maniera grossolana? Oppure, al contrario, il vero problema è la mafia che c'è in carne, ossa, potenza militare ed economica, e che minaccia pure i giornalisti (vedi il caso di Salvo Palazzolo, giornalista di Repubblica, ultimo preoccupante caso, in ordine di tempo, venuto fuori), che impone il pizzo quasi a tappeto con pochi che denunciano, che comanda interi quartieri, che invade le nostre strade e la vita dei nostri figli con la droga, che ha tuttora rapporti, non di poco momento, con la politica, l'economia, la società e che riceve consenso da una parte non minoritaria di popolo? La seconda che hai detto, risponderebbe il noto comico della religione di Quelo. Difficile sostenere l'opposto. Quello che non ci onora, che ci mette all'angolo, non è la finzione artistica, più o meno creativa, più o meno piacevole o condivisibile, fatta bene o male. Per carità, tutto si può e si deve criticare. Ma i prodotti intellettuali quasi sempre fotografano la realtà, non la creano di certo. Allora, il problema è proprio la ruvida realtà. Ciò che veramente ferisce la nostra dignità è il fatto che ci portiamo appresso, senza soluzione di continuità, la mafia, i mafiosi, spalmati su tre secoli, diciannovesimo, ventesimo e ventunesimo, senza ancora riuscire a parlarne al passato, non dico remoto, ma almeno prossimo. Quello che non ci onora è la mancanza di libertà che le organizzazioni criminali, concretamente e diuturnamente, fanno sentire addosso non soltanto a tutto il sud, ma pure a località del nord dove si sono radicate. Allora, se vogliamo riconquistare il nostro onore, sottraendo questa bella parola al lessico mafioso, dobbiamo indirizzare le nostre energie, tutti, senza delegare tale impegno a una ristretta minoranza, a combattere la mafia che vediamo nei nostri territori. Perché è quella che ci fa male. E che fa male a tutta la Sicilia, al sud, all'Italia e al mondo intero, nella misura in cui le trame finanziarie internazionali delle mafie sono presenti, più di quanto possiamo immaginare, nel mondo globalizzato. E tutto questo purtroppo non è un gioco. Ma una tragedia la quale, oltre che produrre guerre di mafia, ha visto cadere un presidente di regione, il capo dell'opposizione, diversi esponenti politici, imprenditori, giornalisti, preti, magistrati, attivisti sociali e bambini.


https://www.palermotoday.it/social/segnalazioni/la-mafia-che-offende-la-dignita-non-e-un-gioco.html

mercoledì 22 gennaio 2025

Palermo Juve Stabia. Prima, durante e dopo la partita.

 ROSALIO - IL BLOG DI PALERMO

19 GENNAIO 2025

PALERMO - JUVE STABIA. DAL BARBERA (E DINTORNI) È QUASI TUTTO 

Francesco Palazzo 

https://www.rosalio.it/2025/01/19/palermo-juve-stabia-dal-barbera-e-dintorni-e-quasi-tutto/



PRIMA DELLA PARTITA

Mentre è in corso il mercato di riparazione, che difficilmente potrà fare miracoli, il Palermo affronta la seconda partita consecutiva in casa provando in questo campionato a vincerne due di seguito. Al momento pare sia in corso un cambiamento di schema di gioco dal 4-3-3 al 3-5-2 dell'ultima partita vittoriosa contro il Modena con la variante possibile del 3-4-2-1. Probabilmente questi schemi incidono poco nella dinamica delle partite. Nel senso che se la squadra gioca su buoni livelli qualsiasi schema va bene. Si è deciso di cambiare la guida sportiva e di lasciare in panca quella tecnica. La partita di oggi ci dirà se è iniziato un nuovo campionato, con una vittoria che farebbe rientrare il Palermo in zona play off, oppure se vedremo la permanenza delle incertezze che sino ad oggi hanno caratterizzato questa stagione. Pare che però il primo giocatore acquisito sia uno di quelli già in rosa, ossia capitan Brunori. Che nel nuovo assetto ha ritrovato serenità, motivazioni e pure il gol. Che poi sono sempre quelli che risolvono i problemi. 68 ne ha fatti da quando è a Palermo. È secondo solo a Miccoli che ha segnato 81 reti nella storia del Palermo. Va detto, anche se molti diciamo tifosi, titolari della cattedra di filosofia calcistica comparata, tendono a dimenticarlo, che il capitano è stato messo in discussione per primi da loro. Esattamente quando ha detto, con mille ragioni che sottoscrivo, che questa è una piazza che facilmente ti innalza e con la stessa destrezza ti distrugge. La società sportiva Juve Stabia al fischio d'inizio è a 30 punti, quinta, tre tacche sopra il Palermo, che con 27 punti è al nono posto al fischio d'inizio. Dal punto di vista realizzativo i campani hanno la stessa sindrome dei siciliani, segnano poco. 23 gol gli ospiti, 22 i rosanero. Basta vedere che le prime quattro squadre in classifica hanno rispettivamente fatto 45, 38, 30 e 32 reti. E che l'ultima in classifica ha fatto gli stessi gol del Palermo. Il 14 settembre 2024 la partita di andata in casa a Castellammare di Stabia fece segnare la prima vittoria, con un tondo 3 a 1,  dei rosanero. Tre sono le partite sinora vinte dai campani lontani dalle mura amiche. Dei 30 punti 15 li hanno fatti in trasferta. I campani hanno vinto tre volte nelle ultime sei gare e nelle ultime otto partite hanno perso una sola volta. Otto i precedenti  al Barbera. Cinque vittorie dei rosa, due pareggi e una sconfitta. Guardando al girone d'andata alcuni dati sono certi, mettendo a confronto i gironi d'andata del Palermo delle tre stagioni di B dopo la ripartenza del 2019. Nel girone d'andata del primo campionato di B i rosa fecero gli stessi punti di quest'anno, 24, ma la vetta era meno lontana di adesso. Lo scorso anno invece i rosanero chiusero il girone d'andata con 32 punti, a un passo dal secondo posto. La Juve Stabia ha più di cento anni di storia (1907), si è chiamata pure Juventus Stabia, ha una vespa nel simbolo e presenta colori gialloblu. Lo Stadio del Palermo, essendo stato inaugurato il 24 gennaio 1932, venerdì compirà 93 anni. Il primo nome fu Stadio del Littorio, ma si è chiamato nel dopoguerra pure Stadio Comunale e La Favorita prima di prendere il nome del presidentissimo. Lo stadio ha bisogno di altri lavori di ristrutturazione oltre quelli già apportati. Quando piove, ad esempio, neppure la tribuna che dovrebbe essere coperta è al sicuro. La convenzione tra comune e società proprietaria del Palermo per la gestione e manutenzione dello stadio, da quello che leggiamo, è in dirittura d'arrivo. Poi, certo, si potrebbe pensare a eliminare la barriera tra spalti e campo. In diversi stadi di A e B, ma anche di serie minori, già la cosa è operativa. Chissà quando succederà a Palermo. A proposito di manutenzione, questa volta della città, si segnala che a due passi dallo stadio, nella corsia laterale di Viale Croce Rossa, direzione Barbera, le recenti piogge, oltre che allagarci come accade sempre, hanno aperto da settimane (supponiamo che non sia il solo caso) crateri come questo che vedete in foto. O lo riempiamo, oppure aspettiamo che pure gli altri buchi diventino così e apriamo un campo da golf. Dove però dentro le buche ci finiranno non le palline ma auto, bici e mototocicli.

                                                                    LA PARTITA

L'undici in campo è lo stesso che ha avuto la meglio domenica scorsa contro il Modena. All'ingresso un rappresentante delle forze dell'ordine preciso a Segre. Gli spettatori sono sempre di meno. Si parva licet componere magnis, terna arbitrale con magliette rosse, tipo finale coppa Davis in Cile del 1976. Il Palermo attacca verso la nord. Primi quindici minuti noiosi, più i campani che siciliani in qualche modo pericolosi. Più vivace quello che vende ghiaccioli e patatine. Nel secondo quarto d'ora Palermo impacciato nell'impostazione del gioco. Tiri in porta zero. È chiaro che ai gialloblu un pareggio andrebbe più che bene. Ad inizio degli ultimi quindici minuti del primo tempo rosanero più vivaci. Ci esce fuori un timido tiro in porta. Replicano i campani con un quasi gol. Miracolo di Sirigu che pure oggi difende la porta dei rosanero. "Noi vogliamo questa vittoria" dalla nord. Ah, se la volete voi allora tutto cambia. Quasi al 45mo i rosa entrano minacciosi in area ma ne viene fuori un tiro telefonato. Fine primo tempo. Rispetto alla prima frazione della partita di domenica scorsa contro il Modena, diversi passi indietro per i padroni di casa.  Contro il razzismo, vinciamo insieme questa partita dice l'altoparlante. Per contestualizzare si potrebbe pure aggiungere contro la mafia. Si torna in campo con i campani più in palla, più aggressivi, più squadra. Anche se sono i rosa a sfiorare il gol con Brunori, ottima parata del portiere della squadra campana. Ma la squadra di Castellammare di Stabia ha capito che oggi può fare bottino pieno. Fischi su un improbabile lancio lungo della difesa rosa verso l'area avversaria. Primo quarto d'ora del secondo tempo abbastanza sottotono per i rosa. Inizio dei secondi quindici minuti con un'ennesima grande parata di Sirigu. Il migliore in campo sinora dei rosanero. Ed abbiamo detto tutto. Vi svegliate o no, vi svegliate sì o no? gridano dalla nord. Ma sono i gialloblu ad andare ancora vicini alla marcatura. Confronto in zona panchina. Sembrano abbastanza indecisi pure da quelle parti. Al 66mo il dio pallone decide tuttavia che è giunto il momento per rovesciare la clessidra. E i campani vanno sotto con un altro gol di Le Douaron. Al 70mo gli avversari quasi in gol sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Ma ribattono subito i rosa, che si sono svegliati. Secondo quarto d'ora del secondo tempo sotto il segno dei rosanero. All'80mo escono tra gli applausi Brunori e Le Douaron. Basta una rete e il pollice verso dell'arena muta in pollice a favore. È il calcio, bellezza! I campani lottano ancora, altro intervento di spessore di Sirigu. Finale spezzettato, lungo recupero e fine delle trasmissioni.

    DOPO LA PARTITA

Partita non bella per il Palermo, ma nel calcio conta anche un solo gol che mette in saccoccia i tre punti. I rosanero sono quinti adesso, le prime due squadre sono ancora lontane ma dietro adesso c'è pure il Palermo con 30 punti. I rosa riescono per la prima volta a vincerne due di seguito e peraltro in casa dove quest'anno si fatica parecchio. Certamente occorre intervenire sul mercato (fascia sinistra?) e fare diventare questa sempre più una squadra. Soprattutto tra le mura amiche. Per il resto occorrerà armarsi di pazienza. Come quel ragazzo che è stato tutto il tempo con un cartello colorato dietro la panchina rosa chiedendo al suo idolo la magliettina. Deve essere messo infine agli atti che tra la panchina e i protagonisti in campo sembra  esserci coesione. Se così è, questa sarà un arma in più. Domenica si gioca fuori con la Reggiana. Si torna sotto Monte Pellegrino venerdì 31 contro il Pisa. Secondo in classifica. La vittoria potrebbe davvero cambiare la postura dei rosanero in questo campionato che ancora presenta tante pagine bianche da scrivere.

domenica 12 gennaio 2025

Lotta al racket di Cosa nostra. La strada è ancora molto lunga.

 Città Nuove Corleone - 10/01/2025

Contro il pizzo delle mafie ancora molta è la strada da fare per riappropriarci della dignità 

Francesco Palazzo 

https://www.cittanuove-corleone.net/2025/01/contro-il-pizzo-delle-mafie-ancora.html?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR0XP-I2exT33tDU2ybXtUx-TtdaQxTO71Qw_VUiylJiS_Xh8n01yu3nNKk_aem_Jkjmxm_RiFYyo-B9Yb9oEw&m=1



Nel 2024, la notizia è di questi giorni, 800 casi di pizzo venuti alla luce, la punta di un iceberg,  chissà quanti sono rimasti nel buio, hanno provocato soltanto 11 denunce per quanto riguarda ovviamente le vittime. Una percentuale basssissima, davvero risibile e assai preoccupante. A conferma di questo aggiungiamo, ed è sempre notizia fresca fresca, il flop del fondo comunale palermitano antiracket. Soltanto due imprenditori hanno presentato domanda e dovranno perciò essere restiuiti milioni di euro. Il terzo aspetto, ossia il racket applicato giornalmente sull'economia siciliana, ci fa registrare in queste ore, mettendo il bollo sui primi due punti, la notizia che a Sferracavallo soltanto un commerciante, peraltro palermitano d'adozione, ha avuto il coraggio di ribellarsi. Tutto questo a 34 anni, era il 10 gennaio 1991, dalla lettera di Libero Grassi al "Caro estortore...". Che non era caro per nulla e al quale coraggiosamente, drammaticamente, da solo,  l'imprenditore palermitano volle opporre la piena libertà di fare impresa da uomo Libero, di nome e di fatto. Trovando la morte per mano mafiosa dopo pochi mesi in una strada del salotto palermitano. Quando diciamo che Cosa nostra è in cattive condizioni, quasi moribonda, perché magari acchiappiamo, e certamente è cosa buona ma non risolutiva, un boss piuttosto che un altro, dovremmo forse pensarci un attimo. E chiederci, onestamente, tutti, se ce la stiamo raccontando giusta sino in fondo. La domanda è la seguente? Come fa ad essere messa male un'organizzazione criminale che, pur con attività investigative ormai rapide e sicure sul fronte del pizzo, riesce, dove non partecipa direttamente all'attività economica inquinandola, a tenere nella paura generalizzata, se i numeri sono, come purtroppo sono, quelli di prima, chi fa impresa e commercio? "Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità", leggemmo sui pali di Palermo all'alba di fine giugno 2004. È stato senz'altro un punto di svolta. Oggi c'è comunque una rete di attività commerciali che si è schierata e c'è un nuovissima app specifica, rilasciata proprio  a 34 anni da quel 10 gennaio 2001, Pago chi non paga, che ci consente di orientarci meglio come consumatori. Non siamo più ai tempi di Libero Grassi. Ma non abbiamo fatto tantissimi passi in avanti. Altrimenti sugli ottocento casi di pizzo scoperti nel 2024 ci sarebbero state almeno 400 denunce. E i 10 milioni del fondo comunale antiracket sarebbero stati spesi quasi tutti. E a Sferracavallo, o a Brancaccio, anziché in Via Libertà, molti sarebbero i denuncianti. Ma dall'obolo al parcheggiatore abusivo, che i palermitani pagano senza problemi, al pizzo sul lavoro quotidiano, quella dignità che si voleva mettere, giustamente, in primo piano nel 2004, non è ancora moneta corrente e diffusa. Forse sarebbe il caso di ammetterlo. Non tanto per deprimerci. Ma per scorgere lucidamente la strada che ancora abbiamo davanti. E quali possono e devono essere i tanti passi ancora da percorrere. Affinché qella dignità incollata sui pali di Palermo nel 2004, possa divenire un concreto e normale orizzonte giornaliero. Se non per tutti, almeno per tanti. 


domenica 29 dicembre 2024

Palermo - Bari. Dal Barbera la partita e molto altro

    ROSALIO - Il blog di Palermo

PALERMO - BARI. DAL BARBERA (E DINTORNI) È QUASI TUTTO

Francesco Palazzo 



https://www.rosalio.it/2024/12/26/palermo-bari-dal-barbera-e-dintorni-e-quasi-tutto/


PRIMA DELLA PARTITA

Si torna al Barbera passando sotto un suggestivo albero di Natale messo all'ingresso. Il campionato dei rosa a fine anno, al giro di boa del girone di andata, è certamente deludente per risultati e gioco. Inutile stare a ripercorrere le dinamiche dei singoli. Se una squadra funziona bene ciascuno riesce a dare il meglio. Non è tennis, nel calcio in campo va un articolazione complessa dal punto di vista tecnico e societario. Inutile pure dire che si gioca bene o non malissimo come l'ultima partita a Sassuolo, se poi perdi sia fuori che dentro e ti ritrovi a pochi punti dalla zona retrocessione e da una valanga di punti dalle prime tre. Dobbiamo ammettere che con i diciotto metri quadrati di porta, soprattutto i rosanero che giocano avanti, fanno fatica a fare amicizia. Del resto come gol fatti prima della partita di stasera il Palermo con sole 18 reti ha soltanto quattro squadre dietro. Zona retrocessione. Che del resto come posizione in classifica generale, in tredicesima posizione e 21 punti, è a soli due punti. Ho letto un'analisi. Praticamente, in sintesi estrema, gli attaccanti entrano poco in area. I tifosi sono sempre più delusi, soprattutto adesso che si vive la situazione peggiore dei tre anni di serie B. Certo, l'aspirazione sarebbe la promozione diretta, i primi due posti. Ma pure io del resto vorrei concittadini meno incivili. Da serie A immediata. Ma sino a ieri il tappeto di auto in seconda e talvolta terza fila, nell'asse Empedocle Restivo, Sciuti, Terrasanta, ci informa che altro che play off, saremmo in paradiso, qua siamo in serie Z. Poi c'è questa storia dei tifosi che vanno in trasferta e sono quasi degli eroi cui tutto si deve. Un attimo di calma. Gli eroi sono quelli che, magari per una paga non proprio lussuosa, si spaccano la schiena per gran parte della giornata. Insomma, andare allo stadio in altre città non è come scendere in miniera. Relativizziamo. Sempre di calcio si tratta e di trasferte dove ci si diverte. L'eroismo riserviamolo per cose più importanti. La squadra che sbuca in campo dagli spogliatoi è reduce da un lungo ritiro voluto dalla società in quel di Torretta, dove c'è il bel centro sportivo rosanero di recente inaugurazione. Il ritiro è un rimedio di risposta a periodi di crisi ormai quasi in disuso, che ci rimanda a stagione calcistiche novecentesche. Il Bari al fischio d'inizio ha tre punti in più dei nostri, cioè 24, ed è al settimo posto, in zona play off. Fuori casa i baresi hanno collezionato, prima di scendere al Barbera, 4 pareggi, 2 vittorie e 2 sconfitte. Non è un ruolino catastrofico. Tutt'altro. La formazione annunciata un'ora prima del fischio d'inizio, in una Palermo con un barometro decisamente invernale, fissa Brunori al centro dell'attacco ed è probabilmente il migliore undici che la rosa attuale dei rosanero può consentire. Facciamo un pronostico mezz'ora prima della partita. Palermo 2 - Bari 0. Rimetto dopo mesi una delle sciarpe rosanero. Perché è facile essere tifosi quando tutto gira bene. Fila lunga per entrare in zona tribuna, un tornello è chiuso. Bel regalo di Natale con questo freddo. Come ampiamente previsto pochi spettatori. Sia per il giorno festivo che per la disaffezione al momento serpeggiante tra i supporter rosanero. Un suggestivo gioco di luci, buon  Natale e buon anno, prima della canzone proiettata dappertutto di Sergio Endrigo, io che amo solo te. 

LA PARTITA

Fischi attesi accolgono le squadre in campo e pure criminali petardi. La zona dei tifosi ospiti è vuota, i bambini e le bambine che accompagnano i calciatori hanno in testa il berretto di Babbo Natale. Dalla nord si inizia con "Dionisi vattene via". 

Si parte con un colpo di testa in attacco del Palermo abbastanza pericoloso preso dal portiere e una traversa colpita da Brunori con un bel tiro da fuori. Il Bari subito dopo, quasi al quinto, fa la barba al palo, poi pericoloso con una punizione dal limite,  quindi ancora avanti. Solo la maglia, dicono dalla nord. Al decimo quasi gol del Bari. I rossi pugliesi sembrano più sicuri nei primi quindici minuti. Tendono a schiacciare il Palermo nella propria metà campo. Il solito "Chi non salta è catanese", dalla nord gridato per alcuni minuti. Possono sempre vincere il nobel dello slogan più stupido. Dionisi e il suo vice parlottano contrariati. Al 18mo Di Francesco da fuori punta il sette, ma il portiere avversario c'è. Nei secondi quindici minuti del primo tempo i rosa tentano di alzare il baricentro. Il gioco del Palermo, che attacca verso la nord, si sviluppa quasi tutto sull'asse sinistro con un buon Di Francesco. Al 30mo il portiere del Palermo salva lo 0 a 0. 

Al 33mo Palermo quasi in gol, ma non riesce a tirare in porta. Al 35mo stessa cosa a parti invertite. Al 39mo Palermo pericoloso ma niente tiro verso il portiere. Potrebbe essere il ritornello noioso di questa stagione. Appena superato il 40mo il tiro in porta c'è e c'è pure il gol di Le Douaron. In fondo il calcio può essere semplice. Adesso un incivile "barese pezzo di merda" dagli spalti. Il codice penale, questo sconosciuto dentro gli stadi. Si conclude il primo tempo con un colpo di testa su calcio da fermo che fa quasi scattare il secondo gol. Si va a prendere una bevanda calda. 

Nel secondo tempo il Palermo parte sostituendo Di Francesco con Lund. Aveva giocato bene. Si  tratterà di un problema fisico sopravvenuto. I rosa ora attaccano verso la sud. Davvero poca gente. I tre posti alla mia sinistra e i quattro alla mia destra vuoti. La temperatura adesso è decisamente bassa. Al 51mo il Bari si fa sotto ma non impegna lo specchio della porta avversaria. È comunque ripartita bene la squadra pugliese. Al 56mo infatti a portiere battuto prende il palo. Carambola e palla che finisce al portiere. Vasic nei rosa al posto di Verre. Un ragazzino gasato da del mongoloide e poi del ritardato a qualcuno dei rosa. Da premio Nobel il pargolo. Al 59mo il Bari quasi sull'1 a 1. 

Manca mezz'ora. I rosa provano a darsi una svegliata. Ci provano al 65mo ma non vedono la porta. Poi ancora e ottengono una punizione dal limite sinistro dell'area. Tiro molto bello di poco fuori dallo specchio della porta. Il Bari a questo punto cambia quasi mezza formazione. I rosa provano a restare alti. Al 75mo il portiere rosa salva ancora il risultato. Entrano in attacco Henry e Insigne al posto di Brunori e Le Douaron cambiando tutta la linea di testa. Al 78mo i rosa vedono la porta, ma il portiere del Bari è attento. Poi il Bari pare poter affondare il coltello nelle incertezze difensive rosa. Quasi al minuto ottanta il Palermo ancora pericoloso. Tre ragazzini con tre piccoli cartelli colorati chiedono, quando finirà l'incontro, le maglie dietro la panchina dei rosa. All'83mo il Bari pericoloso. Un difensore del Palermo questiona vivacemente con la panchina. Ceccaroni esce per Nedelcearu quando mancano sei minuti. Al 90mo tempo di recupero di cinque minuti. Calcio d'angolo per il Bari, pure il portiere in attacco. Finisce 1 a 0, non ho preso il pronostico di 2 a 0, ma sempre di vittoria si tratta. 

DOPO LA PARTITA

Tutti ad abbracciare il portiere del Palermo. Mezza vittoria in effetti è sua. Cancellate sul campo le incertezze mostrate contro il Sassuolo. Tutti in cerchio i rosa. Poi vanno verso la nord. Fischi profusi da parte dei commissari tecnici della nazionale del tifo organizzato. Tantissima, troppa, fatica per vincere una partita in casa. Incontro comunque giocato con la dovuta attenzione dai rosa. Si devono registrare tensioni nella squadra e tra questa e la panchina. Il duo iniziale in attacco Brunori - Le Douaron ha convinto. Sarebbe meglio utilizzarlo sempre come prima scelta. Del resto Brunori ha segnato in rosanero una valanga di gol. Quelli che mancano. Il Palermo di fatto riaggancia la zona play off con 24 punti con un gruppone di sei squadre

 È un'affermazione che può costruire un futuro meno problematico? O tutto durerà, visto che il periodo è quello giusto, da Natale a Santo Stefano? Vedremo. Anche se al momento non sembra questa una squadra con un'identità precisa. Si va da partita a partita. Non si capisce tuttavia chi parla di problemi difensivi. In questo reparto l'unico discrimine per portiere e colleghi di reparto sono i gol subiti. Ebbene, i rosanero ne hanno incassati 17, solo lo Spezia ha fatto meglio. Semmai, come evidenziato, c'è un problema realizzativo evidente. La prossima gara sarà fuori con il Cittadella, a ridosso di San Silvestro. Ci rileggiamo nel 2025, il 12 gennaio al Barbera c'è il Modena. Intanto, Buon Anno. 

La Santuzza e l'acqua benedetta nel bidone

Città Nuove Corleone

26 dicembre 2024

L'ACQUA BENDEDETTA DI SANTA ROSALIA E I CICLISTI PER NULLA MIRACOLATI
Francesco Palazzo



https://www.cittanuove-corleone.net/2024/12/lacqua-benedetta-di-santa-rosalia-e-i.html?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR2_goeXv8lEYTUIP2V-flxaFJoM2ud1_flnFRqvzryXRm6INfvGnrYXFqg_aem_i5x5afyFlx9x0xIc0esHvw&m=1

Ho frequentato da piccolo, e sino a una certa età, ambienti cattolici. Tuttora bazzico le chiese. Con profondo rispetto per ciò che avviene dentro i templi di qualsiasi tipo. Per i cattolici l'acqua benedetta ha un significato importante. Ma l'ho sempre vista dentro acquasantiere, poste all'ingresso degli edifici di culto. Mi ricordo quella di marmo marrone dentro la chiesa di San Gaetano a Brancaccio, dove Don Puglisi visse gli ultimi anni. Quello di cui parliamo non è un luogo qualsiasi per i palermitani e per i turisti. Siamo a Monte Pellegrino. A pochi passi da dove si venera Santa Rosalia. Dentro il Santuario. Già l'acqua benedetta messa a litri, in un contenitore di plastica così dozzinale con rubinetto finale, come vedete nella foto, lascia abbastanza basiti. È la prima volta che vedo roba simile. Quell'acqua poi finisce in un secchio. La foto l'ho scattata dopo una delle mie acchianate. A proposito, si dovrebbe fare qualcosa per i palermitani che, a fronte di  divieti per i velocipedi, scendono a trenta all'ora dal percorso dell'accchianata dove ci sono pellegrini e turisti che vorrebbero soltanto passare qualche ora rilassata senza finire in ospedale. Ma forse in questi casi non ci possono oceani di acqua benedetta o speciali miracoli della Santuzza. Per tornare al nostro bidoncino, penso che non manchino fondi per acquistare acquasantiere o contenitori più presentabili. Se si continua così è inutile scrivere "usare con fede". Perché mettere litri di acqua benedetta come fosse una qualsiasi bevanda, sopra un brutto tavolino di formica, dentro un contenitore non proprio adatto, con sotto un secchio, a tutto rimanda tranne che alla fede. Se davvero ritenessi quell'acqua benedetta e attribuissi ad essa un significato soprannaturale, non aprirei quel rubinetto.

sabato 7 dicembre 2024

Palermo - Spezia. L'Aquila vola più in alto degli aquilotti

 ROSALIO - 1 Dic 2024

Palermo – Spezia, dal Barbera e dintorni è (quasi) tutto

La cronaca. Le Aquile e gli Aquilotti. Lo scudetto dello Spezia. Le ragioni di Brunori. Il segno sulla mano.

Francesco Palazzo

https://www.rosalio.it/2024/12/01/palermo-spezia-dal-barbera-e-dintorni-e-quasi-tutto/


Due Aquile si confrontano al Barbera in questo primo giorno di dicembre dopo la fine, non sappiamo se temporanea, della lunga estate palermitana. Che ci porta in dono la scarsità d’acqua. Tutte e due le squadre hanno l’Aquila come simbolo, nel caso di Palermo è pure il simbolo della città. Palazzo delle Aquile, al cui interno, va detto, non sempre si è volato alto e nell’interesse della città. Gli aquilotti ospiti al momento volano più in alto delle Aquile padroni di casa. Si fa per dire, ovviamente, visti i pochi punti racimolati al Barbera dai rosanero in un campo che sembra più esterno che interno.

L’imbattuto Spezia è invece un esempio di un campionato di vertice di una squadra che ha totalizzato sinora in casa il doppio dei punti fatti fuori. Dove pure ha un buon ruolino di marcia, con 10 punti e 2 vittorie in 7 partite. Ma in casa registra 20 punti e 5 vittorie in 7 partite, con un solo pareggio. Tutto ciò, prima della partita al Barbera, posiziona con 30 punti in seconda posizione lo Spezia, che quindi al momento verrebbe promosso direttamente. Il Palermo, prima dell’inizio di questa partita, è fuori dalla zona play off con 18 punti al nono posto. Ha più vicina la zona play out che il vertice. I rosa soli 6 punti in 6 partite in casa, un punto a partita. Fuori 12 punti, più dello Spezia ma in 8 partite.

I gol fatti e subiti dicono molto di più delle performance delle due squadre. 22 gol fatti dallo Spezia contro i 14 del Palermo, 8 reti subite dalla compagine ligure, 12 dalla squadra siciliana. Lo Spezia è la squadra che sinora ha preso meno gol di tutte le squadre del campionato di B. Anche i rosa hanno subito poco, sono infatti nella fascia alta in questa speciale classifica. Per i gol fatti il Palermo è in coda. Con 10 squadre che hanno fatto meglio, e 4 che hanno realizzato 14 reti come i rosa. Vedremo a fine partita come si trasformeranno questi dati di gol, fatti e subiti, e classifica.

La quindicesima giornata del campionato cadetto inaugura il mese delle feste di fine d’anno, che ci farà conoscere il campione d’inverno del campionato. Allo stadio si va con abbigliamento decisamente invernale da questa giornata. Se piove, quando piove, il fatto di essere al riparo della grande tettoia della tribuna, non sempre significa non prendere pioggia. Chissà se con gli ultimi lavori si è risolto il problema.

Nello Spezia diversi giocatori sono stati “palermitani”. A cominciare dall’attaccante Soleri. Nata nel 1906, la squadra ligure ha quasi la stessa età del Palermo. Come la società di Viale del Fante, anche gli aquilotti sono stati rifondati, nel 2008. Lo Spezia ha uno scudetto cucito sulla maglia, può infatti vantare un titolo nazionale, grazie alla vittoria del campionato di guerra 1944 di un club a esso affiliato. La sua storia si è svolta tra la seconda e la terza serie, approdando in serie A soltanto nel 2020.

Nel 2008 con lo Spezia in cattive acque finanziarie, la città scende in campo con un’iniziativa popolare per tentare di salvare la società. Viene costituito un sodalizio che raccoglie contributi economici da tifosi, sportivi e sponsorizzazioni da realtà economiche della Provincia. Questa neonata società rileva il 70% delle quote societarie e diventa azionista di maggioranza, realizzando così in Italia il primo caso di società di calcio gestita dagli stessi tifosi.

Da settimane tra i rosanero c’è il dilemma legato all’ex capitano e bomber del Palermo, Matteo Brunori. Che ha avuto con i tifosi un contrasto dopo che ha detto la seguente frase. «Sicuramente giocare a Palermo non è semplice: hai delle pressioni che ti responsabilizzano, ma a volte la piazza in un attimo ti può distruggere». Come se un calciatore non potesse esprimere la propria opinione. Peraltro nel caso specifico assolutamente condivisibile e vera riferita alla piazza calcistica palermitana. Che ragiona più con la pancia che con la testa. Il bomber, che ha segnato 63 gol nell’anno della promozione in B e negli altri due anni, è ormai la terza scelta. La guida tecnica afferma che si fanno giocare quelli più in forma, cioè i calciatori che negli allenamenti si impegnano di più. Resta il fatto che in classifica non vanno gli allenamenti e che le soluzioni in attacco alternative sinora sperimentate non vanno bene. Sia in termini di gioco che di gol.

Oltre una recente rifondazione e l’Aquila come simbolo, il Palermo e lo Spezia hanno un’altra cosa in comune. Le proprietà sono straniere. Quella dello Spezia è statunitense, la proprietà del Palermo, il City Football Group, è un’azienda multinazionale britannica attiva nel campo dell’intrattenimento sportivo, posseduta in larga maggioranza da una società degli Emirati Arabi. Il Palermo ha un suo centro sportivo, il club ligure è in affitto. Gli investimenti sulla società palermitana sono stati maggiori rispetto a quanto avvenuto nello Spezia. Sette allenatori sinora lo Spezia, tre il Palermo nelle gestioni straniere.

C’è il grande ex giocatore in tribuna autorità. Applausi e ovazioni. Questa città guarda spesso o sempre indietro. Si conferma Brunori in panca ed Henry al centro dell’attacco. Unica missione in questa partita è fare gol e vincere. Noi vogliamo questa vittoria gridano dalla nord. Sempre gli stessi slogan. Che noia. I rosa attaccano verso la sud al fischio d’inizio. Pochi spettatori. Al quinto minuto quasi gol per i rosa, il portiere alza sopra la traversa. Dopo pochi attimi un’altra prodezza nel mandare la palla in angolo. Al 10mo tiro da sinistra sull’esterno della rete degli aquilotti spezzini. Al 13mo ammonito il centravanti del Palermo per un fallo che sembra evidente nei confronti del difensore. I primi 15 vanno al Palermo. Lo Spezia al momento non sembra una squadra seconda in classifica. Scaramucce continue tra il centravanti rosa e il difensore come strascico dell’episodio di prima.

Al 17mo il Palermo si mangia un gol, subito dopo un palo. Poi un tiro sopra traversa. I Rosa pressano alla grande. Partita nervosa. Al 21mo è lo Spezia ad andare vicino alla rete. Al 28mo un tiro debole dei rosa va sulle braccia del portiere. Più deciso subito dopo lo Spezia, c’è un contatto in area rosa. Il Var dice che non è successo nulla. I secondi quindici minuti del primo tempo vedono lo Spezia più pericoloso. Nella panchina i tecnici del Palermo parlottano.

Al 31mo il Palermo va di nuovo vicino al gol. Lo Spezia si salva in angolo. I rosa ancora verso la porta avversaria, respinge casualmente un difensore una palla diretta in rete. Al 35 di testa il meritatissimo vantaggio del Palermo con il difensore Baniya. Il Palermo non si tira indietro e pressa ancora. Al 40mo Henry pericoloso da fuori area ma non centra la porta. Fine primo tempo. Palermo meritatamente in vantaggio, prima frazione giocata bene in tutti i reparti. Con una grande, almeno in classifica perché nel primo tempo lo Spezia si è visto poco, i rosa sembrano esaltarsi. Anche se si segna l’unica rete con un difensore.

All’inizio del secondo tempo cambio tra gli attaccanti rosa Henry, che esce, e Le Douaron. Lo Spezia parte a testa bassa. Il tecnico rosa si dispera e incita la squadra a venire avanti senza farsi schiacciare. Al 50mo quasi rissa nel controcampo dello Spezia con un ex del Palermo coinvolto. Raggiunto dagli spalti da improperi che incivili è dire poco. Dalla nord il solito intelligente slogan catanese vaffanculo. Lo Spezia attacca, colpo di testa sopra la traversa dei rosa al 55mo. Al 58mo quasi gol per l’ex Soleri. Al 60mo altre due sostituzioni per il Palermo. Vasic e Lund, escono Verre e Di Francesco. Ci si vuole coprire meglio evidentemente. Nel primo quarto d’ora del secondo tempo meglio di poco lo Spezia.

Al 64mo i rosa si masticano un gol, ma subito dopo c’è il raddoppio con un’autorete. Al 66mo super parata del portiere del Palermo. Applausi a Soleri che esce. Entra nel Palermo Di Mariano al posto di Insigne. Che ha ben giocato. Come tutti quelli del Palermo oggi del resto. Nei secondi quindici minuti del secondo tempo i rosa mettono in frigo il risultato con il secondo gol e controllano la partita.

Al 76mo possibile rigore per lo Spezia rimandato dal Var all’arbitro. Rapido controllo in video e rigore non dato. The end dopo altre due sostituzioni nei rosa e un quasi 3 a 0. Il Palermo rientra nei play off, lo Spezia perde il secondo posto ed esce molto ridimensionato dal Barbera. Vediamo se questa partita è la svolta per il Palermo verso una stagione meno altalenante. Oppure è soltanto un bel pomeriggio d’inverno. Va sempre sottolineato che davanti si continua a non segnare. Si torna a Palermo il 15 dicembre con il Catanzaro. In mezzo il 7 la trasferta a Carrara. Due squadre sotto il Palermo.

Nella foto a corredo di questa quasi cronaca vedete la mia mano con i colori rosanero che riproducono l’aquila stilizzata. Non mi piacciono i segni sul corpo. Questa è la prima volta che accetto. Se può servire per future vittorie dentro casa, a disposizione.




martedì 26 novembre 2024

Palermo Sampdoria, tra la cronaca del calcio e la Storia del tennis

 ROSALIO Il Blog di Palermo 

24 Nov 2024

Palermo – Sampdoria, dal Barbera e dintorni è (quasi) tutto

La cronaca e la Storia. I leoni da tastiera. Alcool allo stadio. Coppa Davis e Internazionali di Sicilia. Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Francesco Palazzo 

https://www.rosalio.it/2024/11/24/palermo-sampdoria-dal-barbera-e-dintorni-e-quasi-tutto/



Si torna al Barbera dopo la pausa e con un doppio impegno casalingo. Prima i blucerchiati della Sampdoria, il primo dicembre verrà lo Spezia, dove gioca l’ex Soleri. Che, visti i fatti, sarebbe stato meglio tenere sotto Monte Pellegrino. Prima del fischio d’inizio, considerati i primi risultati della quastordicesima giornata, i rosanero con tredici gare disputate sono fuori dai play off, collocandosi in nona posizione. In casa cinque punti in cinque partite, media retrocessione. Un po’ meglio lontani dal Barbera con 12 punti in otto partite. Totale 17 prima di Samp e Spezia. Ovviamente una stagione, quasi al giro di boa del girone d’andata, sinora abbastanza opaca. Un bilancio più nero che rosa al momento. Con 14 punti dalla prima e 13 dalla seconda in classifica.

I leoni da tastiera palermitani che seguono la squadra, avrebbero già cambiato due o tre allenatori, mandando via l’attuale proprietà. Chissà, magari poi mettendo loro i denari occorrenti per far vivere una società calcistica a questi livelli. Per loro andare in A dovrebbe essere un gioco da ragazzi. Meno male che, leoni da tastiera a parte e frequentori del Barbera che spesso perdono il senso della realtà, il Palermo è in ottime mani. In grado di assicurare un presente sereno e un futuro dove i risultati non potranno che arrivare. Dopo l’ultima sconfitta in casa la frase proveniente dagli spalti e rivolta a società e squadra, è stata “meritiamo di più”. Pure il Palermo si merita tuttavia supporter che guardino ai fatti. In cinque anni dal 2019, non in cinquanta, dopo che si è dovuti ripartire dalla D, la società di viale del Fante ha vinto due campionati e nelle due stagioni di B passate, oltre che in questa, ha stazionato in zona play off senza problemi.

A due passi dal Barbera ho visto una pubblicità, per la verità sparsa in tutta la città, che invita a bere alcolici, in particolare una birra, per avere energia da spendere dentro gli stadi per fare tifo per tutta la durata delle partite. Addirittura per essere tifosi fuoriclasse. In effetti, quando sono allo stadio, vedo tanta gente con bicchieroni pieni di birra che vanno e vengono, bevanda che a me piace ma non allo stadio Non credo che tifosi brilli o ubriachi possano determinare un tifo migliore e stadi più sicuri. Anzi, proprio dentro gji impianti sportivi vieterei la vendita di alcolici. In passato si è fatto. Nel 2022, in occasione di Palermo – Padova, si è vietata la vendita di alcolici e super alcolici fuori dallo stadio. Si dovrebbe fare sempre nel giorno delle partite e si dovrebbe estendere il divieto anche dentro lo stadio.

Non possiamo tacere che a Malaga gli azzurri, dopo averla vinta nel 2023 a 47 anni di distanza dalla storica finale cilena, si giocano la finale contro l’Olanda mentre è in corso Palermo-Sampdoria. E non possiamo non farlo perché, proprio a due passi dal Barbera si giocavano gli internazionali di Sicilia di tennis. Torneo nato nel 1935 e che purtroppo non esiste più dal 2011. E che nell’ultima edizione, anche se si chiamava a quel punto con un altro nome, vide vincitore l’attuale capitano non giocatore della nazionale di tennis. Era sia singolare maschile che femminile, doppio maschile e femminile nonché doppio misto. Dalla sede del circolo del tennis di Viale del Fante sono passati i più grandi nomi del tennis italiano e mondiale. Ricordo una finale dove vinse Borg contro Barazzutti. Allo stadio internet ha difficoltà, ma un po’ tutti seguiamo il campo di calcio e quello che accade a Malaga come meglio possiamo. L’unica cosa certa è che negli spalti del tennis ciascuno fa civilmente il tifo per i propri colori senza offendere nessuno. Nel calcio questa minima connessione di civica non si è ancora stabilita. Pensate che i pochi tifosi blucerchiati sono circondati da una trentina di addetti alla sicurezza.

Domani 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Ieri grande manifestazione a Palermo con più di 5.000 partecipanti. Dentro lo stadio proprio a ridosso dell’inizio della gara va in onda una bella scenografia di luci fucsia. Chissà quanti hanno capito, visto che nessuno ha fatto alcun cenno dagli spalti. Dal tifo organizzato, cui non sfugge pure la minima traccia di memoria, nulla. Zero. In luoghi, le curve, peraltro impregnate, dal linguaggio verbale a quello non verbale, di un forte maschilismo. Questa partita la perdono dagli spalti 10 a 0. La vince con eguale punteggio la società. La partita si gioca peraltro con un pallone rosso, nell’intervallo viene diramato un messaggio specifico sulla giornata di domani e scritte scorrono spesso.

La Samp prima di scendere in campo a Palermo ha 15 punti, due in meno del Palermo, e ne ha vinte due fuori casa. Ha fatto più gol del Palermo (16 contro 13), ma ne ha subiti di più (11 contro 18). C’è da dire che fuori casa ha fatto 8 punti, cioè più che in casa, 7. Del resto come il Palermo, che anzi oltre lo stretto ha racimolato di più, dieci punti fuori e 7 al Barbera. Insomma, Viale del Fante è in questo campionato una sede ostile, come se si giocasse in casa altrui. Per carità, non è che si possa vincere sempre tra le mura amiche. Ma se non si fanno molti più punti in casa che fuori la promozione diretta nella massima serie è ovviamente una chimera, che ci rimanda a una canzone del Gianni nazionale. Lui canta che se il suo cuore spera non sarà solo una chimera. Ma nel rettangolo verde il cuore non basta. Ammesso e non concesso che gli undici rosamero sotto Monte Pellegrino ci mettano sempre il cuore. A tal proposito le due gare interne ci diranno molto. Sia sul cuore che sulla classifica.

Il primo quarto d’ora, a parte un grave infortunio a un sampdoriano, va via senza che vi sia nulla da segnalare tranne due timide avance dei rosa e un tentativo più deciso. L’una e l’altra squadra giocano con le maglie tradizionali consegnate ormai alla storia del calcio. Intanto sul fronte Davis il primo singolare, che sostanzialmente equivale ad alzare per il secondo anno di fila la coppa al cielo, è in saccoccia.

I secondi quindici minuti iniziano con un Palermo sempre volitivo, quasi al ventesimo un bel tiro da fuori fa la barba al palo della Samp, poi un un’altra azione pericolosa di testa dei rosa va sopra la traversa. Quasi al trentesimo il centravanti rosa prova pure lui di testa, ma debolmente. Anche la Samp prova a essere pericolosa. Rispetto al calo vistoso di presenze delle ultime partite in casa, pare che siano aumentati gli spettatori.

Gli ultimi quindici minuti della prima frazione iniziano con la Samp avanti. Replica il Palermo, che attacca verso la nord, prima dalla fascia sinistra poi dalla destra. Poi di nuovo Samp sopra la traversa. Un colpo ciascuno. Pare adesso una partita di tennis. A proposito, aspettiamo la partita del numero 1 mondiale per scrivere ancora una volta il nostro nome sulla Davis. Intanto quasi al 38mo la Samp buca il Palermo con un ex dei rosa. 1 a 0. Lo spettro delle altre due partite perse al Barbera avanza. Il VAR conferma. Il tifo organizzato, con slogan assordanti vorrebbe apportare chissà quale spinta. Ma fanno solo casino. Nel recupero del primo tempo i rosa riescono a riprendere la Samp. 1 a 1. Piangiamo con un occhio. Fine primo tempo. Andiamo fuori a cercare campo per capire meglio a che punto è la finale Davis.

Ad inizio del secondo tempo la Davis sembra certa, il risultato al Barbera molto incerto. Al 7mo una punizione dei rosa da fuori trova il portiere blucerchiato pronto al quasi miracolo. Lo stesso si ripete al decimo. Il Palermo prova a raddoppiare con decisione, cercando di schiacciare la Samp sulla propria metà campo. Ma al 58 i doriani vanno vicini al raddoppio.

Il secondo quarto d’ora della seconda frazione, sotto un Monte Pellegrino oscurato dalle tenebre, inizia con una punizione dal limite dell’area dei doriani. Un metro dopo ed era rigore. Ma il VAR, compagno di strada del calcio moderno, annulla tutto. Al 69mo tiro del Palermo poco oltre la traversa. Sinner va nel frattempo al tie break nel primo set.

Siamo agli ultimi 15 minuti, la partita si fa noiosa e la colpa è del Palermo. Al 76mo un guizzo che equivale ad un gol mangiato dai rosa. Ormai una costante le occasioni mancate al Barbera, da parte di quelli che dovrebbero essere i padroni di casa ma sembrano sempre giocare fuori. Le sostituzioni spostano poco e niente. All’80mo punizione da sinistra verso la sud dove ora attacca il Palermo. Di pochissimo fuori la palla, non toccata da nessuno. Sinner porta a casa il primo set. Vicini alla meta mondiale. Ci vorrebbe un Sinner nel Palermo. Ad inizio di recupero la Samp va quasi in rete. Poi è il Palermo a sfiorare il gol. The end. Un pareggio che non può andare bene, i rosa hanno giocato non male ma non è possibile avere questo ruolino di marcia in casa. Non è possibile non riuscire a metterla dentro pur avendo diverse occasioni. Fischi alla fine. Appuntamento per l’1 dicembre con lo Spezia.

Sin qua la piccola cronaca di una partita modesta. Poi, uscendo dallo stadio, ho visto gli ultimi games che ci hanno fatto vincere la Davis per il secondo anno consecutivo. E questa non è più cronaca ma storia con la S maiuscola. Se fossimo un popolo maturo sportivamemte gireremmo le città italiane con la bandiera tricolore in mano. Ma in massa si vede solo il dio pallone. Ed è un grosso limite. Un giornalista, a tal proposito, ha raccontato il seguente aneddoto.

«Viaggiavo in auto e sulla radio nazionale interrompevano Berrettini per raccontare i gol della serie B. Qui sta succedendo una rivoluzione, e qualcuno non se n’è ancora accorto». Ecco. Meglio di così non si può dire. Controfirmo.


https://www.rosalio.it/2024/11/24/palermo-sampdoria-dal-barbera-e-dintorni-e-quasi-tutto/


venerdì 15 novembre 2024

Palermo: i tanti cervelli purtroppo non in fuga.

 Palermo Today  -10 novembre 2024

Cartacce, cicche e bottiglie tra gli scogli a Vergine Maria

Francesco Palazzo



Come possiamo definire i cittadini e le cittadine palermitani che deturpano la città? Si fa per dire, ovviamente, perché ciò che vedete in foto - ed è solo un piccolo esempio - è il contrario dell'essere e sentirsi cittadini. Cioè parte positiva della comunità in cui si vive. La foto è stata scattata sabato mattina 9 novembre da chi scrive. Ci trovavamo ad ammirare il mare dal belvedere di Vergine Maria: una vista stupenda. Eravamo seduti su una panchina a consumare un pranzo veloce e a bere qualcosa. Ebbene, sia nel belvedere ma soprattutto negli scogli sottostanti facilmente raggiungibili dai giovani, c'era veramente di tutto.

Potete notare tante bottiglie che prima del conferimento incivile contenevano birra, tanti pacchetti, vuoti ovviamente, di sigarette, cicche in quantita industriale, carte, fazzolettini, plastiche varie, vassoi post consumazione di dolci. Insomma, veramente di tutto. Molto difficile fare l'elenco completo. Facile invece definire chi mette in atto simili azioni. Si tratta di persone incivili, cervelli spenti purtroppo non in fuga. Ai quali pagheremmo volentieri un biglietto aereo, anche costoso, di sola andata. Così come pagheremmo felici un biglietto di solo ritorno alle tante belle teste che siamo costretti a vedere partire, per sempre, verso altre regioni italiane o fuori dall'Italia. Tutto perso? Non tutto, forse.

Mentre ragionavo su queste cose, vedo un bambino, avrà avuto dieci anni, che si diverte con uno dei giochi lì presenti e nel frattempo addenta un bel pezzo di rosticceria che mangia con gusto. A un certo punto gli cade il tovagliolo a terra. Prima cerca di spingerlo col piede e qua temo che lo lascerà lì a futura memoria. Del resto il contesto poteva indurlo a ritenerlo un gesto del tutto normale. Invece si china, riprende il tovagliolo in mano e lo va a depositare ridendo nel contenitore messo lì apposta a qualche metro. Non resta che augurarsi che questo cervello rimanga con noi e non sia tra qualche anno pure lui in fuga. E che come lui ve ne siano tanti in crescita che possano prendere in mano la città. Per rispettarla e amarla e non per deturparla.

https://www.palermotoday.it/social/segnalazioni/degrado-rifiuti-scogliera-vergine-maria.html?fbclid=IwY2xjawGkqqhleHRuA2FlbQIxMQABHbpHhN4hv5LmCqja5p-8KjDuIFiqll8aFfHpKRljICySKLMOfKe_urRakw_aem_1zyr6_pAd20vuL1ddTn2Bg

lunedì 4 novembre 2024

Palermo Cittadella - Tra partita e dintorni

 ROSALIO IL BLOG DI PALERMO

3 novembre 2024

PALERMO - CITTADELLA. DAL BARBERA E DINTORNI È (QUASI) TUTTO.

La partita, l'anniversario, la classifica, i palermitani con il Palermo e con Palermo, il Cittadella, la differenziata, la commemorazione dei defunti e le lapidi del Barbera, gli spettatori in calo. 

Francesco Palazzo 





Il taccuino elettronico questa volta si apre la sera di venerdì 1 novembre, antivigilia del match Palermo - Cittadella. Passo per andare a casa e vedo il Barbera illuminato e vociante. È una data importante. Il primo novembre di 124 anni fa nasceva il Palermo. Sulle gradinate lo striscione "124 anni di passione" di cui alla mia foto a corredo di questo articolo, e alla fine giochi pirotecnici per suggellare la serata. Sono entrato in campo per fare la foto che vedete. Il prato verde era deserto e quasi tutti gli intervenuti erano andati via. Fa un certo effetto il verde brillante serale puntato dalle luci senza nessuno che lo calpesti contendendosi la sfera. Capisci che quanto accade nei novanta e passa minuti è appena un dettaglio. Uno stadio vuoto ti racconta tante cose in più. La storia di una passione, di una città legata a quella passione, che va molto al di là del triplice fischio finale di ogni partita.

Simienza e noccioline, u passatiempu, grida il solito venditore prima dell'ingresso. Oggi quinto esame casalingo per i rosanero, due pareggi, una sconfitta e una vittoria sinora. Cinque punti in quattro gare in casa non è esattamente il ruolino di marcia di chi vuole puntare alle prime due posizioni. Del resto neppure fuori casa, pur con alcune vittorie, si può dire che il Palermo stia facendo miracoli. E infatti i rosanero, considerate le partite giocate sabato 2 novembre, sono al sesto posto con 16 punti, a 8 punti dalle prime, Pisa e Spezia, e a 6 punti dal terzo posto, occupato dal Sassuolo, prima di questa dodicesima partita dopo il turno infrasettimanale. Il Palermo a Mantova è uscito con un pareggio che se smuove la classifica da un lato, disegna, dall'altro, anche lontano dal Barbera, un quadro di sostanziale mediocrità.  E dire che una vittoria a Mantova, visti i risultati degli altri, poteva determinare un balzo importante. Il torneo è ancora lungo e tutto può accadere. Ma la società di Viale del Fante, vecchia di 1488 mesi, non sembra poter fare ad oggi chissà quali prodigi. 

Prodigiosi sono invece i palermitani quando esibiscono, urbe et orbi via social, le loro opinioni sulla squadra pretendendo risultati di livello altissimo senza sentire ragioni. È un piacere leggere questo interesse per i colori in campo da parte di tanti e tante. Perché il Palermo, anche fuori dalla galassia social, è molto seguito. Basta ascoltare i discorsi in attesa dal medico, al supermercato tra uno yogurt e le patatine, persino in ascensore. La stragrande maggioranza dei palermitani tengono al Palermo, vogliono che vada in alto, che faccia bella figura. E sarebbero, e moltissimi sono, disposti a fare di tutto per raggiungere l'obiettivo. Chissà perché lo stesso tifo operativo non c'è nei confronti di Palermo, della città. Verso la quale c'è da un lato la lamentela non propositiva, i piagnistei di chi non muove neppure un sopracciglio, e, dall'altro, un ventaglio di comportamenti quotidiani (doppie e triple file, rifiuti buttati dappertutto, sistematico non rispetto del codice della strada, non cura degli spazi pubblici...) da nemici della città. Per dire, l'uno novembre sono alla guida con altre tre persone a bordo. Dobbiamo andare in una gelateria a duecento metri dal Barbera. Davanti l'esercizio commerciale un tappeto di seconde file, noblesse obblige, che blocca tutto. Il parcheggio regolare c'era, nella strada parallela, tre minuti a piedi. Ma volete che il palermitano possa sfidare tale eternità. Ah, dentro non c'era il sottoproletariato palermitano, ma avventori della borghesia palermitana. Poi, certo, non basterebbe soltanto la buona volontà dei cittadini. Per dirne una, con riferimento a un dato che ho letto giovedì 31 ottobre, da un'analisi di Federconsumatori nella raccolta differenziata la Sicilia e il suo capoluogo si piazzano negli ultimi posti. Il dato nazionale si attesta al 65,2%. La regione più virtuosa è il Veneto con il 76,2%, segue la Sardegna con il 75,9%, mentre la Sicilia è al 51,5%. Il capoluogo ancora peggio con il poco più del 20% nel 2023.

Cittadella è una città veneta in provincia di Padova. Ha poco più di 20 mila abitanti. Per arrivare agli abitanti di Palermo occorre moltiplicare per più di 31 volte. Come società calcistica è molto più giovane del Palermo, essendo nata nel 1973. È in B continuativamente dal campionato 2016-2017. Nel campionato 2020-2021 ha perso la finale dei play off. Adesso ha 9 punti, ma 6 di questi li ha presi proprio fuori casa vincendo a Brescia e a Modena. Poi tre pareggi in casa e sconfitte. Nel campionato scorso alla 13ma giornata al Barbera, a novembre 2023 e alla 20ma nel campo del Cittadella a gennaio 2024, il Palermo rimediò due sconfitte senza fare un solo gol. La squadra veneta è impelagata al momento in zona retrocessione, penultima con dietro soltanto il Frosinone. Nello scorso campionato è arrivata quattordicesima con 46 punti.

Ieri giornata di commemorazione dei defunti. Proprio all'ingresso principale dello stadio vi sono due lapidi che ricordano due tragedie diverse. La prima colpì tutta la nazione, e fu la scomparsa del grande Torino che si spense sulla montagna di Superga. Fu un incidente aereo avvenuto il 4 maggio 1949 a Torino. Il velivolo si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della basilica di Superga, che sorge sulla collina torinese. 31 vittime, nessun superstite. Quella magica squadra aveva vinto cinque scudetti consecutivi, dalla stagione 1942-1943 alla stagione 1948-1949 e costituiva la quasi totalità della Nazionale italiana. Fu un evento che fece impressione in tutto il paese. Proprio qualche tempo fa, ne sconoscevo l'esistenza, passeggiando ho visto una targa nei pressi del luogo dove è stato ucciso dalla mafia il generale Dalla Chiesa, a memoria della tragedia di Superga posta allora dagli abitanti della zona. La seconda lapide che si vede entrando allo stadio fa memoria invece di un fatto locale. Cioè delle persone decedute durante i lavori di ampliamento dello stadio in occasione dei mondiali di calcio del 1990. Siamo nella mattina del 30 agosto 1989. Tra la curva sud e la tribuna centrale, uno dei  tralicci che sostengono la copertura dello stadio, che allora si chiamava Favorita, va giù. Quattro tonnellate d'acciaio cadono da un'altezza di 30 metri portandosi apprresso tre operai. Sotto ci sono altri due lavoratori. Le cinque vittime sono tutte giovani,  dai 23 ai 31 anni, Giovanni, Antonino, Gaetano, Domenico, Serafino. Un lutto che mette un timbro di sangue al viaggio di Palermo verso i mondiali del '90. 35 anni fa. E non si può certo dire, tutt'altro, che l'emergenza delle morti sul lavoro sia oggi un ricordo del passato. 469 morti sul lavoro nel primo semestre 2024. Una strage continua. E purtroppo inarrestabile. Per la verità altre  lapidi e un'immagine impressa fuori dallo stadio ricordano altre due figure al Barbera. Una lapide si riferisce al grande Nicolò Carosio, nato a Palermo nel1907, morto a Milano nel 1984, giornalista, telecronista sportivo e radiocronista italiano;  per 37 anni (1933-1970) fu la voce narrante degli incontri della nazionale italiana di calcio. L'immagine sovraimpressa fuori dallo stadio si riferisce al nostro Totò Schillaci, recentemente scomparso. Altre due lapidi vi sono, citiamo solo quella che ricorda la visita dell'ormai santo Giovanni Paolo II nel novembre del 1982. E qua posso dire io c'ero. 

All'annuncio della formazione del Cittadella i soliti incivili e antisportivi fischi. I supporter del Cittadella saranno una trentina e occupano due settori di curva dove entrerebbero migliaia di persone. Quando il calcio, (ma quando?), diventerà un normale civile spettacolo sportivo, non si assisterà più a queste penose scene. Va detto che il manto erboso del Barbera è da serie A. 

Il Cittadella parte forte e va quasi in gol al primo minuto, evitato da un ottimo intervento dell'estremo difensore rosanero. Palermo un po' confuso, i gialli del Cittadella più briosi e in pressing. Quasi all'ottavo i rosa, che provano ad alzare il baricentro, sono però pericolosi. Nel corso del 14mo i gialli nuovamente vicini alla rete. I primi 15 minuti vanno ai punti, per usare il gergo della boxe, al Cittadella. 

Il secondo quarto d'ora della prima frazione si apre con un quasi gol, mangiato, dei rosa. Palermo più deciso. Si conferma la flessione di pubblico. Quasi al 20mo un altro quasi gol, divorato, della squadra di casa. L'arbitro va a redarguire la panchina rosa per le proteste relative a un'azione in attacco fermata. I gialli tornano a presentarsi sotto la porta, stessa cosa il Palermo. Al 25mo il VAR controlla per un calcio di rigore a favore del Cittadella. Tutto regolare. Appena superato il 25mo i rosa sprecano un'altra grande occasione sotto porta. Quasi al 28mo altre due occasionissime mandate a quel paese dai rosa. In questi casi la legge del calcio è inesorabile. Vedremo. I secondi quindici del primo tempo vanno ai punti al Palermo, che però ha fallito cinque grandi opportunità. E nel calcio vince chi segna. 

Al 33mo, sesto quasi gol dei rosa. Al decimo vinceranno il classico tostapane? Quasi al 36mo i gialli vanno vicini al gol. Rispetto alla penultima in classifica, il Palermo mostra una superiorità tecnica e tattica marcata in tutti i reparti. Ma siamo ancora a reti inviolate. Una bandiera riproduce l'asso di mazze delle carte siciliane. Bisogna vedere se la briscola di questa  partita è a mazze. Finisce il primo tempo, gli ultimi quindici sono pari tra le due squadre. Pollice verso per il Palermo, gioca in casa, surclassa gli avversari ma non riesce a segnare. Se non si gonfia la rete avversaria, il possesso palla e l'infinito fraseggio elegante di scambi stanno a zero. 

Inizia il secondo tempo sotto un cielo terso che pare piena estate. E il pensiero non può che andare a quanto accaduto in questi giorni a Valencia per le condizioni climatiche, al contrario che da noi, impietose, terribili, mortali. Il Palermo al quinto crea una buona occasione. Adesso attacca verso la curva sud. Al 58mo il Palermo riesce a metterla dietro al portiere avversario. Ma gol annullato per fuorigioco o così pare da lontano. Luogo dal quale in genere i tifosi di tutto il mondo vedono cose inesistenti o non ne vedono altre palesi. Dipende se vanno contro o a favore la propria squadra. Primi quindici minuti abbastanza noiosi. Ma è il Palermo che deve fare la partita. 

Al 63mo i gialli impensieriscono da fuori area i rosa con un bel tiro a girare. Al 65mo il Palermo fa tre sostituzioni, due in difesa e una in attacco. Pure il Cittadella comincia il giro dei cambi. Al 67mo contrasto in area del Cittadella, uno del Palermo va a terra. Dall'alto dei cieli il VAR sentenzia "ca un ci fu nienti". Al 72mo i rosa si presentano in area avversaria, stessa cosa subito sono per il Cittadella. 

Iniziano gli ultimi 15 giri d'orologio e il Palermo immette un secondo attaccante, il bomber. Ovazione. I palermitani, non sapendosi salvare da soli, cercano sempre un santo o una santa cui aggrapparsi. Poi quinta e ultima sostituzione con dentro il fantasista a centrocampo. Il Cittadella a questo punto non rinuncia a tentare il colpo grosso presentandosi nei pressi del portiere rosa. Il Palermo replica. In panchina parlottano molto scontenti i tecnici del Palermo. E come comanda il Dio del calcio, quando sbagli di tutto nel primo tempo e dormi nel secondo, il Cittadella buca il Palermo quasi al novantesimo con un gol molto bello. Dei tifosi vanno a sbattere i pugni nella parete divisoria in direzione della panchina dei rosa. In questi casi tutti i tifosi si trasformano in commissari tecnici della nazionale. Ultima occasione per i rosa per salvare almeno la faccia. Titoli di coda.

I rosa ancora una volta soffrono della malattia del secondo tempo. E confermano una malattia ancora più grave. Non sanno che pesci prendere in casa. Su 15 punti disponibili solo 5 presi. Mi pare che questo dica tutto. Il Cittadella, con i suoi pochi tifosi al seguito, si conferma bestia nera dei rosa e torna a respirare in classifica. I fischi sono ovviamente l'epilogo di tutto. 

Il Palermo, restando a 16 punti, è adesso ottavo, ultima posizione della zona play off, a tre punti dalla zona retrocessione, a 11 punti dalla prima in classifica e a 9 dalla seconda. 

Un bambino a fine gara scende dalla tribuna triste, abbracciato e  consolato dal padre. C'è di peggio ovviamente nella vita che una partita persa dalla squadra del cuore. Quando sarà più grande lo capirà. 

L'8 novembre i rosa giocheranno fuori con il Frosinone. Il 24, dopo la sosta, quando ci rivedremo con questa rubrica, scenderà sotto Monte Pellegrino la Sampdoria. E magari cercherà di imitare la Salernitana e il Cittadella. 

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